C’è crisi di posti di lavoro, soprattutto nel settore giovanile, in Italia. Ma non così sembra essere in Germania, almeno stando ai dati del Zentralverband der Deutschen Handwerks (ZDH), ossia l’Associazione centrale degli artigiani tedeschi (l’equivalente, più o meno, delle nostre Confcommercio e Confartigianato). Quest’anno infatti nel Paese della Cancelliera Merkel sono stati ben 135.038 i contratti di formazione, con un incremento del 2,9 per cento rispetto allo scorso anno. Di questi quasi 4.000 giovani hanno iniziato la formazione nel settore artigianale.

Tutto a gonfie vele allora? Non proprio. Infatti secondo lo ZDH ancora 18.996 posizioni sarebbero vacanti e molte aziende hanno ancora problemi a trovare nuovi tirocinanti, soprattutto nei settori elettrico, sanitario, del riscaldamento e dei parrucchieri. La distribuzione delle carenze di figure professionali non è uguale in tutta la Germania. È, infatti, soprattutto negli Stati della ex DDR che si riscontra il minor aumento percentuale di posizioni coperte (con un +2,3 per cento), mentre negli Stati della ex Repubblica federale l’aumento è stato più consistente (+ 3 per cento) con 3.444 contratti di formazione conclusi. Il che tradotto in numeri vuol dire che il numero di posti vacanti di apprendistato nella Germania Ovest, rispetto allo scorso anno, è diminuito del 5,2 per cento fino alla fine di settembre, mentre nella Germania Est circa 4.550 posti di apprendistato sono rimasti vacanti, con un aumento rispetto al 2016 di ben il 12,4 per cento.

Hans Peter Wollseifer © Zhd

Ciononostante non si lamenta troppo Hans Peter Wollseifer, il presidente dell’Associazione, ed ha lanciato un appello al futuro governo: «Siamo incoraggiati dai numeri. L’attrattiva per l’istruzione e la formazione professionale deve essere rafforzata. Occorre promuovere la formazione professionale in aggiunta alla formazione accademica. Dopo il successo del patto per l’istruzione, per il quale il governo federale ha investito miliardi ogni anno per la promozione dell’istruzione superiore, abbiamo finalmente bisogno di un patto di formazione».

Non tutti sono soddisfatti, come Dirk Hörr, proprietario di una concessionaria automobilistica di Erlangen, in Baviera: «Non vedo ripresa», si lamenta Herr Hörr. «Bisogna sporcarsi le mani, e oggi nessuno lo vuole fare», sostiene. Dal 2005 la quota degli apprendisti è quasi triplicata in Baviera, ma la quota principale degli apprendisti consiste ancora di studenti della scuola secondaria. Fino a due anni fa erano circa 364.000 coloro che avevano scelto un qualche tipo di Ausbildung, ma non sono sufficienti. In particolare alcuni settori sono carenti, come quello dei macellai. Steffen Schütze, uno di loro, ha dichiarato che negli scorsi due anni non un solo candidato lo ha contattato.

Lo scorso anno da un 24 a un 34 per cento dei posti di apprendistato sono rimasti vacanti. Il problema della scarsità di apprendisti non sarebbe neanche attribuibile alle retribuzioni, aumentate negli ultimi anni mediamente più dei salari dei lavoratori. Nel 2016 la media è stata di 859 euro mensili (un aumento del 3,5 per cento rispetto all’anno prima) negli Stati dell’Ovest della Germania, e di 807 in quelli dell’Est (con un aumento del 4,9). La retribuzione varia anche in virtù della professione e si va dai 618 euro al mese per un panettiere ai circa 1.000 per un muratore, un commerciante o un tecnico meccatronico (disciplina che unisce la meccanica, l’elettronica e l’informatica).

I dati mettono dunque in evidenza che la Germania, pur registrando un aumento dei tirocinanti, ha bisogno di manodopera in alcuni settori e in alcune Regioni più che in altre. Un suggerimento per i nostri disoccupati?

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Quanto guadagna un tirocinante

 

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