Dunque, non abbiamo a che fare con un intellettuale, ma con un giocatore di calcio. Uno che usa i piedi al posto della testa. E non abbiamo nemmeno a che fare con il pubblico attento di una conferenza su Sein und Zeit, ma con dei tifosi il cui riferimento culturale è, quando va bene, Topolino. Tuttavia, il caso Özil scavalca di botto il mondo beota del calcio per sfracellarsi come una balena putrefatta su una nazione, la Germania, che pare non sappia più da che parte girarsi.

Poco prima del mondiale di Russia il ragazzotto, si fa per dire, di origini turche aveva incontrato il ducetto del Bosforo e gran capo della nazione turca Recep Tayyip Erdoğan. Non una scelta intelligente visto che il ducetto turco aveva appena messo al gabbio mezza nazione: oppositori politici, giornalisti, scrittori e dissidenti (e sembra che ancora non gli basti), ma di nuovo stiamo parlando di calciatori, non di scienziati. Recep Tayyip però portò sfiga e il mondiale tedesco andò in vacca. Così i “tifosi” se la presero soprattutto con Özil, il Deutschtürke per taluni non abbastanza Deutsch, e per talaltri non sufficientemente Türke. «In campo sembra una rana morta», disse l’ex giocatore Mario Basler. E fu uno dei commenti più gentili.

Dopo un silenzio meditativo la rana morta schlägt zurück e opta per l’arma totale. Con un lungo post in inglese annuncia il suo abbandono della nazionale tedesca perché troppo razzista. Apriti cielo, contro un tedesco l’accusa di razzismo ha lo stesso effetto della criptonite su Superman. In un panico pavloviano, Verdi, sinistra bollita, antifa da riporto e i mainstream media invocano la purga totale contro i razzisti che infestano il Paese. La comunità turca, che non fiatò quando Erdoğan arrestava mezza Asia minore, invoca il licenziamento in tronco dei dirigenti della Lega calcio tedesca. La nazionale multikulti ex campione del mondo, considerata lo specchio della nuova e felice nazione multietnica tedesca, cade a pezzi e un Paese addestrato inconsciamente al senso di colpa collettivo va in tilt. Per un cacchio di calciatore… Balotelli una cosa del genere se la sogna.

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