Audi Q2

Duemilacinquecento chilometri in 5 giorni in lungo e largo attraverso la Germania: dalle Prealpi bavaresi alla costa del Mare del Nord, a Berlino, a Francoforte, poi ancora in Baviera. Il tutto con una vettura che a prima vista non sembrerebbe una “stradista” per definizione e che invece rivela anche questa, oltre tante altre doti: la nuova Audi Q2, in commercio da qualche mese. Intanto: mai dire SUV. Perché anche se nelle fattezze e per certe sue caratteristiche tecniche tale si potrebbe definire, la Q2 è soprattutto un’elegante e sportiva cinque porte due volumi. Quasi un filante, compatto coupé, più che qualcosa che richiami direttamente fuoristrada, avventure estreme e via discorrendo. Decisamente aggressiva, nelle sue linee tirate, con spigoli ed angoli assai pronunciati, in particolare nel frontale, la Q2 – soprattutto nelle colorazioni più brillanti – si fa subito notare. Tra parentesi: la carrozzeria della Q2 è stata “ingegnerizzata” dall’Italdesign, ex Giugiaro, azienda leader nella progettazione oltre che nello styling, che da qualche anno è integrata nel Gruppo Audi.

Tornando alle caratteristiche di quest’automobile, l’altezza da terra è di “soli” 1,51 cm: ecco perché da questo punto di vista è un SUV un po’ atipico. Conducente e passeggeri sono comunque seduti 8,5 cm più in alto rispetto all’ Audi A3, dalla quale la Q2 tecnicamente deriva. Pur sempre una discreta altezza che si apprezza soprattutto nel salire in vettura o nello scenderne, manovre che si effettuano con estrema, naturale, comodità.

Design Sketch

Comodità e anche il leit-motiv dell’abitacolo. Non è una sorpresa, trattandosi di un’Audi, ma in un certo senso lo è, date le dimensioni esterne di questo modello che non lascerebbero immaginare tanto spazio interno e tanta “aria” a disposizione degli occupanti. Molto ben profilati ed accoglienti i due sedili anteriori, offrono anche a persone di statura oltre il normale una posizione di grande confort. Certo, arretrandoli entrambi al massimo i passeggeri sul divano posteriore non hanno troppo spazio, ma due ragazzi ci stanno più che comodi. Il bagagliaio offre sufficiente volume di carico, soprattutto se non si viaggia in quattro e si possono ribaltare asimmetricamente gli schienali posteriori.

L’ambiente interno è estremamente ben curato, come scelta dei materiali di rivestimento e di tessuti. Il tutto con la consueta maniacale perfezione di rifiniture per le quali la casa di Ingolstadt è rinomata.

La vettura da noi provata è il cosiddetto “top” della gamma: motore sovralimentato a gasolio 2.0 TDI da 190 CV, nuovo cambio automatico a doppia frizione S Tronic a sette rapporti e naturalmente trazione integrale “Quattro”.

Audi Q2 Vegas Yellow

La nostra prova si è svolta non soltanto sulle autostrade, per lunghi tratti senza limiti di velocità, quasi sempre però molto trafficate, ma anche su belle strade statali, dall’asfalto perfetto (che invidia, pensando all’Italia…). In particolare abbiamo percorso quasi per intero la B71, che con i suoi 391 km di lunghezza è una delle arterie federali più lunghe della Germania. Ma soprattutto una delle più belle, collegando in diagonale Bremerhaven, porto sul mare del Nord, a Magdeburgo, quasi nel centro del Paese. La sua caratteristica principale è di essere un lunghissimo viale, ombreggiato per l’intero percorso da splendidi tigli ed ancora più belle betulle. Qualcosa di davvero unico, anche in una nazione ove le strade alberate sono ancora numerose. Ma la B71 ha anche un’altra qualità, purtroppo quasi mai presente lungo una strada di grande comunicazione italiana: è interamente fiancheggiata da una pista ciclabile asfaltata, ben separata dalla carreggiata per i veicoli a motori, molto sicura, a sua volta sempre all’ombra degli alberi sotto i quali scorre. Una favola per i numerosi cicloturisti che vedevamo percorrerla.

Traffic-jam assist

Ovviamente come tutte le strade extraurbane tedesche è soggetta al limite di velocità generalizzato di 100 km orari ed a numerosi diminuzioni del limite stesso, in occasione di centri abitati, di mutate conduzioni di sicurezza o traffico e così via.

Proprio in queste condizioni si apprezza una delle principali dotazioni (optional, purtroppo e non a buon mercato, ma crediamo che l’investimento valga la pena) di questa compatta: l’Adaptive Cruise Control, che permette di impostare una velocità stabilita e mantenere la distanza di sicurezza dal veicolo che precede. Unito all’“Audi Active Lane Assist” ed all’“Audi Side Assist”, la Q2 resta perfettamente anche nella sua corsia di marcia (ovviamente dipende dall’evidenza della segnaletica orizzontale, in Germania sempre o quasi perfetta. In Italia…) e segnala nello specchietto retrovisore il sopraggiungere di altri veicoli.

adaptive cruise control (ACC)

Con questi dispositivi inseriti la guida risulta estremamente rilassante e, soprattutto, molto più sicura. Anche perché un sistema di sofisticati radar e sensori “legge” automaticamente i cartelli di limite di velocità, sia ai bordi della carreggiata, sia sui “ponti” sulla stessa e un indicatore li segnala in tempo reale all’interno di un display del navigatore (comodissimo quello nel cosiddetto cockpit virtuale, inserito nel cruscotto, ma va molto bene anche quello del grande schermo tradizionale posto al centro della plancia) lampeggiando quando si supera il limite di 5 km. Se poi si ha, sempre come optional, anche l’“head up display” i segnali, come le indicazioni principali del navigatore, vengono riproiettati su uno schermo trasparente dietro il parabrezza, a perfetta altezza degli occhi.

Una volta presa confidenza con il marchingegno dell’“Adaptive Cruise Control”, – e non ci vuol molto – si scopre quasi un nuovo modo di guidare ed è un rilassante piacere. Non è la ancora la tanto decantata di questi tempi “guida autonoma”, il pilota continua a contare eccome, ma praticamente si può comandare l’auto quasi soltanto agendo con due sole dita della mano sinistra su una levetta in posizione molto ergonomica sotto il volante. E basta mantenere le mani sul volante stesso per avere la sicurezza che l’auto resti nella traiettoria giusta. Quando, però, si vuole (o si deve) affondare, ad esempio per effettuare un sorpasso, l’accelerazione è fulminante e progressiva. Il cambio automatico scala le marce in modo assolutamente fluido, per giunta si possono mutare assetto, mappature del motore e lunghezza dei rapporti del cambio stesso a proprio piacimento in cinque diversi “format”, passando dal massimo comfort alla massima sportività.

Interior

Se per una distrazione non ci si accorge subito del veicolo che precede, o che si inserisce da destra davanti a noi, nessun problema: la Q2 rallenta e frena da sola, fino all’arresto completo, se necessario. In caso di lunghe code, ma anche quando si viaggia a velocità di codice e c’è talvolta il rischio di perdere concentrazione è, come si suol dire, una mano santa! A proposito di autostrada: in Germania ci si può anche permettere – ove è ancora consentito – l’ebbrezza di velocità di tutto rispetto, che la Q2 raggiunge e mantiene senza problemi.

Nei giorni della nostra prova non c’è stato sempre bel tempo. Anzi, su alcuni tratti autostradali abbiamo incontrato veri e propri nubifragi. In questi casi ridurre – molto – la velocità è sempre un obbligo oltre che un suggerimento elementare di prudenza, ma la presenza della trazione integrale “Quattro” è stata un elemento di sicurezza in più. Mentre viaggiavamo sulla A4, l’arteria che taglia a metà il Paese in linea orizzontale, abbiamo trovato all’improvviso davanti a noi la carreggiata invasa da un mare di fango. Siamo riusciti proprio grazie alla trazione “Quattro”, subito inseritasi automaticamente, in millesimi di secondo, a superare alcune centinaia di metri diventati all’improvviso un’impraticabile e terrificante poltiglia marrone. Senza l’“integrale” probabilmente ci saremmo dovuti fermare, come quasi tutti gli altri automobilisti davanti e dietro di noi. Poco dopo, dalla radio, abbiamo appreso che l’autostrada, alle nostre spalle, era stata completamente chiusa.

Alla fine, un po’di conti con il… serbatoio. Il risultato è stato davvero più che soddisfacente: su percorrenze complessive giornaliere sempre tra i 400 e i 500 km, nei tratti in cui abbiamo potuto viaggiare a lungo in autostrada con velocità tra i 160 ed i 170 km orari, ma anche frequenti accelerazioni e decelerazioni, il computer di bordo ha segnato un consumo medio di 7 litri per 100 km. Nel misto città-strada statale, con attraversamenti di importanti centri urbani come Berlino e Francoforte e le relative onnipresenti code, la media è sempre stata inferiore ai 6 litri per 100 km. I dati ufficiali della casa sono un po’più ottimistici, ma il discorso vale per tutte le auto e di tutte le marche. Comunque consumi davvero contenuti.

Meno contenuto il prezzo. Ma siamo pur sempre al vertice del segmento B, “premium” come si dice: la Audi Q2 versione d’attacco, motore 1.0 TFSI benzina trazione anteriore, parte da 25.500 euro chiavi in mano. Quella da noi provata supera di poco, in partenza, i 37mila euro, ma va detto che con tutti gli accessori che abbiamo descritto il conto aumenta di parecchio. Però in questo caso sono soldi ben spesi. Soprattutto per la sicurezza.

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L’Audi Q2

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