Simone Martini - San Martino

Simone Martini – San Martino

L’11 di novembre si celebra la festa di san Martino, anche in Germania, principalmente nelle regioni di confessione cattolica. Martino era un soldato romano, nato in Pannonia, più o meno l’attuale Ungheria, all’incirca nel 316 d.C., e la leggenda vuole che, durante una ronda notturna a cavallo in un rigido inverno del 335, incontrasse un uomo seminudo e infreddolito. Il “circitor” (così venivano definite le ronde romane) decise dunque di dividere in due la sua “clamide” (un tipo di mantello usato per andare a cavallo) e di dare la metà all’uomo per coprirsi. Il giorno dopo tale evento gli sarebbe apparso in sogno Gesù che sosteneva di essere stato vestito dal soldato romano non battezzato. Al suo risveglio il mantello sarebbe stato vicino il suo giaciglio integro e in seguito conservato come reliquia dai cappellani, cioè i custodi della “cappella” o “cappa”, cioè il mantello corto.

In seguito al sogno Martino si convertì definitivamente al cristianesimo (era già catecumeno) e fu battezzato la Pasqua successiva. Arrivato ai quarant’anni lasciò l’esercito e nel 371 si fece monaco a Poitiers, dopo essere stato per 4 anni eremita sull’isola di Gallinara, sotto la giurisdizione di Albenga, in Liguria. Nel 371 fu nominato vescovo di Tours a furor di popolo, dove peraltro fondò un monastero, il Maius monasterium (monastero grande), in seguito divenuto noto con il nome di Marmoutier. Martino morì a Candes-Saint-Martin, nella regione della Loira, nel 397 con una fama di santo.

La tomba di san Martino © CC BY-SA Tipoune

La tomba di san Martino © CC BY-SA Tipoune

In realtà il giorno della sua morte era l’8 di novembre, ma la data che viene celebrata per ricordarlo è l’11, quando fu sepolto. Durante questa festività i bambini, soprattutto nel Nord Europa, dove il culto del santo è molto sentito, sogliono andare in giro con piccole lanterne per ricordare la fiaccolata in barca che accompagnò il suo feretro a Tours. L’usanza vuole che spesso in testa alle processioni ci sia un uomo a cavallo, mentre i bambini cantano canzoni che riguardano il santo e le lanterne. A fare le spese, per così dire, della leggenda del santo, come spesso accade in occasione di ricorrenze religiose e non, sono gli animali. In questo caso le oche. Sempre secondo la leggenda, infatti, Martino era riluttante a diventare vescovo. Pertanto si sarebbe rifugiato in una stalla per non essere trovato. Ma le oche lì presenti fecero chiasso per la presenza inattesa dell’intruso e fu così che la gente che lo

Oca arrosto

Oca arrosto

stava cercando lo trovò e non poté sottrarsi al suo ufficio. Di qui la tradizione dell’oca nei menù, soprattutto bavaresi. In alcuni ristoranti occorre prenotare settimane prima e non è cosa inusuale pagare anche più di 30 euro per una porzione del povero pennuto. In realtà, probabilmente, l’usanza deriva dal fatto che i contadini non potevano permettersi di ingrassare le oche durante i magri inverni nordici, pertanto preferivano festeggiare prima che il tempo rigido iniziasse.

La festa di san Martino si celebra anche da noi in Italia, ed oltre a diversi tipi di sagre e preparazione di pietanze varie (fra le più famose ci sono i dolci), viene associata al rito del “vino nuovo” o vino novello. Inoltre il periodo della festa è famoso anche per l’Estate di san Martino, ossia un periodo di rialzo delle temperature in un autunno in genere non particolarmente mite. Tale tradizionale cambiamento meteorologico (ovviamente non sempre presente) viene associato alla famosa condivisione del proprio mantello con il mendicante seminudo di cui parlavamo prima.

In ogni caso, sia che crediate sia che non crediate, buona festa di san Martino a tutti e che il buon tempo e le lanterne portino fortuna a tutti.

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Una delle canzoni cantate dai bambini tedeschi per la festa

© Youtube Sing mit mir – Kinderlieder

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