© Giuseppe Menozzi
Cammino Spinto © Giuseppe Menozzi
Il Maestro Menozzi

Il Maestro Menozzi

Quando la spiritualità incontra l’arte, la tela diventa metafora della ricerca umana della salvezza. Nei dipinti di Giuseppe Menozzi, la luce è il pennello che rende visibili i passi dell’itinerario interiore percorso da ogni uomo.

Nato a Mirandola nel 1956, il Maestro Menozzi ha iniziato ad esporre da giovanissimo, fino a diventare un simbolo dell’arte italiana nel mondo. È stato insignito di prestigiosi riconoscimenti, tra cui il premio internazionale “Comunicare l’Europa” presso la Camera dei Deputati. La sua opera “Il canto del tempo” fa parte della Pinacoteca del Consiglio della Regione Toscana, e il suo dipinto “La voce del giusto” è stato scelto come copertina del Catalogo dell’Arte Moderna n° 51 (Editoriale Giorgio Mondadori, 2015).

Nonostante la fama di artista internazionale e gli incontri con noti personaggi del mondo culturale (tra cui Federico Zeri, Guido Franchetti, Gabriella Ardissone, Arrigo Grazia e Piergiorgio Saccani) Giuseppe Menozzi è un uomo di grande umiltà e definisce la sua arte come “uno strumento nelle mani di Dio.”

Il Maestro con la sorella Anna

Il Maestro con la sorella Anna

Il Maestro si è reso disponibile per una intervista con “il Deutsch-Italia” in occasione della sua prossima mostra a Berlino.

Lei ha mostrato le prime capacità artistiche quando aveva solo nove anni. Aveva già capito di voler diventare un pittore?
Iniziai a dipingere con assoluta inconsapevolezza, seguendo il consiglio di mia sorella Anna che mi incoraggiò a rappresentare i paesaggi bucolici che ci circondavano. Anna è una scrittrice e una poetessa riconosciuta nell’ambiente culturale e, quando io ero un bambino, essendo lei più grande, dipingeva e aveva già scritto le sue prime opere.

“Con la brezza di Maggio sei fiorita,
leggero hai posato lo sguardo di ieri,
come un ovale di panna e zucchero, mi eri madre.”

Sarajevo pagina rossa © Giuseppe Menozzi

Sarajevo pagina rossa © Giuseppe Menozzi

Sono i versi di sua sorella Anna, dedicati a vostra madre. Quanto ha contato per lei la sua famiglia?
I miei familiari sono le mie radici e, nel limite delle nostre possibilità, mi hanno sempre sostenuto anche come artista. Sono nato in una famiglia povera, di contadini, ma c’è sempre stato un amore indescrivibile che si è rivelato fondamentale per la mia crescita personale e per superare eventi come la morte di mia madre, ammalatasi giovanissima, quando io ero un adolescente.

Come è avvenuta la sua formazione artistica?
Ho sempre dipinto da autodidatta. Terminati gli studi presso l’istituto professionale, pur continuando a dipingere, ho iniziato a lavorare perché le condizioni economiche non mi consentivano di dedicarmi esclusivamente alla pittura. Non ho studi accademici, ma fin da giovane ho frequentato le gallerie e il mondo culturale modenese.

Il 1982 è stato un anno di evoluzione. Com’è cambiata la sua pittura?
Nel 1982 ho esposto una “personale” presso la Sala Medicea di Santa Maria degli Angeli, ad Assisi. Ho respirato il clima francescano e, dapprima inconsapevolmente, ho iniziato un percorso interiore, ispirato dalla storia di San Francesco. È seguita una trasformazione anche artistica, inaugurata con il ciclo “I Cavalieri dell’Apocalisse”, dove ho espresso il mio bisogno di ricerca spirituale dipingendo delle figure eteree che, allungandosi verso l’alto, tendono verso la luce, il punto più profondo dell’anima.

Urlo di pace © Giuseppe Menozzi

Urlo di pace © Giuseppe Menozzi

La serie successiva, “L’Evento”, ha rappresentato una fase di purificazione, una via fatta di sofferenze necessarie per arrivare alla scoperta del “Tau”, simbolo di luce e salvezza che è sempre presente nelle mie opere dal ciclo de “La Luce” in poi. Con queste tre serie ho dipinto il mio cammino spirituale e quello che ogni uomo compie interiormente.

La sua prossima esposizione presso la “Galerie Lacke & Farben” di Berlino sarà un’anteprima del progetto “La Solitudine dell’Angelo” di Giammarco Puntelli. Quali opere saranno esposte?
Saranno esposte alcune opere di “Lumen”, la mostra tenutasi nel 2018 al Palazzo della Cancelleria Vaticana.

Con il Professor Puntelli ho un rapporto ventennale anche di amicizia e gli sono grato per avermi dato la possibilità di esporre a Berlino, dove porterò le specialità enogastronomiche dell’Emilia Romagna per il rinfresco dell’inaugurazione. Berlino è una bellissima città, ma ho percepito un clima di sofferenza, nonostante il Muro sia ormai caduto. La luce delle mie opere potrà creare un momento di serenità, perché l’intensità della mia arte riesce ad arrivare nel profondo dell’animo, donando pace interiore.

Le opere del Maestro Menozzi saranno esposte da dopodomani 14 febbraio al 13 marzo presso la “Galerie Lacke & Farben”, in Brunnenstraße 170, 10119 – Berlino

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Giuseppe Menozzi – Lumen

© Youtube Riccardo Canini

Concetta De Mauro
Nata a Taranto, vive e studia a Roma. Laureanda in Giurisprudenza presso l'Università "La Sapienza" di Roma, ama il mare e il rispetto dell'ambiente. Le sue passioni: arte, letteratura, teatro e cinema.

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