© Bundesarkiv B 183-H27798 © CC BY-SA 3.0

© Bundesarkiv B 183-H27798 © CC BY-SA 3.0

Ci sono date che non andrebbero mai dimenticate e il 20 novembre del 1945 è una di quelle. In tale giorno, infatti, iniziò ufficialmente il processo agli alti gerarchi nazisti. In realtà l’udienza d’apertura si era svolta il precedente 18 ottobre, a Berlino. Dal 20 novembre 1945 al 31 agosto 1946, per 218 giorni, il procedimento fu proseguito al Palazzo di Giustizia di Norimberga. La ragione della scelta della città bavarese era di ordine per così dire “tecnico”, dal momento che non vi era in tutta la Germania bombardata altro luogo che permettesse di avere un palazzo rimasto in piedi, con vicino un carcere anch’esso integro o quasi. Nella città della Baviera invece era appunto possibile. La Corte era presieduta dal giudice britannico lord Geoffrey Lawrence. I capi nazisti, i “vinti”, erano sul banco degli accusati nelle vesti d’imputati; i “vincitori” (USA, Francia, Gran Bretagna ed URSS) erano invece nelle vesti di giudici e della pubblica accusa. Di quest’ultima facevano parte François de Menthon per la Francia, sir Hartley Shawcross per la Gran Bretagna ed il generale Roman A. Rudenko per l’URSS.

 ©-Bundesarchiv-Bild-183-R14128A-Martin-Bormann


©-Bundesarchiv-Bild-183-R14128A-Martin-Bormann

Prima del processo il Tribunale tenne tre udienze preliminari (14, 15 e 17 novembre) per discutere i casi di Rudolph Hess, di Gustav Krupp e di Martin Bormann (il segretario personale di Hitler).

I capi d’accusa del processo erano quattro: cospirazione, e vale a dire la preparazione di un piano comune per l’esecuzione degli altri tre crimini successivi. Crimini contro la pace, per aver diretto guerre d’aggressione contro altri Stati, scatenando il secondo conflitto mondiale e commettendo la violazione di ben trentaquattro trattati internazionali. Crimini di guerra, per aver compiuto una serie di violazioni del diritto internazionale bellico contenuto nella Convenzione dell’Aja, per esempio attraverso i trattamenti disumani nei confronti di popolazioni civili e prigionieri di guerra (torture, schiavitù, saccheggi ecc.). Crimini contro l’umanità, per aver commesso atti d’estrema atrocità nei confronti di avversari politici, minoranze razziali e d’interi gruppi etnici (il genocidio degli ebrei).

Il palazzo del processo © Wikipedia

Il palazzo del processo © Wikipedia

Hitler, Goebbels e Heinrich Himmler, capo supremo delle SS, si erano suicidati; Martin Bormann fu ugualmente imputato dei capi d’accusa 1, 3 e 4 e, più tardi, condannato alla pena capitale in contumacia (non si seppe mai con certezza se fosse morto in Germania o fosse riuscito a scappare il Sud America). Stessa cosa per il generale Heinrich Muller, capo della Gestapo, mentre Adolf Eichmann, uno dei responsabili della “soluzione finale”, fu arrestato in Argentina e giustiziato in Israele nel 1962. Un altro incriminato fu Robert Ley: capo del Fronte del lavoro nazista, s’impiccò in cella prima dell’inizio del processo, il 25 ottobre.

Tutti gli imputati condannati a morte vennero impiccati il 16 ottobre 1946 (tranne Hermann Göring, che riuscì a suicidarsi il giorno prima dell’esecuzione con del cianuro di potassio e Josef Mengele che, scappato anche lui in Sud America, vi morì di morte naturale il 7 febbraio 1949). I cadaveri dei gerarchi vennero poi cremati nei forni del lager di Dachau e le loro ceneri gettate nel ruscello di Conwentz.

In totale i giudicati furono 24. Il processosi concluse il primo ottobre del 1946.

.

Il processo

© Youtube VIDEO BABELE

E la sua conclusione in un videogiornale americano

© Youtube VOCEDITALIA

Print Friendly, PDF & Email