Il termine “portoghese” a Roma, non sta solo a significare abitante del Portogallo, ma anche usufruire gratuitamente di un servizio. L’espressione si pensa che derivi dal fatto che durante il secolo 18°, durante il regno di Giovanni V di Bragança in Portogallo, a Roma l’Ambasciata di quel Paese organizzava spettacoli presso il teatro Argentina e tutti i cittadini portoghesi potevano assistervi gratuitamente solo dichiarando la propria nazionalità. Fu così che ben presto molti romani tentarono di assistere agli spettacoli spacciandosi, appunto, per portoghesi. Pertanto coloro i quali viaggiano sui mezzi pubblici senza pagare il biglietto vengono chiamati “portoghesi”.

A Berlino molto più semplicemente vengono definiti Schwarzfahrer, ossia viaggiatori in nero. La normativa vigente in Germania riguardo quanti vengono trovati senza titolo di viaggio è molto seria, tanto da essere considerato un reato penale. Dopo sanzioni pecuniarie da 40 euro (a Berlino, in altre parti della Germania sono aumentate a 60 euro) per le prime due volte che si viene colti in fragrante, alla terza si va dritti in galera, in base al paragrafo 265 del codice penale. O si può decidere di andarci anche subito, se non si intende pagare l’ammenda. Almeno finora. È stata infatti avanzata una proposta, più volte auspicata dai Verdi, dalla Linke e dai Piraten, anche da Peter Biesenbach, ministro della Giustizia cristiano-democratico (Cdu) del Nord Reno-Vestfalia, di far passare il reato da penale ad amministrativo. L’ipotesi è subito stata contestata dal Verband Deutscher Verkehrsunternehmen, cioè l’Associazione delle società di trasporto tedesche (VDV), «perché», spiega il suo direttore Oliver Wolff, «sarebbe un’ingiustizia nei confronti del 95 per cento di passeggeri onesti, delle società di trasporto e dei loro dipendenti».

A causa del mancato acquisto del titolo di viaggio, secondo il governo del Nord Reno-Vestfalia, ben 5mila persone finiscono nelle patrie galere tedesche. Al costo di 130 euro di spese per persona, il totale fa la bella cifra di circa 160mila euro al giorno per le casse statali. Non mandarle in prigione sarebbe dunque anche un bel risparmio, oltre ad un alleggerimento per il personale della polizia e per quello dei tribunali.

Inoltre che dire di quanti ogni giorno sbagliano semplicemente a comprare il biglietto per una fascia di spostamento cittadino errata? Ad esempio pensando che il proprio percorso sia compreso in quelle più centrali A e B, mentre si trovano a viaggiare in quella più periferica C.

Ciononostante Herr Wolff sembra essere inamovibile sull’argomento: «Sarebbe come dare ai viaggiatori in nero un biglietto gratuito. Le conseguenze di un reato sarebbero più dure. Nulla ha un effetto deterrente maggiore della minaccia del carcere in conseguenza di un reato», ha dichiarato. C’è poi chi, come il senatore dei Verdi Dirk Behrendt, ha suggerito di far lavorare ai servizi sociali i “rei”, al motto di “sudare invece di sedersi”. Un’idea poco messa in pratica finora. Certo, sarebbero un bell’esercito di lavoratori nella sola città di Berlino, considerando che lo scorso anno la “Berliner Verkehrsbetriebe” (BVG), una delle due aziende cittadine dei trasporti, ha contato oltre mezzo milione di casi di viaggiatori senza biglietto, per una perdita annua di circa 20milioni di euro. La “S-Bahn Berlin GmbH”, l’altra società di trasporti della Capitale tedesca, ha stimato invece le sue perdite in 15milioni di euro.

Per combattere il fenomeno la BVG impiega 120 controllori, di cui 40 interni all’azienda e 80 provenienti da una società esterna. Ne prevede a breve altri 20 come forza propria aggiuntiva. La S-Bahn di controllori ne ha invece 72, ma anch’essa li vuole aumentare entro l’anno. La BVG lo scorso anno ha registrato 11.432 procedimenti penali.

Anche in altre città il numero di “portoghesi” è aumentato, come ad esempio ad Amburgo dove lo scorso anno erano 167mila. Un aumento c’è stato anche a Essen, Stoccarda, Dortmund, Brema, Norimberga e Dresda. La VDV ha stimato che le perdite totali in Germania ammontino a 300milioni di euro all’anno, pertanto ha chiesto che le multe vengano aumentate a 120 euro.

A Roma la multa comminata dall’Atac, l’azienda dei trasporti cittadina, è di 104,90 euro se si paga tra i 6 e i 60 giorni dalla contestazione dell’infrazione. La cifra scende a 54,90 euro se si paga entro 5 giorni dal fatto. A questi vanno aggiunti 12 euro se non si è ritirata copia del verbale al momento della contestazione. Ma l’ammanco per i mancati introiti del titolo di viaggio sono circa 250milioni all’anno. Forse, in questo caso, l’intransigenza di Herr Wolff aiuterebbe a risollevare un po’ le casse esangui dell’azienda capitolina. Chissà!

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Gli Schwarzfahren

 

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