Roger Moore Barbara Bach

Sembra la storia tratta dall’omonimo romanzo di Ian Fleming, da cui fu tratto a sua volta un famoso film della fortunata serie sull’agente segreto “007”. Invece è una storia vera, accaduta realmente, come riporta la “Süddeutsche Zeitung” nella sua edizione bavarese. L’ambientazione è in Lettonia, una delle repubbliche baltiche, e più precisamente a Riga, la capitale. Qui venne mandato un agente del Bundesnachrichtendienst (BND), il servizio segreto per l’estero della Germania, per ricoprire l’incarico direttivo dell’ufficio locale. L’uomo, oggi 55enne, incontrò una donna affascinante ad un ricevimento e fra i due iniziò una relazione. Ma si sa, la vita da spia non è facile, e prima di proseguire in quella che poteva essere un’avventura pericolosa prese informazioni sulla donna, attraverso i servizi segreti lettoni. Tutto a posto, la signora risultava essere “pulita”, come si direbbe in gergo.

La sede dei Servizi a Berlino

Tutto è bene ciò che finisce bene, si potrebbe pensare. E invece no. La faccenda è finita in tribunale. Come a dire, dalle lenzuola alle carte bollate. Il motivo del contendere? Il novello “Romeo” sarebbe stato reo di non aver rispettato la procedura burocratica nell’avvisare i propri superiori, e per questa ragione subì dure reprimende, oltre che un trattamento a suo parere discriminatorio che gli arrecò gravi disturbi depressivi e di salute in genere.

Così si è finiti prima in giudizio presso la Corte di Monaco di Baviera, poi in Appello e ora il caso è dinanzi alla Corte suprema di giustizia federale. Peraltro i fatti di cui si sta parlando risalgono a quando la Repubblica lettone faceva già parte della Nato e dell’Unione europea, quindi il trasferimento dell’agente, a seguito della sua presunta negligenza, sembra avere il sapore di provvedimenti di altri tempi, quando le misure cautelari per eventi del genere risultavano essere senz’altro più giustificati.

Casi come questo a parte, i servizi segreti tedeschi non godono di vita facile ultimamente. Giovedì prossimo, infatti, la Cancelliera Merkel dovrà testimoniare davanti alla commissione d’inchiesta sui “servizi”, in merito al caso che la vide coinvolta in prima persona nel 2013, allorquando fu scoperto che il suo cellulare, e quello di molte altre persone, era tenuto sotto controllo dai servizi segreti statunitensi. Le informazioni, venute alla luce anche grazie alle rivelazioni dell’ex agente degli Usa Edward Snowden, hanno costituito un caso politico di non poco conto per il Governo della Cancelliera, visto che a spiarla era il grande alleato di sempre.

Edward Snowden © CC BY-SA 3.0 Wikileaks

Non è mai stato chiarito il coinvolgimento dei servizi segreti tedeschi riguardo l’appoggio e lo scambio di informazioni con l’intelligence americana, e critiche feroci sono arrivate all’operato dell’Unione da parte dei Verdi e della Linke. Perfino il presidente della Commissione d’inchiesta parlamentare, il cristiano democratico Patrick Sensburg, ha espresso sospetti circa la scarsa chiarezza tenuta dai “servizi” nei confronti del Parlamento. Alcuni membri del Governo, fra cui il ministro degli Interni, Thomas de Maizière (Cdu) e quello della Giustizia Heiko Maas (Spd), sembra che fossero stati messi a conoscenza, dall’ufficio del Procuratore federale, dei casi di spionaggio “condiviso” tra i due “servizi”. Solo nel settembre del 2015, a seguito di notizie rese pubbliche dalla “Sueddeutsche Zeitung”, dalla “Ndr” e “Wdr”, il Comitato per il controllo dei “servizi” del Parlamento fu informato per la prima volta in modo completo. Fino ad allora le operazioni di spionaggio erano state trattate, anche all’interno della Cancelleria, come una cosa segreta.

Finora gli incontri sulla faccenda delle operazioni dei “servizi” ha visto circa 130 udienze parlamentari. In nessuna di queste è stato ascoltato lo stesso Snowden. Ora più che mai sarebbe un ospite scomodo per la Cancelliera in vista delle elezioni di settembre.

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007 – La spia che mi amava

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