arancia_01La vitamina C, o acido ascorbico, fa bene. Questo è un fatto incontestabile che ogni medico e nutrizionista non si stanca mai di ripetere. È un potente antiossidante, favorisce la produzione di collagene, fa bene ai vasi sanguigni, alle ossa, ai muscoli e alla pelle. Quindi un vero e proprio toccasana. In natura è presente in molti alimenti: in molti frutti (agrumi, ananas, kiwi, fragole, ciliegie ecc.), alcune verdure fresche (lattuga, radicchio, spinaci, broccoletti, ecc.), alcuni ortaggi freschi (broccoli, cavoli, cavolfiori, pomodori, peperoni) e tuberi (patate, soprattutto se novelle).

arancia_06La stagione invernale è quella in cui si pensa con naturalezza a mangiare arance, mandarini, mandaranci e quant’altro, spesso concedendosi anche buone spremute. I tedeschi in particolare fanno grande uso di succo d’arancia, facendo anche parte della tipica colazione nordica, ben più sostanziosa di quella nostra mediterranea. Non è affatto insolito, aggirandosi fra le fiere e i mercatini della Germania, vedere chioschi che vendono bottigliette con succo d’arancia o semplici bicchieri di diversa capacità ricolmi della preziosa bevanda.

Le arance mangiate dai tedeschi, nella maggior parte, vengono raccolte in enormi aranceti sparsi in tutto il Sud America, per lo più in Brasile, dove la manodopera locale raccoglie mediamente una tonnellata e mezza di frutti per una paga giornaliera di meno di 10 dollari. Per farne i succhi, una volta raccolte, vengono lavorate, disidratate e stipate in grandi container caricati su navi che partono per l’Europa. Qui giunte, vengono ri-idratate e immesse sul mercato.

arancia_02Secondo un rapporto dell’organizzazione Supply Cha!nge i maggiori esportatori sudamericani sono tre aziende brasiliane: la Cutrale, la Citrosuco e la Louis Dreyfus commodities. Da sole hanno circa 200milioni di piante, flotte di navi con cui esportare il prodotto in Europa e Stati Uniti, e propri terminali per lo stoccaggio del succo d’arancia nei porti di Rotterdam, Anversa e Gand. Inoltre posseggono una flotta di camion per il trasporto verso i grandi rivenditori. Oltre allo sfruttamento della manodopera, come si diceva, altro grande problema è il vasto utilizzo di pesticidi che viene fatto nelle loro piantagioni.

arancia_05Il succo d’arancia è diventato una bevanda preziosa, è proprio il caso di dirlo, giacché il prezzo delle arance sul mercato internazionale è salito vertiginosamente nel corso dell’ultimo anno. Questo a causa di un fastidiosissimo insetto, la cosiddetta pulce asiatica, che ha invaso gli agrumeti americani, della Florida e del Brasile in particolar modo, determinando cattivi raccolti. La malattia portata dall’insetto, conosciuta anche con il nome di “malattia del drago giallo” per il colore che fa assumere al fogliame delle piante, fa sì che il colore dei frutti sia verde e il sapore sia molto amaro. Così il prezzo del succo d’arancia concentrato è arrivato sul mercato azionario ai livelli più alti di sempre. Attualmente a 2 dollari e 26 centesimi per 450 grammi di prodotto (una libbra imperiale), contro gli appena 1,30 dollari di fine aprile. In pratica è salito di circa l’ottanta per cento in soli 6 mesi. Le esportazioni brasiliane sono così diminuite ad ottobre di circa il 21 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Secondo l’associazione dell’industria tedesca dei succhi di frutta, in media ogni tedesco beve 7,8 litri di arancia all’anno. La Germania nel corso del 2015 ha importato la bellezza di 472mila tonnellate di arance, provenienti in maggior parte da Sud-America, Spagna e Marocco. È il secondo importatore mondiale di succo d’arancia. Il business è nelle mani delle grandi catene, in particolare Aldi, Edeka, REWE e Lidl che occupano una quota di mercato equivalente all’85 per cento del totale. Con una forza di mercato così grande determinano il prezzo del prodotto sul mercato internazionale. Lidl offre il suo Vitafit Pack da 1,5 litri per soli 99 centesimi. Ora però, chissà che una piccola pulce non influenzi la spesa del consumatore tedesco. Presto ne avremo la conferma.

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Dall’arancia al succo

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