Horst Seehofer

Horst Seehofer © Kremlin.ru

La pressione indubbiamente è grande. Non solo ai confini degli Stati, ma anche sui media internazionali. Ovviamente stiamo parlando di quella generata dalle politiche adottate dai vari Paesi europei riguardo l’accoglienza ai rifugiati. È appena passata una settimana dall’accordo raggiunto all’interno dell’Unione tra la Cancelliera Angela Merkel (CDU) e il suo ministro degli Interni Horst Seehofer (CSU), ma la macchina politica e mediatica europea si è messa in moto con chiari intendimenti.

Innanzitutto le dichiarazioni di Seehofer di voler respingere al confine con l’Austria i rifugiati già registrati in un altro Paese dell’Unione che non avessero diritto all’asilo ha avuto come primo effetto la reazione della Repubblica guidata dal Cancelliere Sebastian Kurz (ÖVP), che dal primo di questo mese è anche alla guida dell’Unione Europea. Risultato? La dichiarazione di voler mettere controlli al confine con l’Italia per impedire che eventuali profughi arrivino nel Paese, e che di conseguenza vi rimangano. Tanto per iniziare tra oggi e venerdì la polizia austriaca ha annunciato controlli alle frontiere all’ingresso di alcune importanti valichi, tra i quali lo svincolo autostradale tedesco-austriaco di Kiefersfelden- Kufstein e, manco a dirlo, il Brennero. Secondo la polizia i veicoli dovranno rallentare per controlli visivi ad una velocità di 30 chilometri orari. «Vogliamo evitare il più possibile ingorghi al traffico», ha detto un portavoce

Brennero

Brennero © il Deutsch-Italia

della polizia provinciale del Tirolo. «Quando si lascia l’Austria non ci sono controlli», ha però precisato. Ma che sorpresa. Il motivo delle misure sarebbe la conferenza di due giorni dei ministri degli Interni della UE a Innsbruck, che si terrà il 12 e il 13 luglio. I controlli alle frontiere servirebbero per “sicurezza e ordine”, hanno spiegato sempre le autorità di polizia, che poi hanno specificato: «Stiamo cercando possibili disturbatori, non particolarmente migranti». E intanto hanno annunciato che per l’incontro dei capi di Stato e di governo della UE che si terrà il 20 settembre a Salisburgo, è prevista la possibile costruzione di una barriera “tecnica” di 400 metri di lunghezza. Per la serie: prevenire è meglio che curare.

Seebrücke

Seebrücke a Berlino © Youtube ARD 1000namen

Intanto contro quei cattivi del governo italiano, che hanno dichiarato chiusi i porti del Belpaese alle navi delle ong che soccorrono migranti nel Mediterraneo, sabato scorso sono scesi in piazza in diverse città tedesche e a Malta i sostenitori dell’associazione “Seebrücke, che si definisce “un un movimento internazionale, sostenuto da varie alleanze e attori della società civile”. Cosa questo voglia dire e chi ci sia alle spalle risulta un mezzo mistero, attualmente. Fatto sta che con cartelli con su scritto “Stop alle morti nel Mediterraneo”, piuttosto che “Immagina se nelle barche ci fosse la tua famiglia” in circa 12mila hanno sfilato per le strade di Berlino, molti meno (alcune centinaia secondo alcuni quotidiani tedeschi) a Francoforte sul Meno, Heidelberg, Lipsia e Monaco. Secondo Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni, riporta “Der Spiegel”, dovrebbero esserci più navi di soccorso sulla rotta del Mediterraneo per evitare che ci siano più morti. Questo anche se, secondo i dati diffusi dall’Organizzazione stessa, c’è un’inversione di tendenza negli sbarchi: il numero totale di rifugiati che sono arrivati in Europa attraverso il Mediterraneo è stato poco meno di 46.500 nella prima metà dell’anno. Si è quindi più che dimezzato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

AfD

AfD

Nel frattempo l’ultimo sondaggio effettuato dalla società Emnid per la “Bild am Sonntag” dà, a causa della disputa sulla politica dell’accoglienza degli ultimi giorni, l’Alternative für Deutschland, ad un livello record di consensi fra gli elettori tedeschi: il 17 per cento, stesso livello della Spd. L’Unione perderebbe due punti, raggiungendo solo il 30 per cento, ossia il peggior risultato da novembre. Nel complesso la Grosse Koalition raggiungerebbe il 47 per cento e non avrebbe più la maggioranza nel Bundestag.

In Italia, invece, non poca polemica sui media ha causato la campagna lanciata da don Ciotti, presidente di “Libera”, denominata #magliettarossa con la quale, simbolicamente, si vorrebbe “fermare l’emorragia di umanità”. Lo scrittore Roberto Saviano ha twittato: “Mettiamoci nei panni degli altri”, che ricorda molto lo slogan della “Seebrücke”. Il ministro degli Interni Matteo Salvini ha replicato all’iniziativa scrivendo su Facebook: «Che peccato, in casa non ho trovato neanche una maglietta rossa da esibire oggi…». Domani, invece, è previsto un “digiuno a staffetta”, con un presidio davanti al Parlamento che proseguirà per 10 giorni. Nel comunicato ufficiale c’è scritto che si tratta di un’iniziativa: “…per testimoniare con il digiuno contro le politiche migratorie di questo governo… È un crimine contro l’umanità, un’umanità impoverita e disperata, perpetrato dall’opulenta Europa che rifiuta chi bussa alla sua porta”.

Chissà cosa ne pensano gli altri samaritani dell’Unione europea.

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La manifestazione di Berlino di Seebrücke

© Youtube ARD 1000namen

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