kinder_05Stando a Renate Künast, esponente del partito dei Verdi, ex-ministro dell’Agricoltura e attuale presidente della Commissione per la difesa dei consumatori al Bundestag, le autorità tedesche che si occupano della sicurezza dei generi alimentari avrebbero dovuto intervenire immediatamente nei confronti della Ferrero. Avrebbero dovuto farlo subito dopo la pubblicazione dell’articolo del “The Sun” sullo scandalo delle uova “Kinder Sorpresa” che la Ferrero produce, in parte, in Romania sfruttando, stando al quotidiano britannico, la manodopera locale con una paga da fame e servendosi anche del lavoro minorile.

kinder_11L’articolo del giornale britannico boulevard aveva pubblicato a sostegno della sua tesi una fotografia nella quale si vede una donna che aiutata dai suoi figli sta confezionando in capsule di plastica quelle sorprese che i bambini trovano quando aprono le uova al cioccolato Kinder. A questo punto la Künast, dando per scontata a priori l’attendibilità dell’articolo, in un’intervista rilasciata al quotidiano “die Welt” sostiene che due sarebbero stati gli aspetti da chiarire senza indugio: da un lato lo sfruttamento del lavoro minorile e, dall’altro, le condizioni igieniche in cui il confezionamento delle capsule si sarebbe svolto. Va da sé, secondo la Künast, che in attesa dell’urgente e doveroso chiarimento, le uova “Kinder Sorpresa” della Ferrero avrebbero dovuto essere subito eliminate dagli scafali dei negozi in tutte le città della Germania. Non ci vuole molta fantasia per capire la portata dei danni che un intervento delle autorità federali di Berlino avrebbe potuto causare all’immagine della Ferrero e alle vendite dei suoi prodotti nell’attuale clima prenatalizio. Cosa avrebbero mai potuto dire le mamme tedesche ai loro bambini che volevano le uova Ferrero con la sorpresa? Che non potevano mangiarle perché i bambini romeni le avevano toccate con le loro mani sudice? Per fortuna, come molte altre volte nelle sue iniziative politiche, alla Künast é andata piuttosto male.

Persuasive smentite

kinder_09I chiarimenti da parte dei genitori dei bambini, da parte delle autorità romene e da parte della Ferrero sono arrivati a sorprendente velocità, e in modo assolutamente convincente e persuasivo. La madre dei bambini, che abita nella città di Carei nel nord della Romania, ha chiarito che i suoi bambini erano accanto a lei nell’aiutarla nel confezionamento delle uova Kinder su espressa richiesta del fotografo che accompagnava il giornalista, dichiaratosi inviato dalla Ferrero con l’incarico di scrivere un bel articolo pubblicitario sulle uova al cioccolato.

kinder_13Dal canto loro, le autorità romene della città di Carei e la direzione della scuola frequentata dai bambini hanno negato che vi potesse essere un qualsiasi fondo di verità nella versione accreditata dal giornale britannico, assicurando che i bambini frequentavano regolarmente la scuola con regolare profitto, e che quindi in nessuno modo avrebbero potuto lavorare 13 ore al giorno al confezionamento delle uova come The Sun aveva scritto. Anche la direttrice della scuola di Carei, Marianna Dragos, ha precisato, nei confronti dell’agenzia di stampa Agerpres, che i bambini non sarebbero mai stati in grado di frequentare regolarmente la scuola o l’asilo se avessero lavorato. La direzione centrale della Ferrero, a sua volta, dopo aver inviato a Carei i suoi rappresentanti, ha reso noto di aver immediatamente chiuso il suo rapporto con la Prolegis, subfornitore romeno della Ferrero, per la quale la donna lavorava, precisando che, comunque, le motivazioni della decisione non avevano nulla a vedere con il problema dello sfruttamento del lavoro minorile, che non avrebbe mai avuto luogo. Quel che di certo per il momento si puó dire è che il subfornitore romeno della Ferrero in un qualche modo non ha rispettato le causole del contratto di fornitura firmato con la Ferrero.

kinder_15La stampa tedesca, dopo le scomposta reazione della Künast, ha reagito nel complesso in modo corretto e che anche l’opinione pubblica tedesca ha ammesso che piú rapidamente di cosí la Ferrero non poteva chiudere il suo rapporto di lavoro, dopo l’ultimo controllo eseguito nel maggio di quest’anno non aveva dato adito ad alcun reclamo. A commento di un articolo pubblicato dalla F.A.Z. di Francoforte, più di qualche lettore ha ricordato che nel settore agricolo tedesco i bambini possono aiutare i genitori tre ore al giorno senza che ciò comporti trasgressione alcuna delle leggi vigenti tedesche o europee. Se così stanno le cose, e nessuna associazione degli agricoltori, nè alcuna camera artigiale, nè alcuna chiesa cattolica o evangelica si è mai sognata di protestare, ci sia permesso di chiedere, per quanto riguarda il caso romeno delle uova Kinder Ferrero, se le ore di lavoro non fossero eventualmente soltanto tre, come la legge consente, e non invece tredici come denunciato dal “The Sun”, un giornale che spesso e volentieri viene chiamato in tribunale a rispondere delle sue scandalistiche cronache.

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Kinder sorpresa, uno scandalo?

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