colloquio di lavoroIl colloquio di lavoro, un momento importante per la vita di uomini e donne, perché da esso può dipendere il futuro lavorativo e non di molti di loro. Eppure proprio durante tale intervista emergono più che mai le contraddizioni della società moderna, perché, spesso, alle domande più comuni che dovrebbero far individuare le potenzialità del candidato adeguato a ricoprire un incarico lavorativo ne vengono affiancate altre che di tale colloquio non dovrebbero proprio far parte. In particolare rivolte al genere femminile.

“Ha figli o ha intenzione di farne?” è il tipico ritornello infatti che moltissime donne si sono sentite rivolgere durante la conversazione. Ma non solo. Vengono infatti spesso rivolte anche domande che riguardano i rapporti famigliari o le condizioni di salute, fino all’appartenenza politica e alla religione praticata.

colloquio di lavoroEppure secondo l’articolo 27 del decreto legislativo 198 del 2006, il “Codice delle pari opportunità fra uomo e donna”, è vietata qualsiasi discriminazione fondata sul sesso, sull’orientamento sessuale, sullo stato matrimoniale, di famiglia o di gravidanza della persona intervistata, indipendentemente dalle modalità di assunzione, dal settore di attività e a tutti i livelli della gerarchia professionale. Tale codice dovrebbe vietare anche il porre domande circa aspetti secondari, quale la professione dei genitori del candidato. Ma anche indagare sulla salute delle persone dovrebbe essere proibito. Infatti il decreto legislativo 276 del 2003 protegge i candidati da domande relative al loro stato di salute, eccezion fatta per le disabilità che riguardano le cosiddette “categorie protette”.

colloquio di lavoroQuesto della discriminazione durante i colloqui di lavoro è un problema ben noto da noi in Italia. Ma anche la Germania non è esente da tale fenomeno. Infatti secondo un sondaggio fatto dall’Istituto di ricerca di opinione Kantar EMNID per conto dell’Agenzia federale anti-discriminazione, su un campione di 4mila intervistati nel periodo novembre-dicembre dello scorso anno, sembrerebbe che la tendenza sia la stessa. Anche nella Repubblica federale, infatti, la classica domanda fatta alle donne circa una possibile gravidanza in atto è stata fatta. Tuttavia nel 39 per cento dei casi la percezione delle interessate è stata quella che tale richiesta fosse stata fatta a tutela delle candidate stesse sul posto di lavoro, onde pianificare meglio l’organizzazione e per tutelarle da possibili lavori pericolosi per il loro stato fisico. La domanda se s’intende avere un bambino in futuro è stata accettata nel 25 per cento dei colloqui. È da notare che secondo la Corte federale del lavoro tale richiesta è comunque proibita.

Agentur für Arbeit © il Deutsch-Italia

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Sempre da tale indagine emerge che nel 72 per cento dei casi viene richiesto ai candidati se soffrano di patologie disabilitanti o quale sia il loro stato civile (69 per cento). Talune richieste sono necessarie per il corretto svolgimento delle attività lavorative, quali quelle su eventuali patologie che potrebbero rendere impossibile lo svolgimento di alcuni lavori (ad esempio nel caso di agenti di polizia che devono rispettare alcuni requisiti sanitari particolari).

Il 29 per cento degli intervistati ha ritenuto ammissibile che vengano poste domande circa le proprie tendenze religiose, in special modo se si cerca un’occupazione in comunità o associazioni a carattere religioso come la Caritas. Più controversa invece la richiesta circa l’orientamento sessuale (nel 93 per cento dei colloqui). In ogni caso l’Ufficio anti-discriminazione raccomanda comunque di prepararsi bene prima dei colloqui, ma come opporsi alle domande che il tuo futuro possibile datore di lavoro potrebbe porti per ottenere un’agognata occupazione?

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Il colloquio di lavoro per divertisi un po’

© Youtube Luciana De Marco

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