La digitalizzazione è un must della società moderna. Ovunque nel mondo non si fa che parlare della necessità di andare verso un mondo orientato all’informatizzazione, e questo è senz’altro un bene. L’utilizzo della tecnologia aiuta a risparmiare tempo nei piccoli compiti della vita quotidiana e rende più snelle le procedure. O almeno così dovrebbe essere. Già, perché la più veloce delle tecnologie e la massima informatizzazione nulla possono difronte ad uno degli ostacoli più insormontabili di tutti i tempi: la burocrazia.

Non c’è computer veloce o programma efficiente che possa arrestarla. Essa è permeante, passa dalla carta alla tastiera ed è inarrestabile, in Italia come in Germania, e in qualunque campo.

Der Docktor hat stress, echt!” (il dottore è stressato, veramente!) titola il settimanale tedesco “Die Zeit”. Lo stress dei medici tedeschi, secondo il giornale di Amburgo, deriverebbe non tanto dal loro lavoro professionale, ossia quello di curare i pazienti, bensì appresso alle innumerevoli scartoffie burocratiche che il sistema sanitario tedesco impone loro.

Secondo un’indagine dell’Associazione federale delle cassa-mutue tedesche (KBV), i medici e gli psicoterapeuti tedeschi ogni anno perdono 54,16milioni di ore di lavoro appresso alle circa 164mila scartoffie a cui devono far fronte, ossia l’equivalente di 60 giorni lavorativi per ciascuna pratica. In pratica ciascun medico dovrebbe bloccare la propria attività almeno per un giorno a settimana per poter adempiere ai propri doveri burocratici.

Secondo l’Associazione, tutta questa perdita di tempo costa denaro, non solo ai medici, ma anche al sistema sanitario nazionale. A causa dell’elevata burocrazia, sembrerebbe infatti che ben il 90 per cento dei medici salariati si rifiuti di aprire un proprio studio, proprio per non dovervi fare fronte.

Fra i compiti cui i medici devono adempiere a livello burocratico non c’è solo quello, normale, di documentare l’anamnesi del paziente, bensì anche incombenze che potrebbero essere evitate. Si stima che ben la metà delle attività amministrative potrebbero tranquillamente essere eliminate senza restrizioni organizzative significative. Un esempio di tale spreco di tempo è quello delle prescrizioni per i malati cronici. Ogni anno sono emesse 6milioni di ricette che non fanno che confermare il bisogno del paziente dello stesso farmaco o della stessa cura, il che equivale a ben 300mila ore lavorative che potrebbero essere risparmiate con una semplice modifica al sistema informativo sanitario.

Attualmente il 67 per cento delle pratiche è sbrigato direttamente dai medici e dagli psicoterapeuti, il 26 da personale dello studio e il 7 per cento sempre dai medici assieme a personale preparato al compito. La KBV chiede come obiettivo al governo di ridurre, con provvedimenti giuridicamente vincolanti, l’onere burocratico delle pratiche mediche, attraverso i regolamenti di autodisciplina congiunta.

Il capitolo più gettonato fra i formulari da riempire nel corso del 2017? È stato il “regolamento sul trasporto dei pazienti”. Anche le “informazioni individuali sui pazienti” del settore psicoterapeutico è stato causa di 223mila ore aggiuntive di lavoro per i medici di questo settore. Altra ciliegina sulla torta, dovuta alla legge sulla prevenzione, è stato il capitolo inerente le “raccomandazioni di prevenzione” dei medici per i pazienti, sotto forma di certificato medico, per un totale di 120mila ore di lavoro per quelle destinate agli adulti e 17.700 per quelle dedicate ai più piccoli.

C’è da dire però che molto del carico di tali incombenze viene ancora svolto a mano. La KBV ha chiesto che molte procedure possano essere digitalizzate, ma anche qui si pongono problemi di sicurezza di trasmissione dei dati, e lunghezza dei tempi causata dalla tipologia di software e dell’hardware in uso, come nel caso della posta elettronica certificata. Comunque in molti casi si avrebbe senz’altro beneficio dall’utilizzo dei mezzi digitali che sono molto utili. Certo, che se all’utile si potesse unire anche il dilettevole di uno snellimento delle procedure burocratiche, medici e pazienti ne trarrebbero gran giovamento. E soprattutto meno stress.

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I medici lamentano la mancanza di tempo per i pazienti a causa della burocrazia

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