Darmstadt

Darmstadt

Settimana di piccole escursioni giornaliere tra le città di Wiesbaden, Würzburg e Heidelberg con i miei genitori, in visita dall’Italia. Loro si intrattengono con qualsiasi italiano a tiro, non proprio consci della non rarità del fortuito incontro. Additano il perché della loro presenza temporanea qui: me. A quel punto, una domanda ricorre nei miei confronti: “Lavori in pizzeria o in una gelateria?” Stringatamente rispondo: “No, faccio l’ingegnere a Darmstadt”.

Darmstadt è una città dell’Assia di circa 157mila abitanti (ultimi dati del 2016).

Letteralmente il nome Darmstadt significa città (Stadt) – intestino (Darm). Una delle meno accreditate leggende narra che originariamente la città fosse chiamata Armstadt, ovvero città povera (Arm). Così come la vicina Gross-Umstadt fosse in passato Dumm-stadt, ossia città stupida. Un passaggio sottobanco della lettera D dall’una all’altra avrebbe quindi evitato l’eterna gogna per entrambe, anche se pare che gli abitanti dell’ormai fu Armstadt non abbiano mai digerito tanto bene tale scambio. Questioni intestinali. Ciò che pare sicuro ai giorni nostri è che l’aggettivo povera (arm) mal si addica ad un città che è stata valutata dall’Eurostat tra le città extra-circondariali in Europa con più alto Prodotto interno lordo pro capite . Una evidente dimostrazione che la ricerca e l’innovazione possono essere remunerative anche nel cuore della fin troppo conservatrice Europa.

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A Darmstadt hanno infatti sede: uno dei più rinomati poli scientifici universitari della Germania, la Technische Universität, che ospita circa 26mila studenti; tre centri di ricerca Fraunhofer; la GSI, un centro di ricerca sugli ioni pesanti dove tra l’altro furono scoperti sei elementi chimici (fra cui il darmstadtio che prende il nome dalla città, numero atomico 110) e la Merck KGaA, importante società nel campo chimico-farmaceutico.

Darmstadt ospita inoltre il centro di operazioni spaziali dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) e l’EUMETSAT (agenzia europea per il controllo dei satelliti metereologici), più altre piccole società specializzate in settori come l’ingegneria, alcune delle quali vere e proprie leader del mercato. Un esempio è la CST, che produce software per simulazioni elettromagnetiche. Non a caso, dal 1997 la città è anche riconosciuta come Wissenschaftstadt, ovvero città della scienza. Un secondo nome che ambisce ad essere senz’altro più nobile del primo.

darmstadt_04Quasi il 20 per cento degli abitanti di Darmstadt non sono tedeschi. Io sono uno di loro. Un emigrato di prima generazione. Una generazione di italiani che non esporta più solo esperti del gusto, ma anche esperti in ingegneria, tecnica, scienza. Soprattutto nella città della scienza. Pertanto i miei amici italiani che posseggono una pizzeria, un ristorante o gestiscono una gelateria qui, a Darmstadt, non rimangono così tanto sorpresi quando rivelo il mio impiego, rispetto a quando lo faccio (grazie ai miei genitori) nelle altre città tedesche.

A proposito, se volete farvi un’idea del mio piccolo contributo, come ingegnere di antenne per il controllo dei satelliti, a qualcosa di più grande, l’Agenzia Spaziale Europea, potete farlo qui (in inglese).

Se siete più pigri e volete semplicemente fare un giro tra i pianeti con il satellite Rosetta, uno dei più famosi della storia (ora fuori attività), guidato da Darmstadt fino ad una piccola cometa a 480milioni di chilometri dalla Terra, potete farlo qui.

Magari mangiando una bella pizza. Rigorosamente italiana.

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Studiare e vivere a Darmstadt

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