La situazione è questa: nessuno in Europa vuole smazzarsi i migranti della Diciotti. Berlino fa sapere che non intende partecipare alla redistribuzione perché ha già dato (anche se poi è là che i refugees vogliono andare, non a Catania o Bologna), Franza e Spagna idem con patate. I terribili Visegrád hanno schierato l’esercito dietro ai reticolati e miglior silenzio non fu mai scritto. Ma c’è di più: la Spagna respinge a fucilate gli africani in Marocco. La Grecia li rimbalza in Turchia dietro pagamento UE di 6miliardi di Euro. La Germania li rinvia in Austria che manco li vede tanto è lesta a girarli subito all’Italia. La Francia non gli fa nemmeno valicare le Alpi. E l’Italia, circondata dai mari, se li prende tutti in quel posto.

E non è finita. L’Europa così democratica e sensibile verso i profughi quando sono lontani, fa pressione sull’Italia affinché non li respinga in Libia, giudicato Paese non sicuro. Mentre la Turchia, che si becca una stecca di 6miliardi l’anno e ha ingabbiato mezza opposizione, invece è notoriamente un paradiso dei diritti civili. La conseguenza logica di questo meccanismo è che ogni migrante che approda in Italia, in Italia rimane, perché un migrante è per sempre, visto che nemmeno il Paese di provenienza se lo vuole prendere indietro.

E non è finita. Dal momento che solo una piccola frazione di migranti riceve lo status di profugo, il resto, che non fugge da guerre e carestie, diventa di fatto immigrato clandestino. Si tratta di giovani adulti in cerca di fortuna rimasti incastrati in Italia; un Paese con il 35 per cento di disoccupazione giovanile e una crescita economica di un punto percentuale. Secondo voi questi come campano? Molti così o così o così e si potrebbe continuare all’infinto.

E poi ci sono le zucche vuote che manifestano per aprire i porti e avere migranti ad infinitum

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