Lo Spiegel online dedica un’intervista allo scrittore Eduardo (così lo chiamano quelli dello Spiegel, forse per rimarcare la sua naturaleza revolucionaria) alias Edoardo Albinati. Cotanto campione di resistenza antifascista in assenza di fascismo, il coraggiosissimo, l’eroico, l’impareggiabile Albinati, che l’estate scorsa si augurò la morte di qualche profugo bambino per mettere in difficoltà il governo, scodella una banalità dietro l’altra.

Primo: Salvini è il nuovo Mussolini. Ça va sans dire che prima lo è stato Renzi, prima ancora Berlusconi e prima ancora Craxi. Todos fascistas.

Secondo: I maschi (tutti i maschi secondo ‘sto revolucionario in pantofole di cashmere) hanno dei problemi con il modello della mascolinità imposta del regime patriarcale-fascistoide e diventano violenti. E poi uccidono le donne.

Terzo: A proposito del suo Pamphlet difensivo uscito in autunno, con cui l’eroe dei migranti ha cercato di giustificare la sua frase di resistenza antifascista sul profugo che deve morire, mette una toppa peggiore del buco: “In einem Pamphlet, das in Italien schon veröffentlicht wurde, schreibe ich auch, dass ich mich dafür schäme. Nicht, dass ich es gesagt habe, sondern, weil die Idee so was zu sagen eben auch an einer Form des Muskeln-Zeigens orientiert war. Der Gedanke war naiv.” Traduzione: “Nel mio Pamhlet pubblicato in Italia scrivo che mi vergogno di quella frase, ma non per averla pronunciata, ma bensì perché essa è stata dettata da una certa forma di esibizionismo muscolare. Il pensiero era naif.”

Avete letto bene, questo scribacchino da comò non si vergogna per aver auspicato la morte di qualcuno pur di realizzare le sue fregole antifasciste, ma perché augurarsi la morte di un profugo in fondo è un pensiero naif. Banale. E per un acutissimo intellettuale di questa intelligentissima sinistra il n’y a rien de pire que d’être trivial.

Per il coraggioso Eduardo: Hip hip urrà! Intervista completa qui.

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