Al viaggiatore che emerga dalla metropolitana, Hannover si offre come un grande respiro: tra strade e palazzi la città ha fatto posto a un luogo di incontro chiamato Kröpcke. Questa piazza, dirimpetto alla stazione principale, è dominata da un’atmosfera di pace gioiosa: gli artisti di strada ci mettono la musica mentre abitanti e turisti stanno ad ascoltare, riempiendo le gelaterie di ciarle. È come un ingresso ampio e luminoso, una calda accoglienza, prima che il centro si dirami nelle vie cariche di negozi; queste, invece di congiungersi ad altre vie in severi angoli retti, si stiracchiano in morbide curve, si concedono una pausa per poi riprendere il corso un po’ più in là. Qui mancano gli incroci: ne deriva una geometria particolare, dove ogni elemento, dalle chiese ai bar alle fontane, si dispone in maniera imprevedibile.

Hannover sboccia davanti al visitatore, permettendogli di scivolare fiducioso lungo i suoi petali, per poi prenderlo alle spalle. Camminate per un po’ e poi voltatevi: sia una bella casa a graticcio che non avevate notato, sia una certa combinazione di colori o forme che si vede solo dalla nuova prospettiva, la città vi sembrerà diversa. Percorrere Hannover è un’avventura nella giungla: non la giungla urbana, sinonimo di traffico soffocante, bensì la giungla misteriosa, in cui ogni occhiata rivela meraviglie acquattate per sorprendere: edifici di legno superstiti del Medioevo, sculture e fontane, grossi sassi levigati con incise domande filosofiche, come nella magnifica Kantplatz. Così la città si nasconde e si discopre, impossibile da afferrare in uno sguardo. Ne è un esempio la Aegidienkirche, che a prima vista appare una torre, mascherata da rami d’edera; avvicinandosi la si scopre chiesa; entrando si è di nuovo sorpresi, perché non c’è alcun interno. I bombardamenti della seconda guerra mondiale l’hanno in gran parte distrutta; restano solo le rovine, in memoria.

Più oltre si scorge la cupola della Neues Rathaus; il municipio, simile a un magnifico castello, ispira un’aria regale di passato, eppure fu costruito allinizio del XX secolo. Qui vengono prese le decisioni sulla città, mentre il bell’edificio in mattoni rossi dellAltes Rathaus, risalente al XV secolo, ospita uffici e moderni caffè. Hannover è anche questo: vecchio e nuovo non si combattono, ma piuttosto sfumano l’uno nell’altro con rara armonia. Così le vie dello shopping si immergono nelle splendide facciate del centro storico, la rotondità del Beginenturm richiama le prosperose Nanas di Niki de Sainte Phalle e il teatro nuovo, il Ballhof, non sfigura a poca distanza dalla Marktkirche.

Rathaus vecchia, Rathaus nuova e, dietro a questa, una terza Rathaus: il riflesso della seconda nello specchio del Maschteich, il laghetto nel parco del municipio, accarezzato dalle ninfee e dalle punte dei salici piangenti. Qui ci si accomoda sulle panchine, a volte ascoltando concerti e rappresentazioni teatrali, ed è impossibile, in una simile cornice, non provare un’euforica serenità. Poi, se viene voglia di fare due passi, ci si alza e si passeggia fino al Maschsee, di cui Hannover può essere ben fiera: è il paradiso degli amanti dell’acqua, un piccolo lago per nuotare e andare in barca a vela. Il suo tempo migliore è la sera estiva, quando il sole scompare lasciando una luce chiarissima che trae colori freschi e leggeri dalle piccole onde e un calore altrettanto fresco intorno alle chiacchiere degli abitanti, seduti ai tavoli e alle terrazze di chioschi e ristoranti. Da qui si può scivolare in canoa lungo i canali che collegano il lago al fiume Leine; sull’acqua verde, nascosti da arbusti fitti, sembra di essere in un’altra città, fatta di strade liquide e percorsi ancora da esplorare.

Hannover si troverebbe a suo agio nelle Città Invisibili di Calvino: città sull’acqua; città vecchia e nuova; città dai mille volti e dalle mille sorprese; ma, soprattutto, città senziente, la cui bellezza segue il visitatore per poi guizzare via appena ci si ferma, e posarsi poco oltre, tra due tetti, all’angolo di una finestra, nella schiuma di un caffè. Andateci, lasciatevi afferrare e poi, voltatevi. Se siete abbastanza veloci, potreste vederla aggiustarsi un lembo del vestito.

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Hannover

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