La plastica è senz’altro una delle scoperte più utili e contestate del secolo scorso. La sua quasi indistruttibilità ne fa un materiale altamente nocivo per l’ambiente e per tutta la catena biologica planetaria. Ora sembra esser diventata un problema anche per l’acqua potabile di tutto il mondo.

Secondo il sito orbmedia.org, società no-profit americana, che ha analizzato 159 campioni di acqua potabile provenienti dai cinque continenti, ben l’83 per cento di questi conteneva significative particelle di plastica. Per la precisione ben il 94 per cento di quelli provenienti dagli Stati Uniti, il 74 per cento di quelli europei, il 76 dall’Indonesia, l’82 dall’India, l’81 dall’Uganda, il 75 dall’Ecuador e ben il 94 per cento dal Libano.

Le minuscole particelle di plastica, piccole un decimo di millimetro, sono state riscontrate da ricercatori che hanno analizzato in laboratorio i campioni di acqua. Tali micro-particelle si possono diffondere nell’Ambiente dalle fibre artificiali durante i lavaggi. Tuttavia i metodi di rilevamento delle stesse in laboratorio è stato contestato, essendo possibile che tali particelle potessero venire dall’aria degli ambienti non sterili dei laboratori che le hanno analizzate.

Parlando della Germania, l’acqua tedesca proviene per l’80 per cento da fonti sotterranee e la probabilità di contaminazione è molto bassa. Secondo il giornale “Bild”, le particelle riscontrate sarebbero solo 2,5 ogni mezzo litro d’acqua potabile. Questo farebbe sì che sia molto poco probabile che possano essere un pericolo per la salute. La media mondiale si aggira invece sulle 4,34 particelle ogni litro d’acqua, dunque un po’ più bassa di quella tedesca.

Secondo quanto riportato dal giornale di Amburgo, il Campidoglio di Washington ha nella sua acqua potabile ben 29,6 particelle per litro, mentre la Trump Tower di New York solo 3,68. E in Germania? Il campione analizzato dell’acqua del Bundestag di Berlino ha riservato la sorpresa di essere esente da tali particelle, mentre l’acqua di Amburgo e Dortmund ha fatto registrare 2,5 micro-particelle ogni mezzo litro d’acqua, da cui si è tratta la media nazionale.

Secondo il prof. Gerd Liebezeit, biologo marino, «le minuscole particelle di plastica possono provocare danni al fegato e a livello cellulare negli esseri marini. Nell’acqua si comportano come un veleno, trasportando inquinanti».

Il mondo sforna ogni anno 300milioni di tonnellate di plastica. Oltre il 40 per cento di questa massa viene usato una volta soltanto, a volte per meno di un minuto (come, ad esempio, le cannucce di plastica), e poi buttato via. La plastica entra nell’acqua potabile o attraverso l’abrasione dei tubi i pvc, o attraverso le pompe, oppure dalle acque reflue non filtrate dove le particelle sono andate a finire, ad esempio, dai lavaggi di capi sintetici. Sono circa 8 i milioni di tonnellate di plastica che ogni anno entrano negli oceani, i fiumi e i laghi in tutto il mondo. Mentre sono da tre a dieci tonnellate ogni anno le particelle di plastica che si depositano sulle nostre città semplicemente viaggiando nell’aria. L’uomo ha prodotto più plastica negli ultimi 10 anni che in tutto il secolo passato.

Se l’acqua corrente è contaminata da microfibre di plastica, di conseguenza potrebbero esserlo anche tutti gli alimenti che si preparano con l’acqua (pane, pasta, zuppe) e che noi mangiamo. Ma che influenza può avere la plastica sul nostro organismo? Gli studi dimostrerebbero che particelle di tale dimensione, come quella presa in esame dall’analisi, possono migrare attraverso la parete intestinale e viaggiare verso i linfonodi e altri organi corporei.

L’Italia non compariva fra le nazioni in cui sono stati prelevati i campioni, però il quotidiano “la Repubblica” ha prelevato tre campioni di acqua dalle fontane pubbliche di Roma, al Colosseo, a San Pietro e a Piazza Navona, e li ha spediti all’Istituto di ricerca sulle acque (Irsa), dove un metodo più sofisticato rispetto a quello usato dall’Università del Minnesota nello studio di Orb Media, non ha trovato fibre di microplastica.

.

Lo studio di Orb Media

Print Friendly, PDF & Email