Il prossimo 15 e 16 dicembre, a scaldare l’atmosfera natalizia delle città tedesche di Colonia e Pulheim saranno la bellezza e la bravura di Roberta Di Laura, una ballerina professionista pugliese che danzerà, in veste di solista, la propria versione ridotta, adattata e coreografata del celebre balletto “Lo Schiaccianoci”, sulle classiche musiche di Ciajkovskij.

Roberta nasce a Taranto e fin da piccola studia danza classica e moderna. Nonostante sia una ragazza appena venticinquenne, la sua biografia è costellata di numerosi premi e partecipazioni ad eventi nazionali ed internazionali. Non stupisce che sia divenuta membro del Consiglio Internazionale della Danza, con sede a Parigi, già dal 2013, non ancora compiuti i ventuno anni.

La sua preparazione accademica ed artistica è in costante maturazione: dal superamento dell’esame del grado più alto della danza classica presso la Libera Università di Danza e Teatro di Mantova, al perfezionamento presso l’Istituto di addestramento per i lavoratori dello spettacolo di Roma, continuando poi a formarsi con numerosi stage presso prestigiosi enti come le scuole di danza del Teatro alla Scala di Milano e del Teatro dell’Opera di Roma.

Frattanto, ha conseguito la laurea triennale in Arti e Scienze dello spettacolo, presso l’Università “La Sapienza” di Roma, e ha trovato persino il tempo per scrivere una poesia sull’arte e la danza, con cui, nel febbraio 2013, ha vinto il Concorso Artistico Letterario Nazionale “Premio Giacinto Leone”.

Proprio per via di questa passione, Roberta è una ballerina che rispetta e al contempo rinnova la tradizione della danza classica e contemporanea, attraverso le sue esibizioni e le sue coreografie, con un instancabile lavoro di ricerca della connessione tra la danza e la poesia. Non ha paura di sperimentare, come ha fatto nel progetto “Apulia in dance”, presentato al 42° Congresso Mondiale di Ricerca della Danza del 2015, incentrato sulla tarantella nell’ambito della danza classica e sul legame tra la danza tradizionale del Sud e la città di Taranto, facendosi ambasciatrice nel mondo della città dei due mari.

Prima della sua partenza per la Germania, abbiamo avuto possibilità di farle qualche domanda.

.

Com’è nata la collaborazione in Germania?

In verità, non avrei mai immaginato di iniziare a lavorare come ballerina all’estero ed in particolare in Germania, un Paese di cui sto iniziando, poco alla volta, ad apprezzare l’apertura culturale e un po’ meno (scherza) la difficile lingua e il clima freddo e piovoso! Poter fare un tour in un altro Paese e venire a contatto con una nuova realtà mi sembrava un sogno, ma la tenacia e, naturalmente, un pizzico di fortuna, mi hanno consentito di intraprendere questa nuova esperienza. La mia avventura in Germania è cominciata nel febbraio 2016, con la tournée del “Titanic Live Concert”, la produzione internazionale musicata da Robin Gibb (Bee Gees) e Robin J. Gibb, di cui sono stata prima ballerina ed interprete principale. Non ero mai stata prima in questa nazione e ricorderò sempre la prima volta che arrivai a Colonia: mi sentivo spaesata e “piccola” in un luogo grande e lontano, davanti ad un nuovo pubblico, senza conoscere la lingua (e ancora oggi la vedo dura imparare il tedesco!). Poco alla volta, la città sulle rive del fiume Reno mi ha riservato grandi soddisfazioni e successi. Mi ci sento molto legata anche se, tra prove e spettacoli, ho sempre poco tempo per visitarla, ma vi torno sempre con grande entusiasmo. Ogni volta che vedo l’aeroporto di Köln-Bonn provo una bellissima sensazione, perché mi fa ripensare a dove tutto è partito e alla gratificante esperienza lavorativa che si è realizzata. Tra il 2016 e 2017, sono stata impegnata come ballerina in due progetti che si sono svolti nella città renana: l’Interkulturelle Stadtteilfest “Expressions” e lo spettacolo “Amore, Amore. Die schönsten italienischen Liebesgeschichten“, al fianco del celebre Reinhold Joppich. Ho avuto anche l’onore di essere protagonista di alcuni progetti fotografici internazionali: “Ballerina Project Berlin”, svoltosi a Berlino a cura di Renè Bolcz, e presentato presso il prestigioso Lviv State Academic Theater of Opera and Ballet in Ucraina, nel corso del 51° Congresso Mondiale della Danza; “Tänzerin am Main”, a cura di Gianni Marino, realizzato a Francoforte sul Meno, pubblicato in esclusiva sul giornale italo-tedesco “Corriere D’Italia”, e che sarà presentato in occasione del Congresso Mondiale della Danza del prossimo aprile, a San Pietroburgo. A partire dal 2018, inoltre, ci saranno nuove collaborazioni a Friburgo, Monaco, Stoccarda, Ulm e, naturalmente, Colonia.

Secondo lei, ci sono differenze tra l’Italia e la Germania per quanto riguarda l’esercizio della sua professione?

Ciò che cambia tra l’Italia e alcuni altri Paesi è essenzialmente l’approccio. In Italia, le persone vanno poco a teatro, la programmazione non è vasta ed articolata e gli artisti spesso non hanno gli spazi adeguati per potersi esprimere. Il ricambio generazionale nei corpi di ballo procede lentamente e, purtroppo, come si sa, la carriera di una ballerina è molto breve e bisogna viverla a 360°. Così si trova molto più spazio all’estero che nel proprio Paese. Ad esempio, in Germania, ci sono molte più opportunità lavorative, c’è una valorizzazione delle arti molto più significativa che da noi. Con la mia partecipazione a due edizioni dell’Interkulturelle Stadtteilfest “Expressions”, ho avuto modo di constatare quanto in Germania noi artisti abbiamo maggiore considerazione. Il Comune mi riserva sempre un’accoglienza straordinaria. Quest’anno, oltre alla presenza del sindaco di Ehrenfeld (quartiere del Festival) e della responsabile delle politiche giovanili, c’è stata una numerosa partecipazione di tantissime persone provenienti anche da Aquisgrana e da Berlino, di gruppi di diverse culture e di organi di stampa tra cui il “Kölner Wochenspiegel”. Ciò che mi ha colpito di questa iniziativa è che le viene dato enorme risalto, pur essendo un evento dedicato soprattutto ai bambini del quartiere, e le persone partecipano per “respirare” condivisione, integrazione e cultura, seppur nella cornice di un parco, il noto “Pizzulli Platz” di Ehrenfeld (Spielplatz Glasstrasse), gestito dal ginosino Antonio Pizzulli, con amore e dedizione. Grazie ai progetti fotografici internazionali che ho citato prima, posando per le strade e vicino ai monumenti più importanti di Berlino e Francoforte, ho avuto modo di constatare quanto per i tedeschi anche solo incontrare una ballerina in tutù e scarpette per le vie della loro città sia un manifestazione d’arte da apprezzare e valorizzare. Contrariamente a quanto si possa pensare, non sono assolutamente un popolo freddo e distaccato. Sono stata molto colpita dall’entusiasmo, dalla richiesta di foto, dai saluti, dall’affetto e dal calore dimostratomi nelle mie tappe lavorative.

Quale sogno spera di realizzare in futuro?

La danza mi ha già riservato grandissime soddisfazioni, in breve tempo ho visto realizzarsi tutti i miei sogni così come li avevo sempre immaginati, nonostante sia un’arte estremamente difficile, in cui sono fondamentali una grande determinazione, forza di volontà, duro lavoro, rinunce, costanza ed impegno. Pur non avendo garanzia di successo. Il sogno più grande è quello di continuare a vivere la danza a tutto tondo, con tutte le emozioni e le esperienze meravigliose che mi permette di realizzare non solo sul palcoscenico, ma anche nella vita di tutti i giorni. Ogni nuovo progetto che avrò la fortuna di intraprendere sarà motivo di felicità, crescita artistica e personale nonché un nuovo “viaggio” pieno di amore, passione ed entusiasmo: gli ingredienti migliori in qualsiasi lavoro.

.

Roberta Di Laura

Print Friendly, PDF & Email