Luciana Castellina © il Deutsch-Italia
Luciana Castellina © il Deutsch-Italia
Luciana Castellina © il Deutsch-Italia

Luciana Castellina © il Deutsch-Italia

Un incontro inaspettato, ma neppure tanto, quello fatto quest’oggi alla Berlinale. Tra il folto pubblico del Festival del Cinema di Berlino si aggira con curiosità e sguardo esperto una grande conoscitrice di cinema, nonché giornalista, scrittrice e politica italiana: Luciana Castellina. È stata presidente dell’Agenzia per la promozione del cinema italiano all’estero “Italia cinema” dal 1999 al 2003, nonché presidente onorario di Cineuropa, quotidiano online del cinema europeo. Non stupisce quindi più di tanto, come si diceva, vederla aggirarsi fra le proiezioni alla Berlinale. Noi de “il Deutsch-Itlaia” ne abbiamo approfittato per farle una domanda in proposito.

Signora Castellina, non ha mai perso una edizione del Festival. È una fan della Berlinale?

Ho apprezzato sempre e trovato fantasiosa la direzione di Dieter Kosslick, diventato direttore della Berlinale nel 2001. Dieter ha creato per 18 anni un Festival originale non solo per gli operatori, ma anche per i Berlinesi ed il pubblico internazionale e tedesco. Il pubblico ha giocato un ruolo importante. Ho sempre trovato interessante vedere film da addetta ai lavori con un pubblico reale in sala. Confrontarmi con le sue reazioni. Ascoltare le opinioni. La Berlinale è stata un Festival per tutti dove poter trovare film documentari preziosi, belle retrospettive, nuove proposte d’autore ed eventi speciali. Un Festival diffuso in tutta la città, che vive nella città e per la città, con il suo quartier generale in Potsdamer Platz.

 

Una Castellina entusiasta e fan che ama sempre tornare in questa magica realtà a cui è strettamente legata. Per chi volesse incontrarla di persona domani alle ore 19:30, presso la libreria italiana “Mondo libro” a Berlino, ci sarà questa opportunità. Verrà infatti presentato il suo ultimo libro “Amori Comunisti” (Nottetempo ed., 2018), che lo scorso 8 febbraio è già stato presentato a Firenze durante il ciclo di incontri a cura di Anna Benedetti, presso la Biblioteca delle Oblate.

Si tratta di tre storie d’amore drammatiche e singolari, legate a filo doppio alle vicissitudini del comunismo in tre contesti sociali e politici diversissimi tra loro: Turchia, Creta e Stati Uniti. Amori rocamboleschi, segnati dalla storia e dalle persecuzioni. Amori dolorosi. Castellina costruisce un racconto intessuto di ricordi e incontri personali, mettendo in luce un aspetto poco conosciuto nelle vite “non pubbliche” dei comunisti. Quello sentimentale, risvolto segreto di esistenze militanti, profondamente coinvolte nella tempesta della storia.

Luciana Castellina è una giornalista, scrittrice, e militante politica. Iscritta al PCI nel 1947, ne è stata radiata nel 1969 quando con Magri, Natoli, Parlato, Pintor e Rossanda, fonda “il Manifesto”. Ha pubblicato “La scoperta del Mondo” (finalista Premio Strega nel 2011) e “Siberiana” nel 2012 (vincitore del Premio Letterario Vallonbrosa). È del 2014 il suo libro “Guardati dalla mia fame”, scritto con Milena Agus.

mm
Cecilia Sandroni, per formazione semiotico del teatro, è membro della Foreign Press di Roma come Italienspr (italienspr.com/global press), oltre ad essere un'esperta di relazioni internazionali nella comunicazione. Le sue competenze spaziano dal teatro-cinema, alla fotografia, al restauro, con la passione per i diritti umani. Indipendente, creativa, concreta, ha collaborato con importanti istituzioni italiane e straniere per la realizzazione di progetti culturali e civili.

Dresda: in nome del multiculturalismo una sentenza che riporta a tempi bui

Articolo precedente

Giuseppe Menozzi, quando la spiritualità incontra l’arte

Articolo successivo

Ti potrebbe piacere anche

Commenti

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *