Il Programma per la valutazione internazionale dell’allievo (Programme for International Student Assessment, meglio noto con l’acronimo P.I.S.A.), è una indagine internazionale promossa OCSE, nata nel 2000, con lo scopo di valutare con periodicità triennale il livello di istruzione degli adolescenti dei principali paesi industrializzati. Facendo riferimento ai risultati di tali test, la Germania ha cambiato nel corso degli anni il proprio ordinamento scolastico e, secondo un’indagine della Fondazione Bertelsmann, con risultati piuttosto apprezzabili.

La ricerca, portata a compimento assieme alla Technische Universität di Dortmund e all’Università di Jena, ha messo in rilievo come negli ultimi 15 anni il sistema scolastico tedesco sia cambiato, in meglio nella media, ma ancora con qualche notevole differenza tra Land a Land. Tra i fattori che ancora costituiscono un ostacolo ad una crescita indifferenziata c’è l’estrazione sociale e il luogo di provenienza degli alunni.

Tasso di abbandono in base alla provenienza di origine straniera

Mediamente dal 2002, la percentuale di abbandono scolastico in Germania è scesa dal 9,2 al 5,8 per cento. Inoltre, quindici anni fa, soltanto il 38 per cento degli studenti arrivava ad un livello tale di scolarizzazione da affrontare poi studi universitari; oggi il 52 per cento lascia le scuole superiori avendo conseguito la maturità. A Berlino, Brema, Amburgo, nel Saarland e Schleswig-Holstein oggigiorno l’85 per cento delle classi consente un accesso diretto alla maturità. In questi anni il tasso di frequenza della scuola a tempo pieno è passato dal 10 al 40 per cento.

Altro capitolo che ha visto un miglioramento rispetto al passato è quello dell’integrazione scolastica per i ragazzi che necessitano di supporto di sostegno. Aderendo ad una convenzione dell’Onu sulle disabilità, la Germania ha visto aumentare il numero degli studenti che frequentano corsi di studio regolari, anziché una scuola speciale (Förderschule). Nel 2002 era infatti solo uno studente su otto che lo poteva fare, oggi è uno su tre. La percentuale degli studenti che frequentava gli istituti speciali era del 4,8, mentre oggi è un poco calata, arrivando al 4,6 per cento. In questo campo i progressi da fare sono ancora molti e, per una volta, c’è da dire che la nostra legislazione in merito è tutt’ora molto più all’avanguardia di quella tedesca. Da noi la figura dell’insegnante di sostegno all’interno dei normali istituti scolastici è presente già da diversi anni. Altra cosa è se le ore messe loro a disposizione dagli scarni budget della Scuola italiana sono in continuo calo. La frequentazione di queste scuole speciali nel Paese della Cancelliera Merkel è tuttavia fortemente differenziata da Stato a Stato: solo l’1,5 per cento degli studenti frequenta a Brema una scuola speciale, in Meclemburgo-Pomerania occidentale sono ancora quasi il 7 per cento. Nel Brandeburgo solo il 4 per cento degli studenti stranieri non finiscono gli studi, mentre in bassa Sassonia Questa percentuale sale al 27 per cento.

L’abbandono scolastico è sì genericamente diminuito, ma è leggermente aumentato quello degli studenti di origine straniera (12,9 per cento). Da noi, in Italia, è un fenomeno che interessa il 17,6 per cento dei giovani (31,3 fra i nati all’estero), ossia circa 750 mila ragazzi, contro una media europea del 12,8 per cento. Un costo sociale, ma anche economico ingente per la collettività, stimabile in circa 70 miliardi di euro ogni anno, pari al 4 per cento del Pil. Un dato che allontana il nostro Paese dall’obiettivo europeo del 10 per cento previsto entro il 2020.

.

Il sistema scolastico tedesco

Print Friendly, PDF & Email