Alleen / Alleen und Blumen // Blumen / Blumen und Frauen // Alleen / Alleen und Frauen // Alleen und Blumen und Frauen und / ein Bewunderer.

Viali / viali e fiori / fiori / fiori e donne / viali / viali e donne / viali e fiori e donne e / un ammiratore

Marinetti almoryair © Talmoryair CC BY-SA 3.0

Sono versi del poeta svizzero di origini boliviane Eugen Gomringer (Cachuela Esperanza, Bolivia 1925) salito alle cronache recenti per una polemica feroce legata proprio a queste parole. I (rari) lettori di poesia a questo punto esulteranno; finalmente l’arte della parola scritta torna a provocar tumulto come ai tempi dei futuristi, Zang Tumb Tumb, e invece no. Nulla di tutto questo. Qui si parla di qualcosa di infinitamente più squallido e triste.

Antefatto: nel 2011 il poeta Eugen Gomringer vince il premio della poesia bandito dal liceo Alice-Salomon-Hochschule di Berlino Hellersdorf. In riconoscimento al valore poetico dell’autore, il liceo berlinese fa dipingere i versi sopracitati su una delle sue facciate. Fin qui nulla di strano se non fosse che quei versi esposti in modo così eclatante infastidiscono qualcuno. Un gruppo di studenti, spalleggiati da alcuni docenti, si oppone ed esige la cancellazione immediata del testo. La critica del sedicente comitato delle arti corrette è questa: «La poesia (Aleen) non solo riproduce la classica tradizione patriarcale nell’arte, dove la donna è relegata esclusivamente al ruolo di bella musa, ma fa venire in mente le molestie sessuali subite giornalmente dalle donne». L’agguerrito comitato esige la sostituzione del testo o, in alternativa, l’aggiunta di note che spieghino quanto patriarcale e sessista siano tali parole. Una poesia di questo tipo infatti, prosegue la critica, non può essere tollerata in un liceo come l’Alice Solomon, fondato da una Donna (con la D maiuscola), orientato alle professioni sociali, dove il 75 per cento degli studenti sono donne e che dà molta importanza al linguaggio politicamente corretto.

Dante e Beatrice – Henry Holiday

Ora, a parte il fatto che rintracciare strutture patriarcali, o peggio ancora istigazioni alle molestie sessuali, in questo verso è un’impresa da ignoranti (della letteratura sicuramente), se la pensano così, uno si domanda perché mai abbiano dipinto la facciata della loro scuola al 75 per cento femminile proprio con le parole di un poeta. Il fatto è che quando si iniziano queste cacce ideologiche si sa da dove si inizia, ma non si sa dove si andrà a finire. E, come fa giustamente notare l’autore della poesia, l’ultra novantenne Eugen Gomringer interpellato sulla faccenda, se si affrontano certe questioni è bene avere un bagaglio culturale adeguato altrimenti si rischia di fare danni irreparabili. Come reagirebbero infatti i solerti censori del liceo Alice-Salomon alle “Poesie erotiche” di Pablo Neruda? Lasciami sciolte le mani / e il cuore, lasciami libero! / Lascia che le mie dita scorrano / per le strade del tuo corpo. / La passione – sangue, fuoco, baci – / m’accende con vampate tremule. / Ahi, tu non sai cosa significa questo! Sexcrime? Inno allo stupro? Processo per direttissima dell’editore che osa pubblicare tali provocazioni sessiste? E cosa dire del nostro Dante? Mostrasi sì piacente a chi la mira, / che dà per li occhi una dolcezza al core, / che ‘ntender no la può chi no la prova; / e par che de la sua labbia si mova / un spirito soave pien d’amore (…) Riduzione della donna a mero oggetto di piacere a uso e consumo dell’uomo? Lode al voyerismo maschilista? E come la mettiamo con gli “Scritti erotici” di Goethe, concepiti in gran parte dopo il suo viaggio in Italia (sempre l’Italia!) del 1790? Non appena avrai portato a casa una ragazza, lei sarà avvinta da un senso di paura e di vergogna. In modo che non scappi via, deve essere invocata la dea Manturna; lei saprà sostenere le tue carezze, aumenterà il piacere dei tuoi baci; salderà la ragazza ai tuoi ginocchi, la domerà quando tu l’avrai condotta al letto. Poi, improvvisamente accorrerà la dea Virginensis che sostiene colui che scioglie la cinta; con sussurri indebolirà la resistenza della ragazza, distenderà nel modo più amorevole gli arti sul letto, allontanerà gli inutili vestiti, guiderà nel desiderio distendendo le cosce per colui che vi ci stenderà sopra.[1] Può esserci una descrizione più accurata, step by step quasi, di come eseguire una molestia sessuale? Che si fa, si censura anche il grande Johann Wolfgang von Goethe perché, in questo passo almeno, sembra Fausto Brizzi? (regista recentemente accusato di molestie sessuali)

© Alice Salomon Hochschule Berlin

È chiaro che affrontare la letteratura con l’ottusità ideologica di un talebano che tratta i poeti alla stregua di un Weinstein qualsiasi, non ci renderà una società migliore, ma soltanto più grottesca. Far passare al setaccio il nostro immenso patrimonio letterario da un manipolo di guardie del politically correct, incapaci di contestualizzare, correlare significanti e significati, riconoscere stili e rintracciarne l’evoluzione nel corso del tempo, significa rinunciare completamente alla nostra cultura. Perle ai porci insomma e da qui al concetto di Entartete Kunst (arte degenerata) il passo è breve.

La questione dei versi “a rischio censura” ha innescato un dibattito tra opposti schieramenti che rischia di diventare feroce. Il direttore della “Haus der Poesie” di Berlino, Thomas Wohlfahrt, che collabora con il liceo berlinese su varie iniziative culturali, ha fatto sapere che in caso di censura interromperà ogni rapporto con l’Alice Solomon. L’annuncio è stato accolto con un imperturbabile «ce ne faremo una ragione» da parte della vice direttrice del liceo Bettina Völter. Sulla questione ormai incandescente si esprimerà il senato accademico a metà dicembre. La sua decisione sarà un’indicazione importante sullo lo stato della libertà di espressione in questo Paese.

Per chiudere definitivamente la polemica forse la cosa migliore sarebbe sostituire il testo di Eugen Gomringer, rivelatosi evidentemente troppo impegnativo per studenti e docenti, con qualcosa di più adatto al livello culturale dei protagonisti: una bella gigantografia di Wonder Woman con tutta la Justice League, ad esempio, potrebbe fare al caso.

Nell’attesa consiglio a tutti di ascoltare la canzone del grande Faber “Le Passanti”, leggendo magari una poesia di Alda Merini. Alla faccia di chi vorrebbe imporre un’identità di genere al sentire umano.

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Le passanti – Fabrizio De Andrè

 

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[1] Sobald du ein Mädchen nach Hause geführt hast, wird sie von einer gewissen Scham und Angst ergriffen. Damit sie nicht wegläuft, muß die Göttin Manturna angerufen werden; diese wird deine Liebkosungen unterstützen, das Vergnügen am Küssen vergrößern; sie wird das auf deinen Knien sitzende Mädchen festschmieden und sie bändigen, wenn du sie zum Brautbett geführt hast. Dann wird plötzlich die Göttin Virginensis herantreten, die dem beisteht, der den Gürtel löst; sie wird den Widerstand des sich weigernden Mädchens durch Flüstern beschwichtigen und die auf dem Bett ausgestreckten Glieder allerliebst ordnen, sie wird die unnütze Kleidung entfernen, dich Verlangenden leiten und die Schenkel spreizen für den, der sich darauf legt Johann Wolfgang von Goethe, Das erotische Werk, Kritische Ausgabe, mit Anmerkungen des Herausgebers, Band 1 / Das Frühwerk / Untertitel: Der Lauf der Weit.

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