ABBA Rotterdam 1979 © Pereira, Fernando Anefo DNA Wikipedia CC BY-SA 3.0 nl

Chiunque abbia vissuto gli anni ’70 dello scorso secolo non può non riconoscere come parte della colonna sonora che ha accompagnato la propria vita quella fatta delle canzoni del gruppo musicale svedese degli ABBA.

Un acronimo, quello della band, formato dalle lettere iniziali dei nomi dei componenti il quartetto: Agnetha Fältskog, Björn Ulvaeus, Benny Andersson, e Anni-Frid Lyngstad (meglio conosciuta come “Frida”). Peraltro l’idea del nome del gruppo venne ad un fotografo tedesco, Wolfgang Heilemann, durante le pose per la copertina della rivista “Bravo”.

Ora, come riporta la “Rheinsche Post”, la più blasonata etichetta musicale tedesca, la “Deutsche Grammophon, il tempio discografico indiscusso per tutti gli amanti della musica classica, ha deciso di pubblicare un cd molto particolare, dal titolo “Piano”. Autore ed esecutore delle musiche? Benny Andersson, il pianista del gruppo svedese.

L’autore dell’articolo, Wolfram Goertz, non sembra aver apprezzato la mossa della casa discografica tedesca, nonostante la celebrità del pianista. Non risparmia bordate il collega alla prestigiosa etichetta musicale tedesca, definendo quello della pubblicazione del disco «un atto di disperazione» dovuto ai bilanci in rosso. E non risparmia, ovviamente, il cd definendolo «un disastro artistico».

Un vero peccato, verrebbe da dire, pensando a quante belle canzoni sono state suonate da Andersson.

Gli ABBA si costituirono come gruppo intorno al 1970. Il loro successo fu tale da fargli vendere oltre 300milioni di dischi in tutto il mondo. Lunghissimo il numero dei brani famosi che fecero cantare mezzo mondo: da “Say It With a Song” a “Waterloo”, da “Dancing Queen” a “S.O.S.”, da “Mamma mia” a “Money, money, money”, solo per citarne alcune. Diventarono un mito e tale sono rimasti nel ricordo di vecchie e nuove generazioni. Il gruppo si sciolse definitivamente nel 1982, ma la sua fama continuò e continua ancora a lungo. Nel 1992 uscì ABBA Gold: Greatest Hits, che divenne un enorme successo commerciale. Ad oggi l’album ha venduto 26 milioni di copie, rimanendo nelle classifiche internazionali per anni e diventando il long playing più venduto degli ABBA in assoluto. Nell’aprile del 1999 debuttò a Londra il musical “Mamma Mia!, un successo ininterrotto per lungo tempo, a tal punto che nel 2007 uscì anche un film con lo stesso titolo e nel cui cast ci furono nomi del calibro di Meryl Streep, Pierce Brosnan e Colin Firth.

I quattro, che avevano fatto anche coppia nella vita (Agnetha aveva sposato Björn, mentre Frida si era sposata con Benny), si separarono sia come gruppo che come nuclei familiari. Non tornarono mai più tutti e quattro su un palcoscenico. Rifiutarono perfino un compenso stratosferico (intorno al miliardo di dollari) per fare un tour di 100 tappe che li vedesse nuovamente insieme nel 2000.

Conclude la sua stroncatura Goertz dicendo che Benny Andersson «aveva iniziato la sua carriera con la canzone Waterloo, e con la Waterloo di questo disco, forse, la conclude». Un giudizio non tenero.

Francamente, memore di tante belle canzoni e ricordi da esse suscitati, ho provato ad ascoltare il disco della Deutsche Grammophon. Diciamo che preferisco ricordare il tempo in cui alle feste di compleanno ballavo guancia a guancia al suono di “Fernando”. Le sconfitte, come quella di Waterloo, effettivamente sono troppo brutte.

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Waterloo

Piano di Benny Andersson

 

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