Recep Tayyip Erdogan © CC BY-SA 2.0 pfatter

In una scena del famoso film “Caccia a Ottobre Rosso” (The Hunt for Red October), l’attore americano Richard Jordan pronunciava la famosa frase, tratta da un detto comune, «Io sono un uomo politico; e questo vuol dire bugiardo e truffatore, e quando mi chino a baciare i bambini rubo loro le caramelle. Ma vuol dire anche che mi lascio tutte le porte aperte…». Il significato di tale metafora è abbastanza chiaro, e non penso che abbia bisogno di ulteriori chiarimenti. La frase è valida per diverse situazioni, ma in politica in particolar modo. Anche in Germania.

Siamo in periodo di campagna elettorale, e le dichiarazioni fatte dai politici di tutti gli schieramenti sono in gran parte dettate dalle convenienze del momento, si sa. Tuttavia c’è una polemica politica che si trascina da un po’ di tempo nel Paese della Cancelliera Merkel, ed è quella inerente i rapporti della Germania con la Turchia.

Recep Tayyip Erdogan © Kremlin.ru

I giornali tedeschi non fanno altro, ormai da mesi, che mettere in rilievo il sicuramente provocatorio comportamento del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti della Germania: si parte dalle polemiche sorte durante il periodo di campagna elettorale referendaria turca, per cambiare la costituzione, e i relativi divieti di comizi in territorio tedesco imposti dalla Germania ai rappresentanti politici turchi, alle accuse di spionaggio ai danni di cittadini, e perfino deputati, tedeschi da parte dei servizi segreti di Ankara (a caccia di possibili collaborazionisti del predicatore Fethullah Gülen, accusato di essere il mandante del tentativo di colpo di Stato del luglio 2016 in Turchia), per finire con i reciproci appelli a non fare dei due Paesi una meta turistica, in quanto ritenuti territori pericolosi, lanciati ora dagli uni ora dagli altri rappresentanti politici. Ultime in ordine di tempo le dichiarazioni dei due principali candidati al Cancellierato, Angela Merkel (Cdu) e Martin Schulz (Spd), che nel recente faccia a faccia televisivo si sono espressi in modo negativo circa la richiesta di entrata della Turchia nell’Unione Europea. In un suo Tweet, il capo della cancelleria tedesca Peter Altmaier (Cdu), ha definito «uno scherzo di cattivo gusto» l’appello fatto dalle autorità turche a disertare per le proprie vacanze il territorio tedesco, e ha chiosato: «La detenzione senza ragione di molti tedeschi (per la precisione sono ancora 14) e il continuo confronto con il nazismo violano il nostro onore». Anche il leader dei Verdi Cem Özdemir ha accusato di “propaganda” il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan, definendolo «un Presidente indegno» che «vuole portare la divisione in Germania. Cosa che non va permessa».

Ottime dichiarazioni, giustificate dai fatti, che qualunque politico avrebbe dovuto fare.

© Emilio Esbardo per il Deutsch-Italia

Poi però c’è il realismo della politica e se andiamo a guardare i fatti, forse, le cose dette da entrambe le parti non corrispondono esattamente agli interessi reciproci che entrambi i Paesi hanno. Ad iniziare dal fatto che il Premier turco è stato il beneficiario di lauti finanziamenti promessi dalla Cancelliera Merkel (sei miliardi di euro nel biennio 2017-2018), a nome di tutti i partner europei, perché tenesse chiuse le frontiere (la Turchia ospita oltre 2milioni e mezzo di profughi provenienti dalla Siria, tenuti in campi le cui condizioni sarebbero oggetto di un altro articolo) e di fatto chiudesse la rotta dei Balcani ai Flüchtlinge, dopo il famoso «Wir schaffen das» (ce la facciamo) del settembre 2015. Quindi convenienza per entrambi i Paesi a che questo equilibrio non venga meno. Inoltre c’è il capitolo armamenti. Il Governo federale ha infatti approvato alla fine di agosto esportazioni di materiale militare destinato alla Turchia per un valore complessivo di oltre 25milioni di euro. Tuttavia il totale effettivo delle esportazioni potrebbe essere molto più alto, perché ci sono ancora in forse tre altri permessi d’esportazione. Tra gennaio e agosto 2016, sono state concesse 158 licenze per le esportazioni con un valore complessivo di 69,32milioni di euro, secondo i dati forniti dal ministero dell’Economia federale. Bombe, siluri e missili destinati al Paese di Erdogan fruttano alla Germania 18milioni di euro. Poi, ovviamente, ci sono gli armamenti pesanti (sottomarini, carrarmati e quant’altro), oltre ad attrezzature di logistica. Anche le aziende turche sono fortemente interessate ad una collaborazione con quelle tedesche, soprattutto con la Thyssen-Krupp, che con la sua “Marine System” produce i famosi U-Boot.

Dunque sentire i politici di entrambi i Paesi fare la voce grossa per i titoli dei giornali e il sentimento degli elettori, a volte, fa quasi sorridere.

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Io sono un uomo politico…

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