Richard von Weizsaecker © A.Savin CC BY-SA 3.0 Wikipedia

Richard von Weizsäcker (Cdu) è stato il sesto Presidente della Repubblica federale tedesca, dal 1º luglio 1984 al 3 ottobre 1990, e dopo la riunificazione tedesca, primo Presidente della Germania riunificata fino al 30 giugno 1994. In precedenza era stato sindaco di Berlino fino all’Ottantaquattro. Dopo Theodor Heuss, fu il secondo Presidente tedesco per numero di giorni a ricoprire tale incarico: ben 3.652, uno in meno rispetto al suo co-regionario (erano entrambi nati nel Baden-Württemberg). Weizsäcker, fra le altre cose, rimase famoso per la frase pronunciata il 12 giugno del 1985 a Bonn, durante il 21esimo raduno della Chiesa protestante tedesca: «In Berlin habe ich eine Formulierung gehört, die jeder verstehen kann: Die deutsche Frage ist so lange offen, als das Brandenburger Tor zu ist», ossia «A Berlino ho sentito una espressione che chiunque può capire: la questione tedesca è aperta fintantoché la Porta di Brandeburgo rimarrà chiusa». La frase, oltre che essere d’augurio, fu poi usata il 2 giugno 1987, da Ronald Reagan quando pronunciò l’atra famosa «Mr. Gorbachev, open this gate. Mr. Gorbachev, tear down this wall!», «Signor Gorbachov, apra questa porta. Signor Gorbachev, abbatta questo muro!».

Ebbene entrambi vennero ascoltati e il 22 dicembre 1989 la Porta di Brandeburgo fu effettivamente riaperta. Erano passati 28 anni dalla costruzione del Muro.

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La Porta venne costruita a partire dal 1788 da Carl Gotthard Langhans, che prese spunto dalla ricostruzione dei Propilei di Atene, in uno stile simil dorico-romano. Fu voluta dal re Federico Guglielmo II di Prussia. Alta 26 metri e larga 65 era la 18esima porta di accesso a Berlino, e dopo l’abbattimento delle mura cittadine, Johann Heinrich Strack nel 1868 vi aggiunse le due costruzioni laterali che tutt’ora la affiancano. Napoleone Bonaparte nel 1807 pensò bene di portarsi a Parigi un souvenir di Berlino, mi riferisco alla quadriga fatta nel 1794 da Johann Gottfried Schadow posta sulla sommità della Porta. La gita “fuori porta” durò poco. Nel 1814 i cavalli tornarono a casa, con l’aggiunta della croce di ferro sull’asta tenuta dalla dea della pace. Durante la seconda guerra mondiale venne seriamente danneggiata e fu restaurata tra il 1956 ed il 1958. Un’ulteriore danneggiamento lo subì alla sua riapertura durante i festeggiamenti, ma già nel 1991 era nuovamente splendente.

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La Porta è il punto ideale di divisione della Unter der Linden con il Tiergarten, ad Ovest della città. Qui passava il Muro, proprio poco dopo il monumento. Nel ’90 non era stata ancora restaurata, ma aveva a mio parere un pregio architettonico che oggi non ha più. Era isolata. Non c’erano quelle, a mio giudizio, orrende costruzioni moderne che la fiancheggiano oggi. È sì vero che l’impianto originale della piazza, la Pariser Platz, era quello di uno spazio chiuso da tutti i lati da palazzi, ma quelli antichi erano belli, gli attuali forse un po’ meno…

Comunque sia oggi la Porta rappresenta uno dei simboli della città e, oltre ad essere meta di turisti muniti di macchina fotografica e cellulari, è luogo di manifestazioni di ogni genere, da quelle di protesta a quelle artistiche. Tutti ne possono godere la bellezza, a prescindere da come la pensino. È uno dei maggiori pregi dell’Arte.

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 La storia della Porta di Brandeburgo

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