Jens Spahn © CC BY-SA 3.0 Stephan Baumann WC

La mattina dopo la fine delle trattative fallite per il governo Giamaica Jens Spahn, giovane rampante della Cdu, in un’intervista sulla seconda rete tedesca “ZDF” ha affermato che Unione (Cdu-Csu) e Liberali (Fdp) avrebbero raggiunto un accordo in due settimane, scaricando così tutte le responsabilità sui Verdi, che al contrario avevano fino all’ultimo dimostrato disponibilità ad un accordo. Le affermazioni di Jens Spahn tradiscono le vere ragioni del fallimento del governo Giamaica, dietro il quale, in realtà, c’è una vera e propria guerra generazionale che incrocia i destini dei due partiti del centro-destra tedesco, l’Unione e i Liberali per l’appunto.

Angela Merkel ©-2017-nord-stream

Dopo il deludente risultato elettorale del 24 settembre scorso sia nella Cdu sia nella Csu è iniziata una guerra per la successione. Le nuove generazioni, rappresentate in particolare da Jens Spahn nella prima, e da Markus Söder (e in parte anche Alexander Dobrindt) nella seconda hanno messo in discussione le consolidate leadership di Angela Merkel nei cristiano-democratici e di Horst Seehofer nei cristiano-sociali. Non è un mistero che tra Jens Spahn e Angela Merkel non corra buon sangue. Merkel non ha mai apprezzato le eccessive ambizioni del trentasettenne Spahn, che voleva essere il successore di Wolfgang Schäuble al ministero delle Finanze. Quest’ultimo, al contrario, secondo la Cancelliera sarebbe dovuto andare al fedelissimo Peter Altmeier. E non è altresì un mistero che proprio Markus Söder voglia tentare di mettere in minoranza Horst Seehofer nel prossimo congresso della Csu in vista delle elezioni regionali del settembre 2018.

Markus Söder © Superbass CC-BY-SA-4.0-WC

Le trattative per una coalizione anomala e avventurosa come quella Giamaica è stata un’occasione troppo ghiotta per le nuove generazioni per mettere in difficoltà Merkel e Seehofer che si sono trovati per la prima volta sulla difensiva e senza alternative da offrire ai propri partiti. In questa operazione Spahn e Söder hanno trovato in Christian Lindner il migliore degli alleati. Anche lui espressione di una nuova generazione di politici tedeschi ambiziosa e con molto voglia di mandare a casa i vecchi leader. Già nell’aprile di quest’anno proprio Spahn, Söder e Dobrindt si erano incontrati per lavorare ad un’alleanza comune dopo le elezioni. Allora non potevano immaginare il risultato del 24 settembre, ma avevano già elaborato una strategia comune, una sorta di patto, che durante le trattative per il governo Giamaica ha trovato il momento giusto per essere messo alla prova. Mettere all’angolo Merkel e Seehofer facendo fallire le trattative e costringerli o alle dimissioni, oppure ad affrontare difficilissime nuove elezioni.

Christian Lindner

Del resto, anche Lindner e i liberali non avevano molto interesse a entrare in un governo subito con Angela Merkel al vertice. Il timore era quello di finire annichiliti, così come avvenne tra il 2009 e il 2013 era ancora ben presente. Inoltre, l’alleanza Giamaica era complessa e difficile da comunicare al proprio elettorato. Da qui la finta trattativa, appositamente lunga, fatta saltare a un passo dall’obiettivo dopo cinque lunghe settimane di confronto.

L’operazione orchestrata da Jens Spahn e Christian Lindner fino ad ora è riuscita perfettamente. Il loro obiettivo sono le elezioni anticipate, ma, soprattutto, arrivare quanto prima alla resa dei conti definitiva all’intero dell’Unione al fine di un cambio radicale di linea politica rispetto al passato recente: spostare la Cdu di nuovo a destra e riprendersi lo spazio che Angela Merkel ha regalato all’estrema destra di Alternative für Deutschland.

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Il fallimento della coalizione Giamaica

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