Alla fine ha avuto ragione lui. Almeno in parte. Luca Toni, trentottenne giocatore dell’Hellas Verona, ha visto indirettamente ridotta la multa che gli era stata comminata per aver evaso le tasse dovute come contributo alla Chiesa (Kirchensteuer), in questo caso quella cattolica (ve ne avevamo parlato qui). Infatti in Germania, al contrario che in Italia dove il prelievo per la “Chiesa” è forzoso (anche non dichiarando la propria propensione al finanziamento, il 4 per mille delle proprie tasse va comunque a finanziare il credo religioso che ottiene in totale la percentuale maggiore di donazioni volontarie), occorre dichiarare la propria fede d’appartenenza, oppure occorre esplicitamente dire che non se ne ha alcuna. Nel primo caso ciascuno finanzierà la propria Chiesa con ben l’otto per cento d’imposte in più rispetto a quanto già dovuto allo Stato. Nel secondo, al contrario, non dovrà nulla.

Luca Toni ed il suo avvocato al processo

Luca Toni ed il suo avvocato al processo

Ebbene il nostro giocatore, che ha militato fra il giugno del 2007 al dicembre del 2009 nel Bayern Monaco, doveva pagare, per un errore commesso a suo dire dalla sua commercialista, ben un milione e 700mila euro al fisco tedesco. Il suo avvocato, Bertold Gaede, ha ottenuto per conto del suo cliente un risarcimento di ben un milione e 250mila euro da parte dello studio fiscale che lo assisteva all’epoca del fatto. Evidentemente è stato riconosciuto dal giudice l’errore commesso da parte di quest’ultimo, ovvero aver scritto “K.R.” (Katolisch Römisch), nel momento in cui compilò il fatidico modulo delle tasse. Forse l’errore è stato di un funzionario del Bayern stesso, che aveva trasmesso alla commercialista i dati del giocatore, fatto sta che lo Stato non transige, giustamente. Un errore è un errore. Toni dovrà così pagare “solo” 450mila euro della cifra totale.

Ora, almeno in parte, giustizia è fatta ed il giocatore toscano potrà serenamente tornare a fare gol alla ripresa del campionato. Un cero alla madonna gli converrebbe comunque portarlo.

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Qui il giocatore durante alcune fasi del processo che si era tenuto a metà luglio.