calamario_14Babbo Natale si è fermato a Bologna. Inforcata la celebre slitta a Dobrak, in Norvegia, dove risulta che abitasse sino a questo momento, si è velocemente diretto in Italia, sorvolando praterie, boschi e montagne innevate, laghi e fiumi gelati. Evidentemente, dall’alto deve essergli piaciuta molto la Pianura Padana, e in particolare Bologna, perché nel capoluogo emiliano è atterrato. Sinora, tuttavia, non è dato sapere se abbia inoltrato al Comune la richiesta per il cambio di residenza. Ma, stando a indiscrezioni, il passo potrebbe essere imminente. L’unica cosa che lo ha deluso sembra sia stata, per adesso, la mancanza di neve. Ma il cielo sopra Bologna, vaticinano i metereologi, si starebbe attrezzando per colmare la lacuna nei prossimi giorni e così soddisfare le aspettative di Santa Klaus al quale, senza neve, manca sempre qualcosa.

11212004585_2b236bedff_k_ridimensionareAtterrato, si fa per dire. Infatti, sorvolato anche l’aeroporto, ha legato la slitta e le scalpitanti renne alla cima della Torre degli Asinelli con una gassa d’amante, un nodo che più stretto non si può, dovendo fissare a dovere i suoi destrieri fluttuanti nell’aria della notte bolognese per evitare che il vento glieli portasse via. Poi ha disceso non senza affanno i 498 strettissimi scalini che portano ai quasi centro metri (97,20, per la precisione) della vetta della Torre. Forse, deve aver pensato il Grande Vecchio, sarebbe meglio se un po’ riuscissi a dimagrire (e il vero problema sarà quando dovrà rifare il percorso in salita…), ma a Bologna non gli sarà granché facile… Poi ha compiuto una passeggiata in centro, inaspettatamente passando quasi inosservato perché in giro per le città ormai si respira il clima natalizio.

calamario_05Alla fine si è fermato incantato a osservare un negozio incastonato fra i mitici portici di Bologna dedicato proprio al Natale e quindi, si può ben dire, direttamente a lui. In questa favola, diremmo, per bambini ma anche per grandi (e del resto qui dentro tutti tornano un po’ babies), a Babbo Natale dall’ammirazione si sono perfino ancor più inestricabilmente arricciati barba e baffi e i capelli gli si sono drizzati in testa tanto che sembrava essersi fatto crescere un’improbabile cresta, come oggi va discutibilmente di moda per certi giovani. È in questo negozio in via De’ Carbonesi, che il mitico Vecchio ha già fissato, chiamiamola così, la sua concessionaria.

calamario_18Qui, davanti alle vetrine del «Calamario» (come, tra i banchi di scuola dell’Italia di una volta, si definiva il calamaio dell’inchiostro), così si chiama l’esercizio, è rimasto letteralmente frastornato dall’autentica orgia di luci, di colori, musichette, alberi, palle, palline, pallette di ogni tipo e provenienza, calendari dell’Avvento, letterine natalizie, Christmas cards, addobbi, decorazioni, mirabili rappresentazioni animate di scene natalizie, bellissime riproduzioni elettro-meccaniche di villaggi vittoriani e una generale atmosfera di scintillanti luccichii. Quando ci si inoltra, passando in mezzo a due grandi ali di alberi natalizi traboccanti di addobbi, nella magica stanza segreta, nello scrigno semibuio, rischiarato solo dalle luci degli oggetti esposti, nel sancta sanctorum del negozio, ti imbatti in un Babbo Natale a grandezza naturale, made in Belgio, talmente vero e ben fatto che quando entri ti viene spontaneo dargli il buongiorno. Addirittura resti interdetto fra questo e quello in carne e ossa che, all’esterno, sotto il portico, è rimasto inchiodato a guardare tutte queste meraviglie… Anzi, prima o poi bisognerà scuoterlo e ridestarlo, perché a una certa ora il negozio ovviamente chiude, le luci si spengono e cori e musichette tacciono e vanno a dormire anche loro. A meno che il Vecchio Signore non decida di dormire pure lui direttamente qui, all’interno della sua rappresentanza, immerso fra le sue cose.

calamario_07L’iconografia degli oggetti del negozio si ispira spesso alla grafica dell’epoca vittoriana, così che sembra davvero di entrare in uno dei fantastici racconti di Charles Dickens (qui, ci mancherebbe, in vendita).

calamario_17È questo locale che ha folgorato Santa Klaus e forse lo farà decidere per il cambio di domicilio. Infatti, si può ben dire che non esista oggetto dedicato alla festività di fine anno, che al Calamario non vi sia. Al punto che nemmeno lui avrebbe creduto. L’anima (e anche il cervello) di questo, che abbiamo davvero difficoltà a definire soltanto negozio, è da sempre la proprietaria Alessandra Scopelliti, dotata di talento e di buon gusto molto sofisticato. «Buon gusto? Ah», dice lei, «si fa poca fatica, se le cose sono belle». Al Calamario tra l’altro si trovano oggetti veramente per tutte le tasche, perché le centinaia di pezzi che vi sono raccolti costano da un euro a migliaia di euro. Si tratta di materiale proveniente da mezzo mondo: ovviamente Italia, poi Germania, Austria, Olanda, Svezia, Francia, Inghilterra, Stati Uniti, Belgio, Paesi dove la Scopelliti ogni anno viaggia a lungo scegliendo il fior da fiore della produzione.

calamario_08E non a caso il negozio ha sempre avuto clienti molto conosciuti, dal maestro Claudio Abbado a Lucio Dalla, che abitava a poche centinaia di metri da qui, dalla famiglia Golinelli, (lui è uno dei più grandi collezionisti italiani di arte moderna), Diego Della Valle, attrici e attori, cantanti lirici… La Scopelliti, percorsa da una vitalità frenetica, più che da grande energia, da un instancabile furore, come abbiamo detto gira per i mercatini di mezzo mondoQuelli italiani», dice, «hanno perso smalto. Ma quelli stranieri…»). In particolare lei, che conduce il negozio, sia pure originariamente in un’altra sede, sin da quando aveva 22 anni, mentre ora le primavere sono un po’ aumentate, ha cominciato d’istinto e ha sempre avuto una fantastica calamario_21ossessione per il Grande Vecchio. Questa straordinaria “Mamma Natale”, come viene da definirla, ogni anno si immerge nella splendida Fiera di Francoforte, «dove», racconta, «compro di tutto». «Dicono ch’io trasmetta entusiasmo. Qualcosa di vero deve esserci», aggiunge, «perché per esempio c’è un commerciante di Palermo che, quando mi incontra in giro per i mercati, acquista esattamente tutto quello che compro io, pezzo per pezzo, senza neanche chiedere di quali oggetti si tratti».

Proprio in questi giorni è volato via l’albero più bello e riccamente addobbato. Dice che lo avrebbe acquistato proprio il nostro Babbo Natale per incorniciare la vetta degli Asinelli (ma tanto, c’è già lui in persona), dove sembra si sistemerà in attesa degli adempimenti burocratici sulla residenza. C’era una volta…, insomma. Ma per fortuna c’è ancora, questo bellissimo negozio. O meglio, questo piccolo, grande museo di Santa Klaus.

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