Che ci si trovi su un mezzo pubblico, in viaggio in treno o seduti sulla panchina di un parco per consumare la pausa pranzo, un buon libro dovrebbe essere un bagaglio indispensabile per chiunque. Usare il condizionale è d’obbligo, visti i disperanti dati sulla lettura pubblicati dall’Istat a fine dicembre 2017 e rilanciati da tutte le agenzie di stampa italiane, i quali fotografano un’Italia dove ci sono ben 4 milioni di lettori in meno rispetto al 2010.

Molti daranno la colpa al costo dei libri diventato sempre più proibitivo nell’infelice contesto economico italiano, ma questa tesi sarà fortemente osteggiata dai lettori di “e-book” e dagli assidui compratori presso le grandi catene di librerie dove i prezzi sono alla portata di qualsiasi tasca, anche di quelle ormai bucate di molti italiani. Dunque, il peggior indiziato di questo misfatto ai danni della lettura sembrerebbe essere anche l’aumento del tempo passato sui social network come Facebook, Twitter e Instagram, a caccia di “like” all’ultimo “selfie” scattato nella toilette o dell’ultima polemica scoppiata nel mondo della politica o della cronaca rosa. Eppure, ogni assiduo frequentatore dei social network non può non constatare come ci si possa imbattere, tra un post e l’altro dei propri contatti, in almeno una citazione di “Verrà la morte e avrà i tuoi occhi…” di Pavese (tra gli autori più inflazionati) e il consiglio della lettura di questo o quel libro. In effetti, se da un lato i social network monopolizzano l’attenzione della maggior parte di chi ha un pc o uno smartphone, dall’altro presentano una variegata gamma di contenuti che pongono la conoscenza della letteratura italiana e straniera a portata di “click” di tutti gli utenti, tanto che ormai si sono creati veri e propri luoghi di incontro virtuali che promuovono la passione per la lettura.

© GfK

Molti lettori italiani e stranieri, per esempio, si ritrovano quasi giornalmente ad interagire con gli “hashtag” di Casa Lettori, l’account ideato da Anna Maria Patti che quotidianamente entra in “tendenza Twitter” con il tema letterario del giorno. Anche Facebook fa la sua parte con le tante pagine di lettura disponibili come la popolatissima “Leggere libri” che conta circa 280mila like, la “Lettrice Rampante”di Elisa Ponassi, editor e traduttrice freelance che intrattiene con recensioni e punti di vista personali ben 10mila iscritti, “La Setta dei Poeti Estinti” dove il creatore, il giornalista Emilio Fabio Torsello, ogni giorno fa partecipi i suoi 25mila follower delle più belle citazioni estrapolate dai volumi di cui si compone la sua invidiabile libreria.

Claudio Cantini

A creare invece l’agorà di librofili virtuali più famosa di Facebook è stato il signor Claudio Cantini, un ex direttore di banca, ormai in pensione, con la passione per la lettura, che dal 2013 gestisce il gruppo “Un libro tira l’altro ovvero il passaparola dei libri, dove giornalmente molti membri “postano” diversi contenuti: dalla semplice e concisa recensione di chi ha appena finito di leggere un libro, a domande che aprono vere e proprie discussioni come: «Mi consigliate un libro per far interessare la mia figlioletta adolescente alla lettura?». E ancora: «Dove comprate i vostri libri? In libreria o su internet? Libro tradizionale o e-book?»

Qual è la ricetta del successo dell’iniziativa del signor Claudio? Noi de “il Deutsch-Italia” abbiamo tentato di scoprirlo ponendogli alcune domande di persona.

Come è nata in lei l’idea di un gruppo sui libri? Immaginava che avrebbe riscosso così tanto successo?

«Il gruppo è nato quasi per caso, ho sempre amato la lettura ed ho pensato di confrontarmi con altri lettori per condividere idee e riflessioni sui libri. Nel 2013 ho voluto creare una pagina su Facebook e, successivamente, il gruppo per offrire uno spazio aperto a chiunque avesse questa mia passione, una sorta di caffè letterario virtuale (e popolare) libero, privo di pubblicità e di interessi editoriali. Onestamente non mi aspettavo un tale successo, ma ne sono molto lieto. Non è vero che sui social non si legge, questo gruppo ne è un esempio eclatante».

Il gruppo attualmente conta più di 100mila iscritti. Molti si limitano a leggere i post altrui o ad intervenire con qualche “like” o altra emoticon, ma tantissimi membri intervengono con post, commenti, discussioni. Come riesce a gestire un numero così vasto di persone? Soprattutto ai fini del regolamento posto in evidenza sulla pagina del gruppo.

«Credo che il suo punto di forza possa identificarsi nell’autoregolamentazione, grazie ai concetti di libertà di espressione e di rispetto reciproco: ogni iscritto sa di potersi esprimere liberamente (nei limiti della correttezza e del rispetto) e di ricevere commenti adeguati e civili, per questo comportamenti non graditi vengono rapidamente rintuzzati sia dai partecipanti stessi alla discussione sia – se necessario – dal moderatore, l’insostituibile Valentina Leoni che dal 2015 collabora alla gestione del gruppo con competenza, fermezza e grande cortesia. I post vengono controllati più volte al giorno, anche su segnalazione degli iscritti, e dopo quasi 5 anni di attività possiamo affermare di essere abbastanza rodati».

Il regolamento del gruppo prevede la regola del divieto di introdurre contenuti esterni, compresi quelli di editori, di giornali, di blogger appassionati di lettura. Qual è il motivo di questa selezione preventiva?

«Il gruppo funziona in diretta e rappresenta le opinioni personali dei lettori, si scrive quello che si pensa sul momento senza andare a riprendere cose già scritte e pubblicate su altre pagine, blog, siti e quant’altro, peraltro con una media stimata di circa 160 post e di oltre 3.000 commenti al giorno i rimandi rallenterebbero notevolmente la lettura; il regolamento che vieta la pubblicità, l’autopromozione, l’inserimento di link, la condivisione di post, immagini, persino di profili personali a volte viene ritenuto troppo rigido, ma a nostro avviso è il “quid” che fa la differenza e che risulta gradito alla maggioranza degli iscritti.

Molta attenzione viene data anche ai non vedenti che sono molto attivi sui social con particolari regole per la compilazione dei post che devono sempre riportare in corsivo titolo e autore, oltre alla semplice foto del libro in modo da permettere loro di visualizzare la scrittura tramite strumenti e programmi appositi di lettura».

Quale titolo della letteratura tedesca si sentirebbe di consigliare ai lettori del DI?

«Io personalmente ho apprezzato “Narciso e Boccadoro” di Hermann Hesse, “Il profumo” di Patrick Süskind, “La Marchesa di O…” e “Michael Kohlhaas” di Heinrich von Kleist, “L’amico ritrovato” di Fred Uhlman, “La montagna incantata” e “Tonio Krgöer” di Thomas Mann».

Esistono gruppi di lettura virtuali anche in Germania, ma nessuno sembra eguagliare il successo di quello italiano. La maggior parte dei gruppi sul Facebook tedesco, infatti, conta non più di 16mila membri circa e la pagina di lettura più famosa, “LovelyBooks – Der Treffpunkt für Leser, Autoren und Verlage, con sede a Monaco di Baviera, supera di poco i 50mila follower. Ciò sembrerebbe dar ragione all’ultima indagine online condotta dall’agenzia tedesca di marketing GfK in ben 17 Paesi, secondo cui l’Italia è una delle nazioni che legge di più insieme a Gran Bretagna e Spagna, subito dopo le prime due della classe, Cina e Russia, mentre la Germania si trova al centro della classifica dopo Messico, Argentina e Brasile.

Al di là delle statistiche, rimane il fatto che, sia che si venga a conoscenza di un autore o del titolo di un libro attraverso un caffè letterario virtuale o attraverso il consiglio di un amico reale, la lettura dovrebbe diventare una piacevole abitudine per chiunque, a prescindere dal grado di istruzione posseduto, quale momento di arricchimento che consente di “viaggiare senza avere la seccatura dei bagagli”.

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Leggere è viaggiare senza la seccatura dei bagagli…

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