La società ospedaliera Vivantes, il cui socio unico è lo Stato di Berlino, è il gruppo ospedaliero più grande di tutta la Germania. Gestisce nove ospedali e più di 100 tra cliniche e istituzioni sanitarie per un totale di 5.329 posti letto. Inoltre ne fanno parte anche dodici case di cura per anziani, due ospizi, centri di riabilitazione ambulatoriale, diversi centri medici ed infermieristici, oltre a controllate per la ristorazione, la pulizia e la biancheria necessarie al comparto. In totale conta circa 14.700 dipendenti (dati del 2014) e ha un fatturato complessivo di più di un miliardo di euro (sempre dati del 2014). Nonostante la mole, tuttavia, sembra essere insufficiente per il fabbisogno della Capitale tedesca.

In totale, secondo i dati del Senato di Berlino, i lavoratori nel campo dell’assistenza sanitaria necessari per il prossimo anno si aggira sulle 47.700 unità, a fronte delle attuali 43.500. Mancherebbero quindi all’appello circa 4.200 persone in questo settore. Ebbene, secondo il sindacato Ver.di la colpa sarebbe proprio della Vivantes, rea a suo dire di non aver provveduto a formare sufficiente personale e che pagherebbe troppo poco i suoi dipendenti. C’è carenza soprattutto di infermieri dove il buco occupazionale raggiunge le 1.700 unità. Secondo Astrid Sauermann, rappresentante sindacale, soprattutto nel settore dell’assistenza agli anziani la retribuzione salariale risulterebbe particolarmente carente.

E non solo la Vivantes ha difficoltà. La Caritas berlinese cerca 11 persone disposte a lavorare nelle sue case di cura, e anche nel settore dell’assistenza ne mancherebbero all’appello 52. «Presto andranno in pensione 29 infermieri e 65 assistenti», ha affermato allarmato Thomas Gleißner, portavoce della Caritas nell’Arcidiocesi di Berlino, e Hans-Joachim Wasel, del settore geriatrico della stessa associazione, così si è lamentato: «Saremo costretti a respingere le richieste di nuovi clienti che chiedono servizi di assistenza per mancanza di personale».

L’Associazione tedesca per l’assistenza medica (Dpv) ha calcolato che da qui al 2030 alla città di Berlino saranno necessari circa 20mila assistenti sanitari. «Per ricoprire i posti attuali vacanti e quelli necessari in futuro», mette in guardia il capo dell’Associazione Rolf Höfert, «occorre offrire remunerazioni adeguate e ridurre il carico lavorativo, oltre al numero delle ore lavorate».

Lo scorso anno, secondo quanto riferito dalla portavoce della Vivantes Kristina Tschenett, sono stati assunti 558 nuovi dipendenti, soprattutto nel settore sanitario. Tuttavia questo settembre ancora 170 posti risultavano vacanti. Si è cercato di rimediare cercando personale anche all’estero e lo scorso anno sono state formate 76 donne provenienti dal Vietnam. In totale gli infermieri impiegati dalla società berlinese sono 6.150. Presso l’ospedale Charité mancherebbero 80 unità negli ambienti ospedalieri generali e 50 in quelli di terapia intensiva. Per l’attuale elevato tasso di cambiamento del personale, alla struttura berlinese necessiterebbero almeno 250 nuovi assunti all’anno. Un po’ di meno (una sessantina) sarebbero invece necessari in due cliniche della Capitale, le “Helios”, sempre caratterizzate dalla carenza di personale qualificato e quindi costrette a respingere le richieste di ricovero, come sottolineato dalla portavoce Barbara Ley.

Da noi non è che le cose vadano meglio, anzi. Secondo i dati dell’Ipasvi, ossia gli Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici di infanzia, in Italia sarebbero circa 423.397 (dati del 2015, gli ultimi ufficiali disponibili) di cui oltre il 10 per cento sono di origine straniera (per lo più rumeni o albanesi). Ma di questi un infermiere straniero su cinque lascia la professione prima dei tre anni di lavoro; ogni anno su 100 infermieri stranieri attivi, 2,5 lasciano la professione, evidenziando un tasso di abbandono doppio di quello degli italiani (1,3). L’età media degli infermieri stranieri che si ritirano dalla professione è di 41 anni, quella degli italiani è di 55 anni. Secondo una graduatoria dell’OCSE, in Italia il numero di infermieri è cresciuto dai 5,9 infermieri ogni 1.000 abitanti del 2000, ai 6,1 del 2005, e ai 6,6 nel 2011 (ultimo anno disponibile). Nello stesso anno in Germania ce ne erano 11,5.

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Una protesta dei lavoratori della Vivantes a causa delle paghe basse

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