Autogas: con questo termine in Germania si indica il GPL (Gas Propano Liquefatto, più comunemente gas liquido) per autotrazione. Un tipo di alimentazione ecologica e conveniente in tutta Europa. In Italia, stando ai dati ACI, fino al 31 gennaio 2015 ne circolavano oltre 2milioni e mille unità, quasi l’otto per cento del parco vetture circolante. Ma da allora le vendite di automobili equipaggiate con questo tipo di alimentazione sono in costante calo, oltre il 15 per cento in media. Un paradosso, sembrerebbe, in tempi nei quali l’inquinamento da polveri sottili o da biossido di carbonio è alle stelle. Un danno economico oltre che per l’ambiente, se si pensa che proprio il nostro Paese è leader mondiale per la produzione di impianti, veicoli, distribuzione e manutenzione. E l’Italia è anche la nazione in Europa con la quota maggiore di vetture a trazione GPL, dietro l’Olanda.

La Germania in effetti non si è mai distinta tra i Paesi ove l’Autogas ha preso decisamente piede. E adesso il Governo sembra avere dato un duro colpo all’ulteriore diffusione di questo carburante, certamente più pulito ed ecologico di benzina e gasolio. Tutto questo mentre molte città, a partire da Stoccarda, hanno deciso o stanno per decidere il divieto di accesso ai diesel non omologati Euro 6.

Il 31 dicembre del 2018, però, scadranno e non verranno più rinnovate le facilitazioni fiscali a favore dell’Autogas: l’imposta sugli olii minerali passerà da 11,6 centesimi al litro a 14,7 centesimi. Per i circa 480mila possessori di veicoli alimentati a GPL, che oggi usufruiscono di una rete di circa 7.000 punti di rifornimento, è dunque prevedibile un sensibile aumento del prezzo alla pompa di rifornimento: oggi in media un litro di GPL costa in Germania tra i 51 e i 59 centesimi, ovvero 80 centesimi, o poco più, meno di un litro di benzina super, 60 centesimi in media meno di un litro di gasolio.

Stadtbus Nürnberg ©-CC-BY-SA-3.0-Michael-Heimerl

Se il prezzo del petrolio, recentemente tornato ad oscillare intorno ai 50 dollari al barile dopo la leggera impennata di qualche mese fa, resterà stabile, la convenienza del GPL sarà sempre minore. E converrà sempre meno anche adattare a gas liquido magari un’automobile a benzina un po’ vecchiotta, alla quale si è particolarmente affezionati, perché, per esempio, decisamente comoda, come nel caso di alcuni indistruttibili modelli Mercedes di alcuni anni fa.

Westfalen-Tankstelle_Köln-©-CC-BY-SA-3.0-Westfalen-AG

Va detto, inoltre, che un altro dei motivi della scarsa affezione dei tedeschi per l’Autogas è la diffusa credenza che le vetture con questo tipo di alimentazione siano bandite dai garage condominiali o dai parcheggi coperti, soprattutto sotterranei. Invece non è così, o almeno non lo è più da qualche anno. Ma in molti garage sono appesi ancora vecchi cartelli di divieto. Lo stesso dicasi per i traghetti, sui quali di noma è possibile imbarcare questo tipo di veicoli, previe alcune semplici precauzioni tecniche (ad esempio disattivare temporaneamente l’impianto a gas).

Discorso diverso, invece, per le auto alimentate a metano (Erdgas, in tedesco): le attuali facilitazioni fiscali restano in vigore fino al 2026. C’è da dire, però, che negli ultimi tempi si sono verificati seri inconvenienti in occasione del rifornimento di questi tipi di veicoli: i serbatoi di diverse auto sono esplosi, con gravi conseguenze. Le cause non sono ancora del tutto chiare, fatto sta, come ha recentemente ricordato la rivista specializzata Auto Bild, che alcune stazioni di servizio hanno proibito il rifornimento di metano per alcuni modelli Volkswagen e Opel.

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La decisione del Parlmaento di togliere le agevolzioni fiscali

 © Focus.de

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