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Secondo l’ultimo sondaggio della società Emnid in Germania la Cdu, l’Unione cristiano democratica, è al 38 per cento, mentre la Spd, il partito socialdemocratico tedesco, è al 24 per cento delle preferenze degli elettori. Tale posizione probabilmente non è stata di molto intaccata dal dibattito televisivo di 97 minuti tenutosi su quattro reti nazionali contemporaneamente (Pro Sieben, Rtl, Ard e Zdf) ieri sera, durante il quale si sono affrontati il candidato alla più alta carica di governo tedesca Martin Schulz (Spd) e l’attuale Cancelliera Angela Merkel. Sotto una raffica di domande poste da quattro giornalisti delle quattro reti televisive i due candidati hanno affrontato i principali argomenti d’attualità del panorama politico tedesco, dalla questione dei profughi ai rapporti con la Turchia, dal matrimonio per le coppie omosessuali allo scandalo del dieselgate.

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Su posizioni decisamente istituzionali è apparsa la Cancelliera, la quale ha potuto giovarsi di un avversario non particolarmente pressante negli attacchi alla politica adottata dal suo Governo.

In particolare sulla politica dei rifugiati Schulz ha accusato la Cancelliera di non aver coinvolto nel 2015 i partner europei nella decisione di accoglienza dei profughi bloccati alla frontiera dall’Ungheria. Accuse respinte dalla Merkel la quale ha dichiarato: “Allora avevamo una situazione molto tragica”, ribadendo che ci sono momenti in cui un cancelliere deve prendere decisioni in fretta. Sulla questione dei rimpatri forzati poca differenza c’è stata tra i due candidati, secondo cui ogni singolo caso va esaminato a se stante. Schulz ha però criticato l’Ufficio federale per l’immigrazione e i rifugiati (Bamf) per il lavoro svolto troppo lentamente, mentre la Cancelliera in proposito ha replicato che i tempi di elaborazione delle domande è sceso a soli due mesi.

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Riguardo la Turchia Schulz ha promesso che, qualora diventasse cancelliere, adotterebbe una linea più dura di quella finora adottata dalla Germania, in particolare suggerendo al Consiglio europeo di rifiutare la domanda di adesione della Turchia all’Unione. Più cauta in merito la posizione della Merkel la quale ha sottolineato di aver concordato con il ministro degli Esteri Sigmar Gabriel (Spd) di voler ricercare una posizione comune al riguardo con gli altri partner europei. Schulz ha poi sostenuto una legge sull’immigrazione finanziata dall’Unione europea. Questo potrebbe far controllare i movimenti migratori e i rifugiati, mentre la Merkel ha sostenuto la necessità di una legge speciale sull’immigrazione, secondo cui gli immigrati siano accolti in base alle esigenze e ai desideri della Repubblica federale. Schulz si è dichiarato contrario all’intenzione di introdurre i pedaggi autostradali richiesti dal partito gemello della Cdu in Baviera, la Csu, intenzione al contrario ribadita dalla Cancelliera. Il presidente dell’Spd vorrebbe alleggerire la tassazione per le famiglie di 4 persone con un reddito medio lordo di 3.500 euro mensili di circa 200/250 euro al mese, oltre a reintrodurre la parità tra lavoratori e datori di lavoro nei contributi previdenziali. Previsto inoltre un bonus per ogni bambino di 150 euro.

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La Merkel ha solo ribadito la necessità di un alleggerimento di 15 miliardi di euro nel prossimo periodo legislativo, senza specificare però quanto questo andrebbe a vantaggio delle famiglie più numerose. In merito allo scandalo del dieselgate la Cancelliera, pur dicendosi “arrabbiata”, ha manifestato la sua soddisfazione per il fatto che circa 800 mila posti di lavoro dovrebbero essere conservati nell’ambito dell’industria automobilistica tedesca, mantenendo nel contempo la produzione di auto diesel. Su quest’ultima cosa si è detto favorevole anche Schulz. La candidata della Cdu si è detta contraria ad un innalzamento dell’età pensionabile a 70 anni, ribadendo che già 67 anni sono una “sfida” per molte persone. Schulz in merito si è detto contento che la sua avversaria sia giunta su posizioni analoghe a quelle socialdemocratiche. Entrambi sono contro la Coppa del Mondo da disputarsi in Qatar e rifiutano il lavoro di vigilanza dell’ex cancelliere Gerhard Schröder sul gruppo energetico russo Rosneft. Tuttavia Schulz ha evidenziato anche i “grandi successi” di Schröder. In merito al Presidente americano Trump, poca fiducia ripone il candidato dell’Spd per una soluzione al problema nordcoreano. Più possibilista circa un coinvolgimento del Presidente statunitense per la soluzione del conflitto in atto si è detta la Cancelliera, la quale auspica tuttavia una soluzione pacifica a cui l’Europa dovrebbe dare un maggior contributo.

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Per chi si fosse perso il dibattito può rivederlo qui

 

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