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“Gilda”

Naturalmente, alla fine il conto più salato lo pagarono i tedeschi poiché i rapporti fra Stati Uniti e Unione Sovietica si erano deteriorati a tal punto che nel 1948 i russi posero il blocco dei trasporti terrestri fra la Germania occidentale e la parte ovest di Berlino, circondata dalla Germania orientale comunista; la città isolata fu rifornita per un anno di cibo e carbone per via aerea. Era l’inizio della “guerra fredda”.

Tutto era cominciato più o meno ventiquattro mesi prima, il 1° luglio del 1946, settanta anni fa, quando un aereo americano sganciò su Bikini, una piccola isola, un atollo corallino, che fa parte della Repubblica delle Isole Marshall in mezzo all’Oceano Pacifico, una prima bomba atomica. La chiamarono “Gilda” dal nome del film in cui appariva l’esplosiva bellezza di Rita Hayworth. La fotografia del lampo e della nube di polvere che si sollevava, come un fungo, sull’isola fece il giro del mondo; cinque giorni dopo uno stilista francese, tale Louis Réard, sconosciuto allora quanto è sconosciuto oggi, battezzò col nome di “bikini” il costume due pezzi che Ursula Andress immortalò nel primo 007.

© Gonzague Petit Trabal

© Gonzague Petit Trabal

Perché l’isola di Bikini? Dopo la seconda guerra mondiale il governo delle isole Marshall era stato affidato agli Stati Uniti, i quali le scelsero, perché lontane da altre terra abitate, per condurre le prime esplosioni sperimentali – i test – delle bombe atomiche che avevano costruito da poco. Le prime due erano state lanciate sulle città giapponesi di Hiroshima, il 6 agosto, e di Nagasaki il successivo 9 agosto 1945.

L’effetto distruttivo dell’esplosione del primo luglio fu modesto. Il 25 luglio successivo fu fatta esplodere una seconda bomba atomica, questa volta posta sul fondo della laguna, e l’effetto distruttivo fu maggiore: alcuni relitti di navi che erano state appositamente sistemate nel poligono affondarono, tutte furono contaminate dalla radioattività e rimasero inavvicinabili per molto tempo.

bombaLe due esplosioni atomiche di Bikini, forse più ancora che quelle delle bombe atomiche precedenti lanciate sul Giappone un anno prima, segnarono la nascita della consapevolezza dei pericoli nucleari. Così tra gli americani si diffuse la paura che il segreto atomico finisse nella mani di altri Paesi, soprattutto dei sovietici. I militari americani accelerarono i perfezionamenti delle bombe atomiche come mostrarono i test del 1948 nell’atollo di Eniwetok, sempre nelle isole Marshall; ma nel frattempo, nel 1949 i sovietici avvertirono il mondo che anche loro avevano la bomba atomica.

Si affacciava sulla scena un’arma ancora più potente, quella termonucleare, la bomba H, che gli americani sperimentarono per la prima volta nel 1952, 450 volte più potente di quella che aveva distrutto Hiroshima. Tre anni dopo anche i sovietici fecero esplodere la loro bomba H. Da allora è stata una corsa senza fine. Settant’anni dopo Bikini, ci sono nel mondo 15mila bombe termonucleari, fabbricate da nove Paesi e distribuite in molti altri Paesi fra cui l’Italia e naturalmente la Germania.

Il “bikini” più famoso della storia del cinema

Gli esperimenti del 1946 sull’atollo di Bikini

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