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Mia nonna non capirebbe neanche di cosa stiamo parlando, ma alla fine è arrivato. Già lo scorso anno si paventava da parte degli operatori del settore il suo arrivo nel mercato tedesco (dopo un test fatto a Monaco di Baveria), ed ora Amazon fresh è sbarcato ufficialmente a Berlino (e Potsdam).

Il colosso americano ha infatti fatto il suo debutto sulla scena delle consegne a domicilio anche per i generi alimentari nella terra della Cancelliera Merkel, fautrice di un libero mercato dei prodotti. La consegna dei generi alimentari è attiva negli Stati Uniti fin dal 2009, a Londra dallo scorso anno e in Giappone dalla scorsa settimana. Il magazzino berlinese si trova nel quartiere di Tegel (lo stesso del famoso aeroporto che dovrebbe essere chiuso) e mette a disposizione della clientela ben 85mila prodotti tra cui scegliere. Gli ordinativi online vengono consegnati in giornata, se fatti entro le ore 12:00 e il giorno successivo entro due ore della fascia oraria prescelta, se non si è fatto l’ordinativo in tempo entro la mattina. Le consegne attualmente avvengono attraverso le Poste DHL. La Amazon per il momento collabora con circa 25 rivenditori berlinesi, i cui prodotti sono inclusi nella gamma di quelli venduti sul suo portale, e la catena di supermercati Tegut. Le consegne per essere effettuate prevedono un servizio di abbonamento a pagamento di 9 euro e 99 centesimi al servizio Amazon Prime.

I prezzi sono estremamente concorrenziali e Amazon promette ai clienti tedeschi di rimborsare il prezzo dei cibi ordinati se la qualità della merce fresca non corrisponde alle aspettative. L’anello debole della potenza del servizio è infatti proprio quella della rapida deperebilità delle derrate alimentari.

I concorrenti tedeschi del colosso americano, quali Rewe, Metro, Edeka, Aldi e Lidl, temevano già da tempo il suo arrivo per la capacità dell’azienda di Seattle di poter stare sul mercato, anche in perdita, per lunghi periodi di tempo. Ma le perplessità non sono dovute solo a questo. L’acquisto del cibo online è per il momento ad una quota dell’un per cento sul totale, per un controvalore di 1 miliardo di euro. Tuttavia tale quota potrà in un breve periodo aumentare, a totale svantaggio dei piccoli esercizi commerciali e dei grandi supermercati stessi (che già sono la causa della chiusura di tanti piccoli commercianti al dettaglio). Gli esperti temono che possa concretamente portare alla chiusura di ben un terzo degli esercizi commerciali.

© Andrew Nash CC BY-SA 2.0 Flickr_

Come se tutto ciò non bastasse Amazon possiede una caratteristica che agli altri competitor manca: quella di poter incamerare una quantità enorme di dati inerenti i gusti, le abitudini, i contatti dei possibili clienti attraverso le sue applicazioni, permettendogli di “suggerire” acquisti per sé e per conoscenti. In particolare sotto accusa sarebbe quella per cellulare e tablet Amazon “Alexa”, una sorta di assistente online che è in grado di interagire con la voce, riprodurre musica, creare elenchi di cose da fare, impostare allarmi, podcast in streaming, riprodurre audiolibri e fornire informazioni meteo, sul traffico e altre informazioni in tempo reale come ad esempio le notizie. Alexa può anche controllare diversi dispositivi “intelligenti”, usando sistemi di domotica.

Tutto ciò non impensierisce di certo Florian Baumgartner, il capo della sezione tedesca dell’azienda statunitense, che ha al contrario annunciato la prossima apertura (non più come semplice esperimento) sulla piazza di Monaco di Baviera.

Al di là di considerazioni di ordine morale o di utilità pratica per persone che non possono muoversi per problemi di carattere fisico, una domanda lo sviluppo di questo aspetto della globalizzazione la pone: vogliamo veramente un mondo automatizzato e così spersonalizzante che non ci permetta neanche più il piacere di trovare del tempo per noi stessi, a tal punto di considerare una perdita di tempo l’andare a fare la spesa? Mia nonna sarebbe di certo inorridita.

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Amazon Fresh

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