Il problema della sicurezza è sempre più sentito in questo periodo di incertezze generali. Da noi in Italia è molto viva la polemica sull’auto difesa messa in atto da molti cittadini che ritengono di reagire, anche armandosi, ai crescenti pericoli derivanti dall’intrusione nelle abitazioni e nelle proprietà private di malviventi.

Questo denuncia un calo di attenzione da parte dello Stato nei confronti delle politiche sulla sicurezza, e la salvaguardia del cittadino viene in qualche misura demandata all’iniziativa personale, giusta o sbagliata che sia, senza dare risposte concrete al bisogno degli italiani di sentirsi tutelati in tal senso. Non poche polemiche, e commenti più o meno ironici, ha suscitato il disegno di legge sulla “legittima difesa”, che è stato approvato alla il 4 maggio scorso alla Camera dei deputati con 225 voti a favore (Partito Democratico, di Area Popolare e di Civici e Innovatori), 166 contrari (Forza Italia, Lega Nord, M5s, Mdp, Sinistra Italiana e Fratelli d’Italia) e 11 astenuti (Psi e Centro Democratico), in attesa del via libera definitivo al Senato. L’istituto della legittima difesa è contemplato dall’art. 52 del codice penale italiano, che al primo comma recita: «Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa». La modifica proposta che maggiormente ha scatenato l’ironia di molti è relativa alla frase: «Un’aggressione commessa in tempo di notte, ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi ivi indicati con violenza alle persone o alle cose, ovvero con minaccia o con inganno» verrà considerata legittima difesa.

Sicurezza e videosorveglianza in Italia © Idealo.de

Una ridda di commenti più o meno salaci su cosa vada considerato il “tempo di notte” s’è scatenata sulla Rete e sui media in generale, dai riferimenti all’ora legale a quelli sulle giornate di eclissi solare. Comunque, scherzi a parte, il tema è molto sentito. A testimoniarlo è l’aumento dell’acquisto di armi e di dispositivi di sicurezza da parte degli italiani. In particolare fra questi ultimi un vero e proprio boom lo hanno registrato le telecamere di sicurezza, come testimoniano i dati diffusi dal sito tedesco di vendite online Idealo (presente anche nella versione italiana). Secondo questi dati, l’attenzione verso telecamere e sistemi di sorveglianza è aumentata di oltre un terzo nei primi mesi del 2017. Gli spioncini digitali (con ben un 65,9 per cento di richieste) sono i prodotti più cercati online, ma in classifica ci sono anche le telecamere finte. La Lombardia, il Lazio e il Friuli-Venezia Giulia sono le regioni in cui più si acquistano questi dispositivi e le città da cui si fanno più ordinativi risultano essere Milano, Roma e Torino. Questo aumento potrebbe essere imputato anche all’annuncio del “bonus sorveglianza” della fine del 2016 e al recente riconoscimento di un credito d’imposta pari al 100 per cento.

Ovviamente non tutti i prodotti riscuotono la stessa attenzione e dopo gli spioncini si ricercano telecamere generiche (che vedono un 19 per cento di richieste) e perfino, come dicevamo, quelle finte (con un 2,4 per cento). Le richieste rispecchiano, stando ai dati Istat (ultimi disponibili del 2015) l’andamento dei furti (234.726) e vengono maggiormente dal Nord-Ovest (dove i furti sono stati poco meno di 85mila, di cui solo a Milano 52mila) e dal Nord-Est (52.135) della Penisola. I periodi dell’anno in cui si acquistano maggiormente questi dispositivi è quello nelle immediate vicinanze delle vacanze (prima per prevenire, dopo probabilmente per aver subito un furto).

Anche i tedeschi hanno fatto registrare un aumento d’interesse per l’acquisto delle Überwachungskameras, cioè le telecamere di sicurezza generiche, e rispetto all’ultimo trimestre del 2016 ne hanno acquistate ben l’11,6 per cento in più nel primo trimestre di quest’anno, con un ulteriore aumento del 2,6 per cento tra marzo e aprile. Nella sola Berlino le telecamere pubbliche di sicurezza si aggirano intorno alle 14mila, ma i recenti episodi di violenza, evidentemente, spingono i tedeschi ad attrezzarsi anche nell’ambito privato. Sono i tempi che cambiano.

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Più telecamere di sicurezza? Si chiede la ZDF