La paranza dei bambini © Palomar 2018
La paranza dei bambini © Palomar 2018
Giovannesi - Saviano - Braucci © il Deutsch-Italia

Giovannesi – Saviano – Braucci © il Deutsch-Italia

La paranza è una rete da pesca, solitamente trainata da due imbarcazioni, anch’esse dette paranze, che erano in uso fino agli anni ’50 nei nostri mari italiani. Da questo tipo di pesca deriva anche la tipica frittura di piccoli pesci che in tale rete a strascico (ora proibita) rimanevano imbrigliati, e in gergo della malavita napoletana è un gruppo di affiliati alla Camorra. Quest’ultimo è il riferimento dell’unico film italiano in concorso alla 69esima Berlinale, “La paranza dei bambinidi Claudio Giovannesi, regista romano (classe 1978), tratto a sua volta dall’omonimo romanzo di Roberto Saviano (che del film è anche sceneggiatore assieme al giornalista Maurizio Braucci e allo stesso regista).

Diciamolo subito: contrariamente a ciò che ci si poteva aspettare, ossia l’ennesimo film sulla Camorra caratterizzato da sparatorie e violenza a iosa, questo di Giovannesi risulta essere un bel film, per niente banale che mette in evidenza la perdita dell’innocenza, come ha sottolineato lui stesso durante la conferenza stampa che è seguita alla proiezione.

La paranza dei bambini © Palomar 2018

La paranza dei bambini © Palomar 2018

La storia è quella di sei giovani (Nicola, Briato, Biscottino, Lollipop, O’Russ e Tyson) in cerca di facili guadagni in un contesto, quello della malavita napoletana, che certamente non facilita uno stile di vita differente dal delinquere. Gli adolescenti vogliono fare soldi, comprarsi vestiti firmati, nuovi scooter e per questa loro ricerca spasmodica di successo e vita facile arrivano a sentirsi quasi onnipotenti, scambiando l’impunità fittizia, dovuta all’incoscienza, con il senso di onnipotenza. Un film ambientato tra il Rione Sanità e i Quartieri Spagnoli di Napoli, zone dove il degrado e il tasso di abbandono scolastico minorile è molto elevato. Qui lo Stato, come sottolineato dallo stesso Saviano in conferenza stampa, sembra aver abbandonato quasi del tutto il suo ruolo. I giovani che vi vivono hanno bisogno di alternative ad uno stile di vita improntato alla delinquenza. Manca la felicità e questa sensazione la si ricerca nel potere, pagato a carissimo prezzo, dato dall’utilizzo delle armi. Arrivare a maneggiare un’arma per un giovane adolescente rappresenta sì l’illusione di aver raggiunto il potere, ma è anche un “punto di non ritorno” verso una vita “normale”. Una volta guadato il fiume non si può più tornare indietro. Si perde l’innocenza per sempre, e nulla sarà mai più come prima.

La paranza dei bambini © Palomar 2018

La paranza dei bambini © Palomar 2018

Il film è anche una denuncia nei confronti del mondo moderno nel suo complesso, una società del selfie e del possedere. I giovani adolescenti napoletani protagonisti della pellicola, come molti altri loro coetanei sparsi su tutto il pianeta, agognano la scarpa alla moda, la maglietta firmata o il giaccone di marca venduti a carissimo prezzo nei negozi “bene” della città. Per ottenerli sono disposti a tutto, non rendendosi conto che quegli stessi oggetti da loro tanto anelati sono, spessissimo, il frutto del sacrificio e dello sfruttamento di qualche altro poveretto (magari bambino o adolescente come loro) che li ha prodotti da qualche altra parte del pianeta per due soldi e con immensa fatica. In pratica merci prodotte da poveri per i desideri di altri poveri. Le merci si ottengono con i soldi, e il modo più facile per ottenere questi ultimi è la droga. Con 5mila euro investiti in cocaina si può ottenere fino ad un milione di euro dopo un anno, ha ricordato lo scrittore italiano citando i dati dell’anti-mafia. Ma solo uno su 100mila dei giovani che decidono di intraprendere questo cammino riuscirà in questo intento. Per gli altri, per lo più, la strada è tragicamente segnata.

Di Napoli - Aprea - Tkachuk © il Deutsch-Italia

Di Napoli – Aprea – Tkachuk © il Deutsch-Italia

Come ha sottolineato uno dei produttori, Nicola Serra, questo è un film del sottrarre, non dell’aggiungere. Sì è tolta la spettacolarità, che era la cosa più facile da rappresentare, ma che avrebbe anche banalizzato il tutto.

I ragazzi, splendidi protagonisti del film, sono tutti attori non professionisti di età compresa tra i 16 e i 20 anni. Il loro obiettivo è quello, hanno detto, di poter aver l’opportunità di fare il mestiere dei loro sogni: il cuoco, il barbiere o magari, perché no, l’attore. Il talento non gli manca, glielo ha donato la vita. La fortuna, per alcuni di loro, potrebbe essere quella di aver partecipato a questo film, che certamente può aspirare ad uno dei premi del Festival.

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La paranza dei bambini, il trailer in italiano

© Youtube Filmcoopi Zürich

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Nato a Roma, laureato in Filosofia all'università "la Sapienza", è giornalista professionista. Ha collaborato con ilSole24Ore, con le agenzie stampa Orao News e Nova e in Germania con il magazine online ilMitte.

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