Mamme italiane. Migranti. Social.

Quant’era utile quel passaparola tra migranti le cui uniche cose in cui comune erano solo la provenienza e la destinazione geografica. Tanto bastava a generare fiducia. Italiani si fidavano (e si fidano) di italiani per muovere i primi passi alla conquista di una nuova vita più stabile nel luogo che si è scelto per ricominciare. Ed è ricorrendo ai connazionali che si ottiene di sapere come iscrivere alle liste di collocamento, far valere il proprio titolo di studio, accedere alla sanità pubblica, trovare un corso di lingua, oppure iscrivere i figli a scuola. Le mamme sono custodi privilegiate di tanto sapere e ancora di più oggi che lo dispongono per tutti. online.

Esistono siti, blog, infatti, che raccolgono le esperienze e l’amicizia di mamme italiane residenti negli angoli più disparati del mondo. Un bagaglio culturale comune a cui attingere per farsi forza, per dare coraggio e fiducia, per conoscere e permettere di conoscere nuovi stili di vita legati al ruolo di mamme a livello globale. Finestre che permettono di viaggiare anche per chi non ne ha la possibilità.

Questi blog costituiscono un ponte, per chi scrive ma anche per chi legge, tra il Paese che i nostri genitori ci hanno cucito addosso e quello in cui abbiamo scelto di vivere.

Amiche di fuso, ad esempio, è un magazine gestito da una decina di mamme provenienti da altrettanti Paesi: C’è Valentina dalla Germania, Federica dalla Thailandia e Nadia del Perù, come Elena da Dubai e Anna dalla Francia. In rete, e su WhatsApp, si incontrano insieme ad altre amiche per scambiarsi spaccati di stili di vita lontani da quella maniera della madre “made in Italy”.

“Amiche di fuso è la storia di tante donne diverse”, si presentano le mamme blogger, “per provenienza, città di adozione e fuso raccontando la vita in un Paese straniero, con tutte le sue difficoltà, curiosità, piaceri, vittorie e sconfitte”. Valentina, ad esempio, tempo fa ha raccontato del suo inesorabile cammino che la sta “tedeschizzando”.

Letture leggere, in molti casi. Per sorridere un po’. Ma anche risposte concreti ai dubbi delle “expats” e suggerimenti per sopravvivere a un cambio radicale di abitudini e permettendo ai propri bimbi di inserirsi in ambienti nuovi senza troppi traumi. Il cibo, i sistemi scolastici, come spingere al bilinguismo senza stressare. Ogni contributo è un pezzo della propria storia messo a disposizione. E in qualche caso si è persino rivelato un ignaro suggerimento a partire per qualche altra nuova amica di fuso.

Tatiana invece scrive da Bonn. Il suo blog è nato dopo la decisione di cercare fortuna altrove. “Da gennaio 2014 viviamo in Germania. Dopo averci provato in Italia, ora stiamo cercando di realizzare qui i nostri sogni perché siamo convinti del fatto che i confini siano solo quelli che poniamo a noi stessi e che l’impossibile sia ciò che non abbiamo ancora pensato”.

Espedienti di integrazione passano attraverso aneddoti legati a “cancellini contesi in classe” e a come un papà può insegnare a risolvere i contenziosi nel rispetto della propria indole culturale. I lettori non mancano, e nemmeno i commenti, dove un irrisolto confronto con l’Italia spesso riemerge.

Intanto in Tedeschia è invece il diario di Lara Gullen e della sua personale scoperta della Baviera insieme alla sua famiglia, composta da marito e figlioletto di circa due anni. Quali i luoghi imperdibili? Dove gustare un’ottima Brezel? Il blog è ancora un sussidio alla scoperta turistica su misura per famiglie con bimbi piccoli. E Ancora, una parola al giorno da imparare, che corrisponde a un pillola di “germanità”. Come la spiegazione del termine Armband, il braccialetto “Se mi perdo” con i dati dei genitori nel caso il bimbo si perdesse per poter facilmente ritrovare la famiglia. Chi lo conosceva in Italia…?

Anche in Einespressobitte l’autrice, Simona Ludderi, ripercorre le tappe di un espatrio e del percorso (per tutti inconcluso) di conciliazione tra luoghi comuni italiani e tedeschi da abbattere. Il tutto insieme al suo compagno di vita e un figlio “primo erede al mutuo”.

Blog nati nel tempo libero diventano in qualche caso fonte di guadagno. Drusilla e Mimma vivono in tutt’altra destinazione e sono le autrici di mamme nel deserto. Due donne si incontrano in Kuwait “nel deserto non solo fisico, ma anche metaforico” e si fanno compagnia. Espatriate per amore hanno fatto di questa amicizia anche un’occasione professionale. È stato pubblicato quest’anno infatti un libro su questa singolare esperienza, “un libro-testimonianza di cosmopolitismo”, nato dalla rielaborazione dei post di vita quotidiana delle due amiche.

Nel mondo moderno si può fare gruppo anche a molti chilometri di distanza. È la tecnologia bellezza.

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Amiche di Fuso

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