Elisa y Marcela © Netflix
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The Boy Who Harnessed the Wind

Il ragazzo che ha imbrigliato il vento

The Boy Who... © Ilze Kitshoff Netflix

The Boy Who… © Ilze Kitshoff Netflix

Tratto dal libro omonimo, “The Boy Who Harnessed the Wind” racconta la storia del giovane William Kamkwamba (Maxwell Simba), un bambino cresciuto in un povero villaggio del Malawi. Talentuoso e affascinato dall’energia, William elabora una pala da vento con una dinamo di vecchia bicicletta, grazie alla quale riesce a salvare la vita del suo villaggio.

“Il ragazzo che ha imbrigliato il vento” segna l’esordio alla regia di Chiwetel Ejiofor che recita anche nella parte del padre (Trywell) del geniale figlio. Un Maxwell Simba potente, dalla performance toccante, emotiva e sentita. Ejiofor e Simba creano insieme una dinamica emotiva tra padre e figlio, e imparano molto l’uno dall’altro grazie all’intervento decisivo della madre Agnes (Aïssa Maïga) che riesce a far ragionare il padre e dona fiducia al figlio.

The Boy Who... © Ilze Kitshoff Netflix

The Boy Who… © Ilze Kitshoff Netflix

Nel film si parla di cambiamento climatico e di tecnologia che migliora la vita. Si incontra un padre che cerca di insegnare ad un figlio la vita dei campi, e di un figlio che non ha interesse per tutto ciò, proiettato verso il futuro. È un film che include nei temi il sessismo, il classismo e il tribalismo, la politica e la scienza, ma che parla soprattutto di amore, di famiglia, di speranza, di duro lavoro, di tradizione, di perseveranza e rischio a difesa di tutto quanto si ama.

Oltre alla meravigliosa Aïssa Maïga completa il cast Lily Banda nella parte di Annie. Le due donne arricchiscono il film con momenti emotivamente carichi. Grande potenza di immagine, ottima fotografia e architettura del suono. È un film commovente ispirato da una storia vera dal finale che dona speranza.

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Elisa y Marcela

Elisa y Marcela © Netflix

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Elisa y Marcela” della regista spagnola Isabel Coixet, tratto da una storia vera, quella del primo matrimonio omosessuale in Spagna a La Coruña (in Galizia) che ebbe luogo l’8 giugno 1901 tra Marcela Gracia Ibeas ed Elisa Sanchez Loriga. Per sposarsi Elisa adottò un’identità maschile, quella di Mario Sánchez (un parente deceduto), come elencato nel certificato di matrimonio. Questo venuto allo scoperto e reso di pubblico dominio fece grande scandalo, ma non fu mai annullato, come riportato al termine del film. Elisa e Marcella sono interpretate da due giovani attrici spagnole, Natalia de Molina due volte vincitrice del Premio Goya come “migliore attrice” per il film di David Trueba “Living is Easy with Eyes Closed” e “Food and Shelter” di Juan Miguel del Castillo, e Greta Fernández Star già in “the Next Skin” di Isaki Lacuesta. La storia romanzesca delle due donne è stata oggetto di un libro pubblicato in Spagna (Narciso de Gabriel, Elisa y Marcela. Más allá de los hombres, Libros del Silencio 2010).

Elisa y Marcela © Netflix

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Un film in bianco e nero, di luce ed ombra, che richiama la filmografia anni ’20 e ’30, con citazioni d’autore e chiaramente ispirata a “Queen Kelly” del visionario regista Erich von Stroheim, del 1929. Puntuali le scelte stilistiche dove la fotografia, sostenuta dalla colonna sonora, è protagonista sulla narrazione cinematografica. Il tutto girato in sole quattro settimane.

Due i debutti assoluti: quello della fotografa Jennifer Cox, come direttore della fotografia:«Mi sono ispirata alle foto in bianco e nero degli anni Cinquanta, in particolare quelle di Koudelka e Larry Towell. Oltre alla serie “The menonites”, per la sua particolare luce», ha dicharato la Cox. La colonna sonora piacevole, anche se a momenti forse retorica, è di una giovanissima compositrice della Galizia, Sofia Oriana Infante.

La prima parte del film è sapiente nella narrazione e allusiva della situazione. È inoltre coronata da una fotografia raffinata, a momenti sofisticata, pur non risultando mai leziosa. Molto meno convincente, invece, la seconda parte.

Risulta essere una storia d’amore, eroica, in un tempo non possibile, nella Galizia di fine secolo scorso.

Un film, non un “manifesto”, chiarisce la regista in conferenza stampa. “Manifesto” risulta invece esserlo al termine del film, per il testo conclusivo e le foto a colori che scorrono sulla pellicola. Numeri, dati e foto di matrimoni tra donne di questo ultimo tempo, oltre un secolo più tardi da quel gesto di coraggio che anticipava il mondo di oggi. Un finale dal sapore ideologico che rischia di danneggiare il racconto fotografico del film.

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Elisa y Marcela

© Youtube Trailers HD

The boy who harnessed the wind

© Youtube Netflix

 

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Cecilia Sandroni, per formazione semiotico del teatro, è membro della Foreign Press di Roma come Italienspr (italienspr.com/global press), oltre ad essere un'esperta di relazioni internazionali nella comunicazione. Le sue competenze spaziano dal teatro-cinema, alla fotografia, al restauro, con la passione per i diritti umani. Indipendente, creativa, concreta, ha collaborato con importanti istituzioni italiane e straniere per la realizzazione di progetti culturali e civili.

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