Santa Maria dell’Anima © il Deutsch-Italia

Il prossimo 31 ottobre in tutto il mondo si festeggerà il 500esimo anniversario della Riforma Protestante.

La tradizione vuole che in quello stesso giorno del 1517 il monaco agostiniano Martin Luther (Lutero per noi italiani) avesse affisso sul portone della chiesa del castello di Wittenberg le sue “95 tesi” contro il sistema delle indulgenze diffusosi nella Chiesa cattolica.

In occasione di questo anniversario, è stata inaugurata presso la chiesa di Santa Maria dell’Anima di Roma (chiesa nazionale della comunità tedesca della Capitale) la mostraHere I stand”, che ripercorre tutta la vita di Lutero e il contesto storico-politico del 1500.

Composta da 7 pannelli, l’esposizione si apre con la biografia del monaco tedesco in cui sono inserite anche delle foto che ritraggono alcuni suoi oggetti ritrovati durante gli scavi nella casa dei genitori. Il percorso espositivo prosegue trattando non solo la Riforma protestante, ma anche il contesto storico e politico del secolo, prima e dopo lo scisma.

Martin Luther nacque nel 1483 ad Eisleben, nell’attuale Bassa Sassonia, da una umile famiglia cattolica in cui la madre lavorava nei campi e il padre gestiva una miniera datagli in concessione, sperando che il figlio potesse intraprendere la carriera di giurista. In effetti il giovane Lutero nel 1501 intraprese gli studi giuridici nell’Università di Erfurt, ed è in questa sede che lesse per la prima volta la Bibbia. Nel 1505, un accadimento segnò il suo futuro per sempre: Martin era in viaggio e a Stutterheim imperversò un violento temporale. Un fulmine lo fece cadere per terra e giura che, se riuscirà a sopravvivere, abbraccerà lo stile di vita monacale. Sopravvive ed entra nello stesso anno nel convento agostiniano di Erfurt, dove studia particolarmente le teorie dei filosofi Paolo di Tarso e Agostino D’Ippona. Nel 1507 divenne sacerdote e nell’anno seguente iniziò, date le notevoli capacità intellettuali, ad insegnare presso l’Università di Wittenberg, fondata dal Principe Elettore Federico III di Sassonia.

Si laureò in Teologia nel 1511 e si dedicò fervidamente alla meditazione, alla preghiera e allo studio continuo delle Sacre Scritture, partorendo una propria concezione del rapporto tra Dio e gli uomini, soprattutto relativamente al valore che il primo dà ai peccati, alle opere e alle omissioni dei secondi.

© il Deutsch-Italia

L’embrione della riforma protestante nacque durante la lettura di un passo della “Lettera di San Paolo ai Romani”: «poiché non c’è distinzione: tutti infatti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, essendo giustificati gratuitamente per la Sua grazia (…) per la fede, abbiamo pace con Dio, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo saldi e ci gloriamo, nella speranza della Gloria di Dio».

È sul tema del pentimento dell’uomo per i peccati commessi che Lutero trovò una insanabile contraddizione tra la Bibbia e l’agire della Chiesa Cattolica dei suoi tempi: il pensatore, alla luce della Lettera di San Paolo, riteneva che solo Dio potesse sapere cosa fosse “giusto” e giustificare le azioni degli uomini, con la sua onnipotente magnanimità. È la grazia di Dio a salvare l’uomo e l’uomo non può assolutamente far nulla per ottenere la “giustificazione” agli occhi di Dio se non avere fede in lui e in Gesù Cristo, sceso sulla terra facendosi uomo e morendo sulla croce, per salvare tutta l’umanità che ha fede.

La teoria della giustificazione luterana è opposta a quanto avviene nel mondo cattolico del ‘500, allorquando il messaggio della Chiesa Cattolica è quello secondo cui è necessario che l’uomo cooperi perché avvenga l’assoluzione dei peccati, attraverso la preghiera, i pellegrinaggi nei luoghi di culto, il compimento di opere, tra cui risulta essere particolarmente diffusa la pratica della compravendita delle indulgenze. Questo vuol dire un’offerta in denaro destinata alle più svariate opere legate all’organizzazione della Chiesa cattolica, nella convinzione di poter così cancellare sia la pena temporale, che la colpa vera e propria dei peccati commessi.

© il Deutsch-Italia

Nella realtà dei fatti, Papa Leone X voleva saldare i debiti contratti per il rifacimento della Basilica di San Pietro in Vaticano.

Lutero criticò fortemente questa pratica di commercializzazione del perdono divino, affiggendo le sue 95 TESI sul portone della chiesa del castello di Wittenberg (affissione che costituisce una delle tante leggende sul monaco agostiniano, perché gli storici sono abbastanza concordi nell’affermare che pubblicò le Tesi solo dopo non aver ricevuto risposta dai vescovi di tutte le diocesi cattoliche a cui le aveva inviate).

Nella mostra di Roma è molto interessante apprendere dai pannelli esposti quello che accadde con la Riforma Luterana attraverso un linguaggio molto semplice: l’ausilio di vignette, grafici colorati, raffigurazioni risalenti all’epoca, che rendono scorrevole e facilmente comprensibile un argomento così complesso.

© il Deutsch-Italia

La fama di Lutero e delle sue critiche verso la Chiesa Cattolica crebbe, e nel 1520 venne emanata la bolla papale che gli intimava di rivedere le proprie teorie, cosa che ovviamente il monaco non fece e che gli costò la scomunica nel 1521. La Germania di questo periodo era quella del Sacro Romano Impero di Carlo V, organizzato gerarchicamente con il römischer Kaiser (l’imperatore romano) al vertice, la cui elezione avveniva da parte Principi Elettori dei Regni più importanti, con una incisiva influenza del Papato. È facile quindi intuire la preminenza della Chiesa Cattolica, onnipervasiva ed ingerente anche in questioni non attinenti al diritto divino.

Dal calvinismo italiano all’anglicanesimo inglese, quella della seconda metà del ‘500 è l’Europa dello scisma della Chiesa Cattolica, che consacra Martin Lutero come il più grande riformatore religioso della storia dell’Occidente.

L’esistenza e la diffusione dei protestanti è oggi pacifica, ma lo scenario internazionale, purtroppo, vede ancora la religione come mezzo di divisione e di guerra tra gli esseri umani.

«Dobbiamo lavorare contro la strumentalizzazione della religione. Dobbiamo lavorare per la pace. Dobbiamo lavorare per la riconciliazione. Questo è ciò che Lutero ci dice attraverso la storia delle 95 Tesi che ha affisso 500 anni fa a Wittenberg», ha affermato l’Ambasciatore tedesco in Italia Susanne Wasum-Rainer in occasione dell’inaugurazione della mostra. Un messaggio necessario, oggi più che mai.

Entrata libera, fino al 31 ottobre tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.45 e dalle 15.00 alle 17.00, presso la chiesa di Santa Maria dell’Anima

.

Here I stand, dal film Luther

Luther und die Nation

Print Friendly, PDF & Email