Il formato Iban per Paese

L’IBAN (International Bank Account Number): ce lo siamo ritrovato addosso da qualche mese o forse già da qualche anno. Una strisciata infinita di cifre che avrebbe dovuto facilitare gli scambi di denaro tra conti correnti bancari in Europa. Quindi, ci si immaginava, anche semplificare la vita a chi, come spero molti di noi, vive in Germania, ma ha interessi o un’abitazione in Italia. O anche di quei tedeschi che, amanti, del nostro Paese hanno pensato bene di comprarci loro una casetta. Invece non è così.

Mi limito ad alcuni esempi di inutilità pratica dell’IBAN nelle piccole esigenze di, chiamiamola così, economia domestica tra i nostri due Paesi, senza andare a scomodare vere e proprie transazioni finanziarie. Avete un appartamento o una casa in Italia? Ovviamente dovrete pagare, oltre alle varie tasse, le bollette delle utenze. Ci si immaginava che con l’introduzione dell’IBAN sarebbe stato possibile domiciliarle su un conto corrente tedesco, regolarmente detenuto. Invece, niente da fare. Intano perché l’IBAN italiano e quello tedesco non sono uguali: non soltanto non hanno lo stesso numero di cifre, ma in quella italiana compare una lettera alfabetica, oltre alle due iniziali che indicano il Paese, che in quella tedesca non esiste. Ma in pratica ogni Paese dell’area cosiddetta SEPA (Single Euro Payments Area) ha un suo IBAN. Quindi, ad esempio, è impossibile inserire quello tedesco nei formulari telematici di un ente erogatore di energia o di un provider telefonico italiani, perché non previsto.

Morale: per pagare attraverso la banca le bollette italiane, l’espatriato in Germania deve mantenere un conto corrente in una banca in Italia. Anche se magari vorrebbe farne a mano, viste le spese.


Ovviamente vale la reciprocità
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Uno pensa allora: ci sono, però, le carte di credito. Niente da fare. Anche in questo caso non è possibile addebitare su una carta emessa in Germania una bolletta di fornitura italiana. E questo è ancora più assurdo, se si pensa che le stesse carte di credito, italiane, tedesche, di qualsiasi altro Paese del mondo, si possono usare senza confini per pagare servizi o per prelevare contanti ai bancomat. Anche perché i circuiti internazionali delle società emittenti cui fanno capo sono gli stessi in tutto il globo.

Concludo con un’altra croce che affligge l’assolvimento comune delle piccole-grandi incombenze che gravano su noi “deutschitaliani”: i numeri verdi dei call center nostrani, sì, quelli che generalmente cominciano con il prefisso “800”. Ovviamente non si possono chiamare dall’estero: ma quanti sono gli enti che offrono anche la possibilità, pur a pagamento, di collegarsi con un numero telefonico “normale”, con un prefisso 0039 più quello di località? Per esperienza personale posso dire che si contano sulle dita di una sola mano.

Abbiamo alle spalle un anno in cui la fiducia nelle Istituzioni europee è stata messa a dura prova. Non so se il 2017 la vedrà migliorare. Certo offrire ai cittadini anche soltanto piccoli alleggerimenti da questa stupida, per dirla col Manzoni, occhiuta ed insensata burocrazia sarebbe già un bel sollievo. Ma non c’è da sperarci troppo.

Comunque Buon Anno, Europa.

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L’Iban, numerini che semplificano la vita?

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