Chiunque viva o arrivi a Berlino per una visita turistica o di lavoro può facilmente constatare come la città sia un fermento di cantieri, un po’ ovunque. È un andazzo, quello del crescere dei cantieri nella Capitale della Germania, che va avanti da anni. Molte zone sono state riqualificate e sono diventate dei veri e propri gioielli urbanistici (basta pensare a quartieri come Prenzlauer Berg, oggi meta di acquisti di alloggi soprattutto di stranieri o ricchi tedeschi), altre zone sono state solo oggetto di speculazione edilizia, senza nulla dare alla bellezza e alla vivibilità cittadine.

Ovviamente questa ricerca sfrenata di nuovi alloggi o di ristrutturazioni edilizie ha avuto le sue vittime: gli inquilini dei vecchi palazzi, o costretti ad andare via per il rincaro dei prezzi di affitto oppure invogliati a vendere ai ricchi investitori, pensando di fare un affare. Si tratta del fenomeno della cosiddetta “gentrification (o gentrificazione in italiano) di cui si è tanto parlato e scritto un po’ ovunque.

Un cambiamento particolare sta subendo in questo ultimo periodo il quartiere di Kreuzberg (facente parte del distretto cittadino che lo vede unito dal 2001 a quello adiacente di Friedrichshain). Circa 10 mila metri quadrati di case dove vivono oltre 147 mila persone, con la più alta densità per chilometro quadrato di tutti i 12 distretti cittadini. Quartiere costruito durante il 19° secolo dall’unione di altri tre preesistenti, prese il nome da una piccola collina presente all’interno del Viktoriapark. Durante la guerra alcune parti della zona furono pesantemente bombardate, e alla fine del conflitto l’area fu assegnata alla giurisdizione statunitense. Con la costruzione del Muro, nel 1961, Kreuzberg si trovò ad essere improvvisamente da quartiere centrale a luogo a ridosso del Muro, e venne progressivamente lasciato al degrado. La popolazione locale, che già era stata in parte trasferita in zone più periferiche, venne pian piano sostituita da immigrati, per lo più turchi. Quando poi il Muro cadde, nel 1989, il quartiere si ritrovò improvvisamente al centro della città, proprio sotto all’area più rappresentativa della vecchia Berlino ossia l’adiacente quartiere di Mitte.

Dragoner-Areal

Ebbene, in quest’ultimo periodo diverse zone di questo multiculturale centro berlinese sono interessate da nuovi cambiamenti urbanistici, ad iniziare dal complesso di palazzi a ponte, antistanti la piazza simbolo della parte più “popolare” del quartiere che è “Kreuzberg 36” (l’altra è “Kreuzberg 61”, numeri che derivano dai vecchi codici postali cittadini), ossia Kottbusser Tor (luogo dove anticamente sorgeva una delle porte d’accesso alla vecchia città). Qui un gruppo di palazzi, costruiti negli anni Settanta, sono stati venduti alla società immobiliare di proprietà dello Stato “Gewobag” per la notevole cifra di 56,5milioni di euro, circa 1.800 euro a metro quadro (ben al di sotto del prezzo di mercato per la zona che è quasi doppio). Altro probabile investimento pubblico sta per essere portato a termine nella parte di “Kreuzberg 61”, vicino la fermata della U-Bahn Mehringdamm, dove un’intera area denominata “Dragoner-Areal” comprendente palazzi e edifici di vario genere, dovrebbe essere acquistata dalla società di sviluppo immobiliare di proprietà dello Stato “Bima” per 60milioni di euro. Se ne dovrebbero ricavare circa 800 alloggi, di cui dal 30 al 50 per cento dovrebbero essere di abitazioni “sociali” con un canone d’affitto non superiore ai 10 euro al metro quadro. Il condizionale è d’obbligo perché la trattativa non è ancora conclusa.

Poco più in là, lungo la Yorckstrasse, all’interno del Gleisdreieck Park, vicino a un’altra fermata della U-Bahn e della S-Bahn, altri gruppi di palazzi, fra cui un hotel, sono in costruzione. In parte sono di proprietà di una cooperativa, in parte di privati. E qui i prezzi a metro quadro si prevedono decisamente più alti. Andando infine sulla Potsdamer Strasse ad essere messo in pericolo dal progetto di un mega complesso residenziale è uno storico negozio di frutta e verdura, gestito da oltre 30 anni da turchi e famoso in tutta la zona.

Da una parte, dunque, alcune zone verranno sicuramente riqualificate, ma il rischio che la speculazione edilizia prenda il sopravvento è molto concreto. Questo è quanto paventato dai berlinesi “doc” o da quanti sono arrivati qui molti anni fa, quando Berlino era più povera, ma forse veramente più sexy.

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Kreuzberg dall’alto

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