A Goslar, cittadina di 40mila anime nella Bassa Sassonia si è avuto molto da discutere in questa settimana appena trascorsa. Il motivo? Si parla di guida degli autoveicoli da parte degli anziani.

Il problema è di quelli spinosi per politici, medici e assicuratori. Per i politici perché gli anziani sono comunque elettori, e in una nazione che non fa figli come la Germania saranno sempre più numerosi. Per i medici perché sono loro a dover emettere un verdetto che spesso ha anche risvolti psicologici non indifferenti. Per gli assicuratori potrebbe invece essere un problema per i premi assicurativi.

Entro i 75 anni di età il test dovrebbe essere obbligatorio”, ha detto categorico il Verkehrsanwalt (un’avvocato che si occupa di questioni legate al traffico) Christian Funk. Della stessa opinione sembrano essere molti politici, e l’Automobil Club Europeo (ACE) Di parere esattamente opposto, invece, il presidente della Corte che giudica i reati del traffico Kay Nehm: “I controlli obbligatori per tutti possono portare limitazioni significative, senza un adeguato guadagno di sicurezza” afferma il 75enne giurista. I più maligni pensano perché direttamente interessato per fascia d’età, ma questo è un altro discorso. Tuttavia a supportare il suo discorso sembrano proprio esserci i numeri: nel 2015 solo il 12,9 per cento di quanti sono stati coinvolti in incidenti in Germania avevano 65 anni o più. Il che vuol dire una percentuale del 21 per cento all’interno di tale fascia d’età. Il rischio che persone di quest’età siano coinvolte in incidenti non raggiunge neanche il 60 per cento di quello che corrono altre fasce d’età. Però gli ultra settantacinquenni hanno causato più incidenti dei giovanissimi nella fascia d’età fra i 18 e i 24 anni.

I corsi offerti dal DVR

Proprio per una crescente preoccupazione il Deutsche Verkehrssicherheitsrat (DVR), ossia il Consiglio tedesco per la sicurezza stradale, assieme ad altri organismi come l’ADAC (l’equivalente del nostro ACI) prevedono corsi di guida, oltre che esami medico-psicologici. In Germania su 54 milioni di persone in possesso di patente di guida, circa 10 sono quelle oltre i 65 anni e 2 milioni sono le persone che posseggono un’auto nella fascia d’età fra i 75 e gli 84 anni. I medici e gli esperti consigliano d’iniziare a fare controlli psico-fisici a partire dal 40esimo anno d’età. Con l’andare degli anni “il potere di attenzione e la capacità di elaborare informazioni complesse in modo sincrono regrediscono”, afferma l’esperto di psicologia del traffico Fritz Becker. “La debolezza fisica e mentale, a volte, si rafforzano a vicenda. E questo è normale con l’età”, prosegue l’esperto.

Tuttavia, per molte persone anziane è un trauma psicologico quello di dover rimanere senza un’auto. Per chi abita in città il non guidare può essere sopportato con maggiore facilità, vista la presenza di mezzi pubblici, ma chi abita in campagna o deve spostarsi per tragitti medio-brevi la rinuncia al proprio mezzo è un passo molto difficile d’affrontare. Rappresenta in molti casi la fine della propria indipendenza e libertà.

In Italia un giro di vite circa il rinnovo delle patenti per le persone anziane c’è stato con un disegno di legge delega nel 2014 e il successivo rinnovo del Codice della strada nel 2016. Gli ultraottantenni hanno l’obbligo di fare un esame ogni anno e non possono guidare alcune cilindrate di automobili.

A meno che non si riesca a fare come un 76enne di Misano Adriatico, nel riminese, che ben dopo 58 anni da quando aveva iniziato a guidare, nel lontano 1958, è stato fortuitamente fermato alla fine dello scorso anno, fra lo stupore suo e della Polizia municipale. Infatti l’intrepido guidatore ha guidato per tutti questi anni senza patente: “Avrei dovuto fare l’esame nel 1958, invece – ha spiegato al “Resto del Carlino” – non l’ho mai dato. Sembra strano ma è così. Il motivo non so dirlo nemmeno io”. Ora deve pagare 5mila euro. Un esame caro con le finanze, seppur tardivo.

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La parte seria del problema

E per sorridere…

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