Si vis pacem, para bellum (se vuoi la pace, prepara la guerra) dicevano i Romani. E, a giudicare da quanto sta avvenendo in questi giorni sul “fronte orientale”, si direbbe proprio che gli esponenti della Nato prendano molto sul serio le locuzioni latine. Infatti a Sud-Ovest di Berlino, a Lehnin, truppe americane si stanno ammassando per un successivo trasferimento in Polonia, nel quadro dell’operazione “Atlantic resolve. Soldati della 3a brigata della 4a Divisione di fanteria Usa (per il momento pare solo 120 soldati e circa 40 camion, più altri piccoli veicoli di supporto). Sono attese anche tre navi da trasporto a Bremerhaven, città sulla costa del Mare del Nord.

L’operazione militare, secondo un comunicato diffuso dalle Forze Armate tedesche, prevede il transito dalla Germania “verso la Polonia e altri Stati dell’Europa Centrale e dell’Est” di truppe atte a rassicurare tali Paesi nei confronti della minaccia russa. Anzi, per usare le parole del colonnello Todd Bertulis, vice capo della logistica del Comando delle truppe statunitensi in Europa, di stanza a Stoccarda (Eucom), l’operazione farà sì che “la potenza di fuoco necessaria verrà schierata in Europa nel posto giusto e al momento giusto.

Frederick B. Hodges © CC BY-SA 2.0 Usa Army

Cosa questo voglia dire non è ben chiaro, anche se i circa 4mila militari e i 2mila carri armati previsti in questa operazione non lasciano molto spazio alla fantasia. D’altra parte qualche tempo fa il tenente generale Frederick “Ben” Hodges, comandante delle forze Usa in Europa, durante una visita alla Scuola di Logistica delle Forze Armate tedesche a Garlstedt, nella Bassa Sassonia, aveva detto: “Tre anni dopo che gli ultimi carri armati americani hanno lasciato il continente (europeo) dobbiamo riportarli indietro”. Aggiungendo poi che la misura è “una risposta all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, e alla sua illegale annessione della Crimea.”.

Insomma un’operazione militare dalla durata prevista di ben nove mesi, che il “Kieler Nachrichten” ha definito come “la più grande operazione di riposizionamento dell’esercito Usa in Germania dal 1990. Dunque la Germania si trova a svolgere, volente o nolente, un ruolo di primo piano in questa operazione. Lo stesso Hodges ha affermato: “Senza il supporto delle Forze Armate (tedesche) non possiamo andare da nessuna parte”. I vertici militari tedeschi si sono espressi per bocca del luogotenente generale Peter Paul Jakob Bohrer: vice capo del “Joint Support Service”: “In passato” ha detto “la Germania era uno stato di frontiera. Oggi siamo una zona di transito ed uno dei compiti chiave è fornire un comune supporto… Siamo aperti a svolgere questo compito insieme ai nostri partner americani”.

Volker Wieker © CC BY-SA 2.0 Usa Army

Il generale Volker Wieker ha confermato che la Germania ha concordato con Stati Uniti, Canada e Gran Bretagna al summit della Nato tenuto a Varsavia “di prendere il comando con chi formasse un gruppo di battaglia”. I tedeschi invieranno il 122o Battaglione di Fanteria. Il generale ha inoltre aggiunto che verranno inviati altri approvvigionamenti, “così da acquisire la cosiddetta ‘capacità operativa completa’ per la metà dell’anno”. Sempre l’ufficio stampa delle F.A. tedesche ha annunciato che circa 900 carri con materiale militare saranno trasportati in treno da Bremerhaven in Polonia. Ci sono, inoltre, altri 600 carichi che verranno trasportati tramite ferrovia in Polonia dalla base d’addestramento a Bergen-Hohne. Circa 40 veicoli viaggeranno direttamente su ruota da Bremerhaven in Polonia.

E ovviamente non sono mancate le polemiche in proposito fra i politici tedeschi. Si è difeso dalle accuse mossegli per aver agevolato il passaggio di truppe il Primo ministro del Brandeburgo Dietmar Woidke (Spd): L’escalation non deve essere l’obiettivo, ma solo un dialogo più forte con la Russia può portare ad una soluzione dei problemi e dei conflitti internazionali”, ha dichiarato alla “Berliner Zeitung. Molto critico sulla faccenda è stato il rappresentante della Linke Tobias Pflüger, dicendo che è “una spirale” che va fermata. Come che sia la cosa le polemiche non finiranno molto rapidamente. Anche perché la “preparazione alla pace” è appena iniziata. Chissà cosa deciderà in proposito il nuovo Presidente americano Donald Trump?

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Le esercitazioni tedesche a Grafenwöhr

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