Fino a qualche anno fa in Germania si guardava alla criminalità organizzata italiana come a un fenomeno socio-criminale di un altro pianeta. “So etwas wäre bei uns undenkbar“. E l’attrazione esercitata da questo uso e costume made in Italy era un brivido che scorreva lungo la schiena del tedesco, addolcito da un po’ di Schadenfreude, perchè tanto capitava agli altri. Guarda un po’ come sono conciati questi, si dicevano i germanici dandosi di gomito, proprio come nei migliori film di mafia. Già, già, già amici miei. Il minino che si può dire è che avete dormito peggio dei ghiri.

E al risveglio vi siete trovati le vostre belle città infiltrate dai clan mafiosi mediorientali. I più tonti tra voi, e non sono pochi, hanno gioito inneggiando alla società aperta, scambiando tragicamente un fenomeno criminale letale per una manifestazione multiculturale.

Lasciate quindi che vi spieghi una cosa, che di queste cose noi italiani purtroppo ne sappiamo: quando 2.000 affiliati a clan criminali sfilano compatti come un esercito davanti alla bara di un loro boss “sparato” a Berlino, non si tratta di un carnevale delle culture, ma di una sfida alla vostra società. Se 2.000 mafiosi si sentono liberi di sfilare in pubblico in quel modo nella vostra Capitale, vuol dire che non temono le vostre leggi, non temono la vostra polizia, non temono la vostra giustizia. In una parola, vuol dire che si sentono intoccabili e che il vostro Stato gli fa una pippa.

Ora, se a questi giovanottoni disinvolti ci aggiungente i nazi di Chemnitz, i black block de sinistra inneggianti alla RAF che hanno messo a ferro e fuoco Hamburg nel 2017, gli uomini albero di Hambacher Frust, gli hooligans da stadio sempre pronti a menar le mani, gli islamisti pronti a portare la jihad nelle vostre città e i molti migranti restii all’integrazione, mi viene da dire, cari i miei tedeschi, che, o vi date una mossa, ma veloce, oppure, se insisterete nel cuocere la vostra broda politically correct, vi attende un ben misero futuro.

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