Dopo l‘occhio nero rimediato contro Horst Seehofer, Mutti ha cercato aiuto a Bruxelles. I suoi fedelissimi hanno pregato il presidente del consiglio europeo Donald Tusk, di organizzare un pre-meeting informale sulla questione migrazione. Panie Tusk non sarebbe forse disponibile a buttare giù qualche punto preliminare in modo da placare l’ira del bavarese? Subodorando la rogna, panie Tusk ha risposto picche. Ma quando ormai tutto sembrava perduto ecco sopraggiungere Superciuk Junker.

Dopo una bella gollata di Scotch Whiskey, il nostro eroe si è detto disponibile a organizzare la riunione informale, limitandola al punto che avvantaggia Angela Merkel. E cioè la regolamentazione dei flussi migratori interni alla UE con relativa restituzione dei profughi al paese di primo accesso. Della serie ognuno si tenga il profugo suo.

Il principio non è sbagliato, è inconcepibile infatti che il richiedente asilo si scelga il paese di destinazione; in questo caso non si tratterebbe più di asilo politico e/o umanitario, ma di immigrazione clandestina. Sbagliato semmai è escludere dalla discussione la sicurezza delle frontiere esterne, che dovrebbe essere il primo punto da definire. Altrimenti finisce come al solito, con Italia e Grecia che diventano dei campi profughi a cielo aperto mentre gli altri stanno a guardare e si divertono a giocare il mondiale.

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