Un bambino ha mal di pancia, un altro si lamenta per essersi fatto male ad un piede, un terzo si mette a piangere e non si comprende bene il perché. Sì, stiamo parlando di una scuola elementare, e questo è il quadro che ha tracciato la “Frankfurter Allgemeine Zeitung” in un giorno di ordinario orario scolastico nella “Ernst-Reuter-Schule II” a Francoforte.

Karen Kreutz-Dombrofski è un’infermiera professionista che fa parte di un progetto pilota negli istituti scolastici della zona della città che si affaccia sul Meno, sponsorizzato dal consorzio dell’Assia per la promozione della salute, voluto dal ministero della Cultura e degli Affari Sociali dello stesso Stato tedesco e dall’assicurazione sanitaria AOK, che si fa carico in gran parte dei costi. Un progetto simile c’è pure in Brandeburgo. Quello tra Francoforte e Offenbach prevede un totale di nove operatori sanitari che hanno il compito di assistere i più piccoli durante l’orario scolastico e a metà del prossimo anno è prevista una prima relazione sui suoi risultati, che sarà valutata dall’ospedale Charité di Berlino. La conclusione è invece preventivata per la fine del 2018. Il tutto è in funzione di una valutazione circa l’effettivo bisogno di un’assistenza infermieristico-psicologica per i più piccoli, come quella già presente in altri Paesi del Nord Europa.

Il compito degli assistenti sanitari non è solo quello di curare i bambini, ma anche quello di dar loro un supporto e una consapevolezza dei loro bisogni effettivi. Persone come la signora Kreutz-Dombrofski (che ha lavorato per oltre 30 anni in uno studio di un pediatra) dovrebbero in altre parole anche educare i più piccoli al cibo sano, su come fare un esercizio fisico adeguato, dare indicazioni circa un’adeguata ventilazione delle aule e fornire misure adeguate di igiene. Spesso infatti gli insegnanti si sentono inadeguati ad assistere i bambini e i genitori, a quanto sembra, scaricano la responsabilità di una corretta educazione sanitaria sugli istituti scolastici, un po’ per mancanza di tempo, un po’ per convenienza.

«Mi capita spesso di trattare non solo la sofferenza fisica, ma piuttosto i bisogni dei bambini», ha dichiarato l’assistente sanitaria. Questi ultimi includono una vasta gamma di problematiche: dallo “stomaco vuoto”, a un litigio in casa, al disagio provato a causa di tutto ciò che viene con la crescita. Secondo Andreas Kocks, ricercatore d’infermieristica presso l’Università di Bonn, la vita scolastica è molto cambiata negli ultimi venti anni e questo ha fatto sì che siano sorti molti bisogni che prima non c’erano. Markus Freff, pediatra presso l’ospedale “Prinzessin Margaret” di Darmstadt, dal 2012 offre nella sua clinica, sostenuto dal ministero della Cultura e dall’assicurazione contro gli infortuni dell’Assia, una formazione medica per gli insegnanti. I corsi sono generalmente al completo, e non è raro che il numero dei partecipanti raggiunga il centinaio di persone. Secondo Freff, gli insegnanti oltre che essere preoccupati dell’aspetto meramente sanitario, tipo se sia il caso dare farmaci e di che tipo ai bambini, sono impensieriti anche dall’aspetto legale della cosa. Heinz-Peter Meidinger, presidente dell’associazione tedesca degli insegnanti, ha confermato che le scuole oggi valutano in modo molto più preciso rischi per la salute degli studenti.

Molto spesso nelle famiglie dove entrambi i genitori lavorano, l’assistenza sanitaria scolastica si rivela essere un supporto più che indispensabile anche se, secondo Kocks, l’infermiere di scuola non dovrebbe mai prendere il posto di un genitore nell’educazione. Rimane il fatto che anche per Barbara Mühlfeld dell’Associazione professionale dei pediatri dell’Assia, il personale sanitario scolastico è molto importante: «Implementato correttamente, il personale sanitario della scuola può diventare un collegamento importante con noi pediatri. Soprattutto per i bambini più grandi questo è molto utile, perché i controlli, a partire dai sei anni, sono volontari».

La signora Kreutz-Dombrofskis, a novembre, ha fondato la prima rete in Germania di professionisti della salute scolastica. Vogliono rafforzare la cooperazione e lo sviluppo, a prescindere da cosa dirà il responso dello Charité di Berlino. Dopo tutto è rassicurante per un piccolo sentirsi dire: «Sono qui per te».

.

I bambini hanno bisogno di molte attenzioni

Print Friendly, PDF & Email