Hermann Gröhe © CC BY-SA 3.0 Laurence Chaperon

L’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) ha anche quest’anno indetto una campagna per incentivare le vaccinazioni (24-30 aprile). Quello dei vaccini è un tema molto controverso, soprattutto in Italia, che vede coinvolte parti favorevoli e contrarie al loro utilizzo.

Anche la Germania partecipa a tale evento, che è stato l’occasione per fare il punto sulla diffusione di alcune malattie, in particolare del morbillo. Per questa malattia esantematica è preoccupato il “Robert Koch Institute” (Rki) di Berlino che ha segnalato nei primi tre mesi dell’anno 410 casi nel Paese, ossia 85 casi in più dell’intero 2016. Tali numeri hanno allarmato anche il ministro federale per la Salute, Hermann Gröh (Cdu), che ha lanciato un appello ai suoi connazionali affinché si vaccinino e, soprattutto, vaccinino i propri figli: “Abbiamo bisogno di uno sforzo comune della professione medica, delle scuole, degli asili, delle imprese e, naturalmente, delle famiglie, in modo che il morbillo in Germania appartenga al passato. Poiché tutti dobbiamo condividere una responsabilità per sradicare il morbillo”.

Nel 2013 i contagiati dal morbillo nel Paese della Cancelliera Merkel erano 1.800. Due anni dopo erano saliti a 2.400, di cui ben 1.200 nella sola Berlino dove, in particolare in quartieri come Prenzlauer Berg (il quartiere con il più alto tasso di natalità d’Europa), i genitori sembrano essere particolarmente restii a vaccinare i propri figli. Anche nella terra di Goethe il dibattito sull’obbligatorietà delle vaccinazioni si è fatto sentire, anche in passato. Dopo la Präventionsgesetz, ossia la “legge sulla prevenzione”, emanata nel 2015, devono essere verificati tutti gli esami di routine per bambini, adolescenti e adulti, e gli asili nido hanno il diritto legale di chiedere il parere di un medico prima di accettare un bambino. Infatti i bambini non vaccinati che abbiano contratto il morbillo possono essere esclusi dalla scuola temporaneamente. Inoltre, le autorità sanitarie possono emettere pareri inerenti l’assunzione di dipendenti, in base alle vaccinazioni richieste.

I dati delle vendite dei vaccini sottolineano un calo che preoccupa il Ministero competente: nel 2016 sono state 1,9milioni le dosi vendute, per un valore di 122milioni di euro, secondo l’Arbeitsgemeinschaft deutscher Apothekerverbände (Abda), ossia l’associazione delle farmacie tedesche. L’anno prima erano state vendute dosi per un valore di 142milioni di euro, con un calo quindi lo scorso anno del 18 per cento in termini di quantità e 14 per cento in valore economico. “Spesso i richiami dei vaccini vengono effettuati con ritardo, inficiando quindi la copertura della prima dose”, si è lamentato Lothar H. Wieler, presidente del “Robert Koch Institute”. Affinché si possa dire che la popolazione sia effettivamente coperta contro possibili epidemie occorre, infatti, che almeno il 95 per cento della popolazione abbia fatto entrambe le dosi, cosa questa che avviene attualmente solo nel Brandeburgo e nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore. Gli altri Länder tedeschi raggiungono circa il 92,5 per cento della totale copertura.

Sono otto i Paesi europei, tra cui la stessa Germania, dove nelle ultime settimane c’è stato un aumento dei casi di morbillo. La più colpita è la Romania, poi ci sono il Belgio, la Francia, l’Italia e la Polonia, in cui questa malattia è endemica. Su 3.446 casi verificatisi dal settembre dello scorso anno, per fortuna, solo 17 sono risultati mortali. I focolai più numerosi (728) si sono avuti nella contea di Caras-Severin, al confine con la Serbia.

A parziale compensazione c’è da dire che in Germania sono diminuite altre malattie, quali il tetano, la difterite, l’emofilia, la poliomielite ed l’epatite B.

In Italia, secondo i dati diffusi dal ministero della Salute, al 16 aprile 1.603 sono stati i casi di morbillo dall’inizio dell’anno, di cui l’88 per cento fra soggetti non vaccinati. Il 39 per cento lo si è dovuto ricoverare in ospedale.

Vaccinarsi è importante, ed io le feci tutte le vaccinazioni obbligatorie, anche se il morbillo, mi raccontò mia madre, mi colse all’età di un mese di vita, con 40 gradi di febbre. Sono stato fortunato? Può essere, ma non avrò mai la certezza che non fossi predisposto geneticamente a sopportare meglio quel tipo di virus.

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Morbillo: è importante vaccinarsi?

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