Karl Lagerfeld disegna le mani delle sorelle Fendi
Karl Lagerfeld disegna le mani delle sorelle Fendi
Mani, scatti di Roberto Granata

Mani, scatti di Roberto Granata

Quest’oggi a partire dalle ore 18:00, da ARMANI/LIBRI, in via Manzoni n. 31 a Milano, si terrà la presentazione del libro fotografico dal titolo “MANI” di Roberto Granata, edito da Il Cigno GG Edizioni di Roma, con la partecipazione di Lorenzo Zichichi e del critico d’arte Marco Eugenio Di Giandomenico, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, che ha curato l’introduzione critica al volume.

Roberto Granata © il Deutsch-Italia

Roberto Granata © il Deutsch-Italia

«Le immagini di Roberto Granata hanno un elevato messaggio valoriale – commenta il critico d’arte Marco Eugenio Di Giandomenico – collegano il nome di grandi personaggi della cultura alle loro opere e al loro lavoro attraverso il medium delle mani, promuovono format etico- comportamentali edificanti per tutti, soprattutto per le nuove generazioni. E di qui la sostenibilità della sua arte». Ci permettiamo di aggiungere una personale percezione: se gli occhi sono lo specchio dell’anima, le mani lo sono per la personalità. Fra i tanti scatti fatti dal fotografo siciliano, uno in particolare ha attirato la nostra attenzione: quello delle mani di Wim Wenders, regista, sceneggiatore e produttore cinematografico tedesco.

Win Wenders a Roma, marzo 1988 © Roberto Granata

Wim Wenders a Roma, marzo 1988 © Roberto Granata

Noi de “il Deutsch-Italia” ci siamo fatti raccontare la storia di quello scatto che lo ritrae durante una passeggiata in Via del Corso, a Roma, nei primi anni ’90, mentre era intento a mangiare delle castagne calde. Granata ci ha detto di averlo conosciuto grazie alla comune amicizia con Vania Protti Traxler. E lo ricorda come «un giovane regista spiritoso, gentile ancora giovanissimo con un amore per Roma sfegatato».

Wim Wenders all’anagrafe Ernst Wilhelm Wenders, mostro sacro del Nuovo Cinema Tedesco e della Avanguardia, arriva alla fama negli anni ‘70 con la regia, la sceneggiatura e la produzione de “Lo stato delle Cose” Leone d’Oro per il miglior film alla Mostra del Cinema di Venezia. In questa opera traspare la capacità visionaria del regista e il suo talento nel creare situazioni surreali che caratterizzano tanti suoi film come “Il Cielo sopra Berlino” dove grazie alla sua regia, al soggetto e alla sceneggiatura vince nel 1987 il premio per la migliore regia al XL Festival di Cannes. Viene premiato nuovamente con L’Orso d’Argento al Festival di Berlino nel 2000 per la regia di “The Million Dollar Hotel” che vede nel cast Jeremy Davies, Mel Gibson e Milla Jovovich. Wenders è stato il presidente della European Film Academy a Berlino fin dal 1996.

Le mani delle sorelle Fendi © Roberto Granata

Le mani delle sorelle Fendi © Roberto Granata

Oltre a Wenders “MANI” raccoglie fotografie e ricorda personalità della cultura, dell’arte, della scienza e delle istituzioni di respiro internazionale, commentate da Filippo Cangemi e da Cristiano Tomasso, con un focus particolare, appunto, sulle loro mani. Tra gli altri protagonisti si possono ammirare gli scatti fatti ad Anne Hathaway, Augusto Allegra, Bernardo Bertolucci, Bruno Caruso, Caetano Veloso, Carla Fracci e Eleonora Abbagnato, Alfonso Iaccarino, Ennio Morricone, Federico Caruso, Fernando Botero, Franco Zeffirelli, Giacomo Manzù, Gianni Bulgari, Gigi Buffon, Giorgio Armani, Giuseppe Mannino, Giuseppe Tornatore, Isabella Rossellini, Lina Wertmuller, Michelangelo Antonioni e Mstislav Rostropocic, Milena Canonero, Natalia Tsarkova, Papa Francesco, Philippe Starck, Piero Tosi, Renato Guttuso, Renzo Piano, Riccardo Muti, Rita Levi Montalcini, Sergio Leone, Sting, Tahar Ben Jelloun, Giordano Bruno Guerri, Vittorio Sgarbi, Eleonora Negri, Paolo Pavone, Marco Ravaglioli e Jacopo Stinchelli

Come nota personale posso aggiungere solo che adoro le mani, da sempre. Nell’Archivio Alinari andavo a studiarle e scorrevo i vari archivi presenti nella fototeca. L’idea, all’epoca, era quella di fare una mostra catalogo sulle mani famose nella storia, ma è stato sempre un sogno rimasto nel cassetto. Quest’opera di Roberto Granata lo ha in fondo trasformato in realtà, ai più alti livelli.

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Wim Wenders a Roma durante le riprese di “Until the end of the world”

© Youtube weegee99

 

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Cecilia Sandroni, per formazione semiotico del teatro, è membro della Foreign Press di Roma come Italienspr (italienspr.com/global press), oltre ad essere un'esperta di relazioni internazionali nella comunicazione. Le sue competenze spaziano dal teatro-cinema, alla fotografia, al restauro, con la passione per i diritti umani. Indipendente, creativa, concreta, ha collaborato con importanti istituzioni italiane e straniere per la realizzazione di progetti culturali e civili.

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