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In Germania, i valori limite di emissione per gli ossidi di azoto imposti dalla Comunità europea sono regolarmente superati in più di 60 comunità. La causa principale sono i motori diesel, spiegano gli esperti, il cui numero è aumentato in maniera consistente negli ultimi anni. I motori a diesel, soprattutto quelli vecchi, possono arrivare a produrre fino a 1.000 volte più ossidi di azoto (NOx) e polveri sottili rispetto a quelli a benzina.

Per ridurre le emissioni dannose, due anni fa le associazioni ambientaliste tedesche, insieme alle comunità stesse, hanno chiesto al Governo di Berlino di introdurre la cosiddetta “vignetta blu”, un contrassegno per distinguere i mezzi a motore diesel di ultima generazione (Euro 6) da quelli più vecchi. La misura avrebbe dovuto impedire ai mezzi troppo inquinanti l’accesso alle zone più centrali dei centri urbani, migliorando così la qualità dell’aria.

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Il ministero per i Trasporti dell’ultimo Governo Merkel ha bocciato la proposta: un divieto di circolazione avrebbe conseguenze poco gradevoli sugli affari dell’industria automobilistica, che in Germania esercita grande influenza sulla politica. Escludere i diesel dal mercato avrebbe dei costi immensi per l’industria, che dovrebbe eliminarli o comunque limitarli nella produzione. Le tedesche Volkswagen, BMW, Audi, Porsche sono tra le maggiori case automobilistiche del mondo, hanno la loro patria in Germania e costituiscono una forza economica di non poco conto.

Dedy © David Ausserhofer Deutscher Städtetag

Secondo il presidente dell’Associazione delle città tedesche, Helmut Dedy, Berlino ha per la vignetta blu la stessa considerazione che “il diavolo ha per l’acqua santa”: da quanto riporta la versione online dell’autorevole “Der Spiegel”, l’avversione di Merkel & Co. avrebbe a che fare con “il grande riserbo” che la politica tedesca mostra nei confronti della lobby automobilistica.

Le case automobilistiche, da parte loro, vedono nella misura un qualcosa di dittatoriale e di espropriazione nei confronti di chi possiede diesel, che non potrà più muoversi in futuro come di consueto. Per Stephan Weil (SPD), presidente del Niedersachsen Anhalt, l’aggravio nei confronti dei proprietari di diesel è esagerato. “Der Spiegel” ricorda che Weil siede nel Consiglio di vigilanza di Volkswagen: case automobilistiche e politica si incontrano spesso in Germania.

Stephan Weil © CC BY-SA 4.0 SPDNDS

Ed è così che qualche settimana fa l’Ente per la difesa dell’ambiente e dei cittadini Deutsche Umwelthilfe e.V ha denunciato ufficialmente le città stesse: i governi regionali dei Länder incriminati sono stati messi sotto pressione dai tribunali amministrativi locali, e i magistrati chiedono alle città di riportare gli standard dei gas di scarico nella norma, ad ogni costo, pena delle multe molto salate. Anche la Commissione europea segue da vicino la situazione ed è sul piede di guerra.

La parola passa ora alla Corte federale amministrativa di Lipsia: sulla base dei casi di Stoccarda e Düsseldorf, la Corte deciderà martedì prossimo se il divieto di circolazione per i motori diesel può diventare legge. Secondo uno studio pubblicato dall’Università di Duisburg, il divieto di circolazione per i motori diesel potrebbe essere introdotto in una decina di città tedesche, le più inquinate, tra cui Monaco, Stoccarda, Colonia, Amburgo.

Secondo l’Associazione delle città tedesche, il Governo di Berlino sta solo temporeggiando ed è sicura di una decisone della Corte a favore del limite per i motori diesel. La polizia tedesca, da parte sua, non ritiene possibile attuare questo divieto per mancanza di personale: un controllo effettivo del traffico non sarebbe gestibile dalle forze di polizia, spiegano i sindacati, per come sono organizzate ora.

Pur di non accettare il compromesso del divieto di circolazione e non entrare in contrasto con le case automobilistiche, il Governo tedesco ha di recente proposto l’introduzione di mezzi pubblici gratuiti in quelle città in cui le soglie di emissioni gas siano superate. La proposta è stata giudicata lontana dalla realtà e inefficace: per pianificare e costruire nuovi mezzi pubblici serve troppo tempo, e soprattutto soldi e permessi che non è facile avere. La parola passa ora al tribunale: la Corte si è aggiornata a martedì prossimo e la Germania aspetta con curiosità il verdetto. Dopo gli scandali sui meccanismi di certificazione dei motori e sui test condotti su esseri viventi dalle case automobilistiche, l’opinione pubblica è molto attenta.

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Mezzi pubblici gratis nelle città tedesche?

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