Bundesarchiv Hoffmann Heinrich © CC BY-SA 3.

Ricorre quest’oggi il triste anniversario della pianificazione da parte del regime nazista dello sterminio degli ebrei. Una data che non deve essere dimenticata dall’umanità.

Nel luglio del 1941 Hitler fece preparare a Hermann Göring, ministro del Reich nonché principale luogotente del Führer, una direttiva in cui incaricava Reinhard Heydrich, capo dei servizi di sicurezza, di risolvere la questione ebraica nella sfera di influenza tedesca in Europa.

Il 20 gennaio 1942, Heydrich si incontrò con altri 14 alti funzionari principali del Partito Nazista e del Governo tedesco in una villa nel sobborgo berlinese di Wannsee per discutere l’esecuzione di quella che venne chiamata la “Soluzione Finale alla Questione Ebraica”. “Soluzione Finale” divenne poi il nome in codice dello sterminio sistematico e premeditato degli ebrei di tutta Europa.

Il Generale delle SS Reinhard Heydrich organizzò la conferenza di Wannsee in primo luogo per informare i partecipanti dell’esistenza del piano e assicurarsi la loro collaborazione nell’esecuzione della “Soluzione Finale” e, poi, per rivelare che Hitler stesso aveva affidato a lui e all’Ufficio Centrale di Sicurezza del Reich il compito di coordinare l’intera operazione. Gli uomini riuniti a Wannsee non misero mai in discussione se il piano dovesse essere realizzato o meno, ma lavorarono direttamente all’individuazione dei sistemi più adatti per metterlo in pratica.

Lettera d’invito a Martin Luther © CC BY-SA 3.0

La riunione era segretissima e i partecipanti oltre ad Heydrich e Adolf Eichmann, furono:

Gen. SS Heinrich Muller, capo della Gestapo, in rappresentanza della polizia tedesca;

Gen. SS Otto Hoffmann, rappresentante dell’Ufficio per la razza e l’insediamento;

Col. SS Karl Schongarth, rappresentante della SD, polizia di sicurezza;

Col. SS Gerhard Klopfer, in rappresentanza del partito nazista;

Magg. SS Rudolf Lange, vice-comandante SS in Lettonia;

Gauletier Dr. Alfred Meyer e Dr. Georg Leibbrandt, rappresentanti del Ministero per la Polonia occupata;

La Villa di Wannsee © A.Savin, Wikimedia Commons

Dr. Wilhelm Stuckart, uno degli artefici delle Leggi di Norimberga, rappresentante del Ministero dell’Interno;

Dr. Roland Freisler, rappresentante del Ministero della Giustizia;

Dr. Martin Luther, sottosegretario del Ministero degli Esteri;

Dr. Joseph Buhler, segretario di Stato della Polonia tedesca occupata;

Dr. Wilhelm Kritzinger, direttore ministeriale della Cancelleria del Reich;

Erich Neumann, direttore del piano quadriennale per l’economia.

 

La lista di Wannsee © CC BY-SA 3.0

Lo sterminio degli ebrei, così come pianificato dalla conferenza del Wannsee, iniziò nel marzo 1942 in Polonia, nel campo di Chelmno; successivamente toccò a tutti gli altri campi dislocati nell’Europa occupata. L’operazione fu poi chiamata “Reinhard” in memoria di Heydrich, ucciso nel luglio del ’42 per mano di patrioti cechi (Heydrich si trovava in Cecoslovacchia come Protettore della Boemia e Moravia). La terribile pianificazione dello sterminio elaborata a Wannsee costò la vita a circa sei milioni di ebrei, ma questa stima non tiene conto delle vittime della cosiddetta “marcia della morte” che i tedeschi in fuga dagli Alleati imposero agli ebrei prigionieri dei campi.

Del cosiddetto “Protocollo di Wannsee”, è sopravvissuta una sola trascrizione che fu scoperta da agenti segreti americani nascosta al ministero degli Esteri tedesco, nel 1947. Si trattava della copia di Martin Luther.

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Questo il testo del protocollo di Wannsee:

“Nel corso della soluzione finale gli ebrei saranno instradati, sotto appropriata sorveglianza, verso l’Est, al fine di utilizzare il loro lavoro. Saranno separati in base al sesso. Quelli in grado di lavorare saranno condotti in grosse colonne nelle regioni di grandi lavori per costruire strade, e senza dubbio un grande numero morirà per selezione naturale. Coloro che resteranno, che certo saranno gli elementi più forti, dovranno essere trattati di conseguenza, perché rappresentano una selezione naturale, la cui liberazione dovrà essere considerata come la cellula germinale di un nuovo sviluppo ebraico (come mostra l’esperienza della storia)”.

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Per non dimenticare. Mai.

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